Les Mouvements du Bassin

Les Mouvements du Bassin


Hervé P. Gustave

Drammatico | Francia
(2012)

A proposito di aspettative, ecco un altro film che aveva fatto parlare di sé prim’ancora della sua proiezione. Stiamo parlando di “Les Mouvements du Bassin”, seconda fatica di HPG al secolo Hervé, presentato nella sezione dedicata al concorso Cineasti del presente, vera e propria fucina da cui il festival ogni anno trae nuova linfa, segnalando tendenze e potenziali protagonisti del cinema a venire.

In questo caso i motivi di curiosità non erano dettati esclusivamente dalla presenza nel cast di Eric Cantona, attore laureatosi alla scuola di Ken Loach ed ormai habitué del grande schermo, ma piuttosto la singolarità di un regista proveniente dal porno che afferma senza pudore di voler fare cinema per essere felice. Una biografia senza mezzi termini che si riversa con generosità nella storia di Hervé (questa volta parliamo del personaggio protagonista), un uomo chiuso nel suo mondo del quale fanno parte i corsi di autodifesa, il lavoro come guardiano notturno presso un tale che fa il magnaccia della propria moglie, e Marion donna disperatamente attaccata al desiderio di maternità, frustrato dall’incapacità di trovare la persona disposta a condividerla. Da questo incrocio di caratteri e di bisogni ognuno di loro troverà il modo per essere felice.

Il lavoro di Hervé è caratterizzato da un’aderenza al personaggio pressoché totale, evidente non solo nella spontanea generosità dell’interpretazione, costruita mettendo in circolo linguaggio del corpo, continua provocazione, libertà espressiva portata ai limiti del lecito (più volte, nel corso del film, il protagonista si esibisce in un curioso balletto), ma anche nello sviluppo di una storia che sembra frammentare la personalità del suo autore anche sugli altri personaggi, investendoli di un’anarchia fatta di ossessione e di corpi. “Les moviments du bassin”, titolo riferito ai movimenti necessari per realizzare al meglio la tecnica di difesa praticata dal protagonista, rappresenta qualcosa di lontano dalla maggior parte del cinema francese perché si esprime senza tenere conto delle regole e con un’immediatezza che sicuramente deve molto ai trascorsi lavorativi (per altro mai terminati) del regista. E’ nell’eterogeneità della messa in scena, a volte palesemente teatrale, in altri momenti vicina a performance tipiche delle arti mimiche, del balletto, o addirittura hardcore nei dettagli delle scene di sesso, che la pellicola crea il ritmo sincopato e l’atmosfera surreale che fornisce il palcoscenico necessario per la follia tragicomica di esseri umani istintuali e animaleschi, simili nelle reazioni e nella gestualità agli animali dello zoo dove il protagonista lavora prima di essere licenziato. Esseri innocenti in cerca di una felicità che, come fa dire il regista al pappone interpretato da Cantona, sarà raggiungibile solo spogliandosi di qualsiasi forma di moralità. Un’affermazione che Hervé fa propria anche nella durezza di certe immagini che non risparmiano neanche la felicità di Marion finalmente incinta.

Questo e altro è presente nell’opera di questo nuovo regista. La cosa migliore però è vederlo al cinema nella speranza che qualche distributore si ricordi di acquistarlo.

11/08/2012

Cast e credits

Durata
86'
Produzione
Capricci Films, Hpg production
Sceneggiatura
Hervé P. Gustave, Thomas Wallon
Fotografia
Reza Serkanian
Scenografie
Vanessa Ailleaume
Montaggio
Isabelle Prim

Trama

Hervé è un uomo solitario che vive esclusivamente per i suoi corsi di autodifesa. Licenziato dallo zoo dove lavora perché deprime gli animali, si ricicla come guardiano notturno in una fabbrica dove, per ingannare il tempo, spia il collega e la di lui moglie che vende il proprio corpo con la benedizione del marito. Marion è una bella donna disposta a tutto pur di avere un figlio. Una sera incontra un'infermiera che s'invaghisce di lei e che le promette amore e gravidanza, anche a prezzo di una rapina alla banca del seme. I destini di Marion ed Hervé, entrambi in cerca di un po' di felicità, si incroceranno in un corridoio d'ospedale.
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