Past Lives

Past Lives


Celine Song

Romantico | Usa
(2023)
È meglio stare con Tereza o rimanere solo?

Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste

alcun termine di paragone. L’uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza

preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può

avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? (…)

“Einmal ist keinmal”. Tomáš ripete tra sé il proverbio tedesco. Quello che avviene

soltanto una volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l’uomo può vivere solo una vita, è

come se non vivesse affatto.

(Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere)

 

“E se tu avessi incontrato un altro, gentile come me, che aveva letto i tuoi stessi libri e visto i tuoi stessi film, ci sarebbe stato lui al mio posto?”, chiede Arthur alla moglie Nora. “La vita non funziona così”, risponde lei. Il contrasto tra l’idea che abbiamo dell’amore romantico come destino e i fatti della vita, le decisioni o il caso che ci portano arbitrariamente vicino all’amore o lontano da esso è il cardine del film di Celine Song. Apprendiamo dal film che per riconciliarci con questa tensione in Corea esiste il concetto di In Yun. Lungi dall’essere una mera, schiacciante, ripetizione eterna (quello che Kundera leggeva in Nietzsche), il ciclo delle vite si ripete ma con piccoli sfasamenti ricchi di significato: per stare insieme in questa vita, due amanti devono essersi progressivamente avvicinati nelle “past lives”.
 
Sinossi: Nora Moon (un’eccezionale Greta Lee) vive il sogno per cui i suoi genitori hanno abbandonato la Corea quando lei aveva dodici anni: fa la scrittrice a New York ed è sposata con un altro scrittore. Ma un giorno il suo fidanzatino delle medie Hae Sung (Teo Yoo) annuncia che la verrà a trovare per pochi giorni. Lei accetta con curiosità ma senza alcuna preoccupazione – è indubbio che non metterà in discussione tutta una vita per una persona che non vede da 24 anni. Giusto? 
 
“Past Lives” non è un film particolarmente coraggioso dal punto di vista formale, la fotografia è un po’ patinata e le inquadrature delle pozzanghere e di altri dettagli minimalisti sono sterili quanto il confronto dall’alto tra NY e Seul. Anche il montaggio delle conversazioni è funzionale senza aggiungere molto al testo. Ma alla fine si tratta di un film di primi piani ed è sotto questo aspetto che la combinazione di casting e recitazione funziona al di là di ogni possibile dubbio. Il film crea in noi una sorta di attrazione magnetica per i volti dei due protagonisti coreani, Nora e Hae Sung, e relega anche agli occhi occidentali lo scrittore newyorkese, che potremmo quasi dire ha sposato Nora accidentalmente, in secondo piano.
 
Un altro elemento interessante è il passaggio continuo da coreano (sottotitolato) a inglese (non sottotitolato) (chissà poi perché non il contrario), con Nora che sola padroneggia entrambe le lingue al punto da essere diventata scrittrice in quella di adozione (come Kundera negli ultimi anni). A pensarci è anche bello – inevitabile? – dopo “Anatomia di una caduta” trovare nuovamente la questione linguistica in primo piano nelle relazioni di coppia. Quanto possiamo veramente sapere di una persona di cui non conosciamo a fondo il linguaggio? Ma, d’altro canto, non cerchiamo nell’amore altro da noi? Nella New York multietnica, dove tutti sono immigrati, la domanda è particolarmente attuale, ma la questione è di carattere generale.
 
L’aspetto della regia più intrigante è in fondo il montaggio sonoro. L’alternarsi dei rumori ambientali molto presenti – del resto siamo a NY – e della musica ben supporta il contrasto della protagonista che (forse) medita per una volta di abbandonarsi al sogno di un destino romantico, rinunciando ai sogni che si costruiscono, come la carriera (il Nobel, il Pulitzer, il Tony). Questa meditazione non è esplicitata con trucchetti come voci off, diari e confidenze tra amici (che apparentemente non esistono) ma è tutta condensata nel volto di Nora e nei suoi sguardi con Hae Sung, in quello che intuiamo dai loro silenzi, dal loro riserbo e dalle loro confidenze. Tra un loro incontro e l’altro il film scorre liscio, anche troppo: manca volendo il guizzo che renda “Past Lives” memorabile. Ma non tutti i film devono essere coraggiosi. Nella vita – e quindi nel cinema – sono importanti i giorni decisivi ma anche le belle passeggiate al tramonto.

19/02/2024

Cast e credits

Titolo Originale
Past Lives
Distribuzione
Lucky Red
Durata
106'
Produzione
A24
Sceneggiatura
Celine Song
Fotografia
Shabier Kirchner
Scenografie
Grace Yun
Montaggio
Keith Fraase
Musiche
Christopher Bear
Costumi
Katina Danabassis

Trama

Attraverso gli anni si dipana l'amore di Nora e Hae Sung
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi