L’industriale

L’industriale


Giuliano Montaldo

Drammatico | Italia
(2011)

“La tua ascesa è stata fulminea, la tua discesa sarà lenta” (Paul Newman, Mister Hula Hoop)

A quattro anni dal suo ultimo lavoro, “I demoni di San Pietroburgo”, Giuliano Montaldo torna al cinema che gli si confà, quello sociale. Con “L’industriale”, il regista ci racconta la storia di un imprenditore di una piccola azienda sull’orlo del fallimento. Nicola Ranieri (Pierfrancesco Favino) ha ereditato l’azienda dal padre, tant’è che i settanta dipendenti gli sono familiari fin dalla pubertà. “L’industriale”  è un film sulla crisi economica vista con lo sguardo di un piccolo imprenditore che non vuole arrendersi all’evidenza del fallimento, neanche dopo che, sia la banca che i possibili compratori tedeschi, gli hanno chiuso la porta in faccia, di fronte all’alternativa – ben più lauta – di accaparrarsi tutto il bottino.

Montaldo ci introduce nel mondo della crisi economica e dei suoi effetti, per poi virare sul motivo amoroso che guadagna un lungo spazio e incasella in due livelli narrativi distinti l’accezione di crisi, da quella economica a quella sentimentale. La gelosia, la paura e l’adulterio dietro l’angolo spostano il punto focale sull’uomo privato. L’imprenditore che non accetta di scendere a compromessi con le banche – e in ossequio al codice dell’uomo d’affari d’onore rifiuta l’aiuto della moglie e della suocera che, in punta di clichè, è ricca e pensa-solo-ai-soldi – si siede in disparte e lascia il posto al pater familias. Due facce della crisi che parlano dello stesso uomo e ci accompagnano nella parabola discendente di questo imprenditore-marito, che non vuole rinunciare a ciò cui tiene (il lavoro e la famiglia) e che rifiuta, in un primo momento, di rifarsi al sistema valoriale in filigrana degli uomini di potere (la scena con l’autista).

Lontano dal mondo di quegli affaristi della cupidigia investiti di poteri magici, poiché creano denaro laddove non ce n’è (come l’imprenditore de “Il gioiellino“), si lascia sedurre dal  fascino della scorciatoia quando diventa concreta la possibilità di perdere tutto. Ranieri, cui Favino dà una caratterizzazione centellinata anche nella gestualità, è espressione della condizione dell’imprenditore che, circondato dagli avvoltoi-banchieri, vede sgretolarsi la sua roccaforte dorata -quella fabbrica che gli aveva garantito tutti i comfort dell’agiatezza e della stabilità familiare – e finisce per consumare la  cena avvolto dal rumore sordo della sua solitudine che riecheggia nella grande sala, simbolo dei fasti che furono. Di fronte alla disperazione, e al sibilo dell’orgoglio che vuole difendere ciò che gli appartiene, usa i soldi (per comprare ciò che non sottende alla legge della domanda e dell’offerta) e il raggiro per preservare la sua condizione privilegiata.

Se il soggetto, concepito come racconto della crisi – pur nella sua trasmutazione da economica a sentimentale – contiene aspetti interessanti  e acquista – grazie a Montaldo – dignità di parola, ad avvilupparsi nel monocorde è la sua trasposizione poco efficace, che ridonda di sintesi scolastica. Il film cammina in superficie – siamo ben  lontani dall’emozionale “Sacco e Vanzetti” – non ci sono sfumature né cambi di registro, neppure l’interpretazione degli attori (anche se bravi, sappiamo) dà segni di dinamismo. A riscaldare la narrazione un po’ troppo chirurgica interviene la fotografia che, attingendo dalla tavolozza del grigio-verde nobilita una Torino dal sapore d’altri tempi, tingendola di plumbeo amarcord.  

Per saperne di più: Favino, Crescentini – Speciale “L’industriale”

15/01/2012

Cast e credits

Distribuzione
01 Distribution
Durata
94'
Produzione
BIBI Film e RAI Cinema
Sceneggiatura
Giuliano Montaldo, Vera Pescarolo
Fotografia
Arnaldo Catinari
Montaggio
Consuelo Catucci
Musiche
Andrea Morricone

Trama

Nicola Ranieri è un imprenditore a capo di una piccola azienda che produce pannelli solari. Oberata dai debiti e dallo strozzinaggio delle banche, l'azienda è prossima al fallimento, ma Ranieri non vuole arrendersi. Laura, la moglie, sente il marito sempre più distante e chiuso e cercherà ascolto altrove. Sia la vita lavorativa che la vita sentimentale di Nicola prenderanno una piega inaspettata
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