Point Break

Point Break


Ericson Core

Azione, Thriller | Cina, Germania, Usa
(2015)

Del “Point Break” di venticinque anni fa non è rimasto nulla.

Il surf che univa gli “ex Presidenti” e incantava Utah è diventato un’esagerazione fra le tante e sembra che surfare sia possibile solo con onde superiori ai dieci metri: la tempesta perfetta che concludeva il vecchio “Point Break” è praticamente il livello minimo di onde su cui si misurano i nuovi Bodhi & friends. I “fantasmi” che tormentavano il vecchio Pappas (Gary Busey, ora sostituito da Ray Winstone) sono diventati modelli tatuati e muscolosi appartenenti non più a una tribù ma a una specie di privè di lusso, che trova la sua rappresentazione nel party sullo yacht del mecenate Al Fariq (il figlio di Klaus Kinski, Nikolai) dove sfilano dj famosi e facce più o meno note dello sport e del giornalismo sportivo americano.

Utah (Luke Bracey) e Bodhi (Edgar Ramirez), pur mantenendo lo stesso nome dei predecessori, ne hanno perso lo spessore:  l’integrità dell’ex quarterback neo-agente dell’FBI interpretato da Keanu Reaves e il fascino del filosofo surfista incarnato da Patrick Swayze sono soltanto ricordi. I nuovi protagonisti sono piatti e privi delle sfumature che connotavano Reeves e Swayze: il romanticismo dell’uno, il fascino spirituale dell’altro,  lo yin e lo yang che si mescolano, si confondono, si ridistribuiscono. Anche la nuova protagonista femminile, Samsara (Teresa Palmer) è un personaggio che non ha neppure lontanamente lo charme semplice e disarmante della vecchia Tyler (Lori Petty).

Se il film della Bigelow è divenuto un cult è stato sì grazie ad alcune riprese spettacolari e innovative (i due lanci con il paracadute e l’inseguimento in mezzo alle case) ma soprattutto grazie a una storia solida su cui si costruivano una serie di altre storie ugualmente importanti e legate in modo vario all’amore: un thriller poliziesco in cui si impiantano l’amore prima di Bodhi e poi di Utah per Tyler, l’attrazione quasi omosessuale fra Utah e Bodhi, l’amore per il surf, per la libertà, per la vita. Tutto sotto un costante fuoco incrociato di filosofia spicciola e cinismo testosteronico, in un crescente presagio di disfatta.

Il film di Core (che è anche direttore della fotografia) è invece niente più che un collage di performance offlimits, ben montate dal premio Oscar Thom Noble, in collaborazione con John Duffy e Gerald B. Greenberg. Al lungo elenco di effetti speciali si affianca un altrettanto lungo di atleti reclutati come stuntmen: surfisti, snowboarders, skaters, motociclisti e il free climber Chris Sharma. Il nuovo Point Break sarà ricordato per la scena più pericolosa mai girata, il lungo volo in “wingsuit” compiuto sulle Alpi Svizzere attraverso la crepa gigante conosciuta come il “Crack”. I cinque atleti che si sono prestati a girare la scena sono Jon Devore, Julian Boulle, Noah Bahnson, Mike Swanson e Jhonathan Florez, quattro come controfigure e il quinto in coda che riprende gli altri. Una scena che toglie davvero il fiato, finché i quattro (cinque) non atterrano.

Per il resto il flim è privo di una storia, la sceneggiatura di Kurt Wimmer è a tratti potentemente ridicola (vedi corteggiamento in apnea o scena finale), i dialoghi sono imbarazzanti e certe scenografie certamente all’altezza (penso alla carcassa dell’auto in fiamme con intorno il “fight club”), i personaggi sono dei bambolotti a carica che parlano per massimi sistemi e per sentito dire: non rapinano più per finanziarsi un’estate senza fine, ma addirittura per “destabilizzare i mercati finanziari”. Le otto prove di Ozaki sono una copertura spirituale, un pretesto per spingere ogni sport o situazione all’estremo, nella ossessiva ricerca del punto di rottura, oltre il quale si stende un mare infinito di noia.

01/02/2016

Cast e credits

Distribuzione
Eagle Pictures
Durata
114'
Produzione
Alcon Entertainment, Ehman Productions
Sceneggiatura
Kurt Wimmer
Fotografia
Ericson Core
Scenografie
Udo Kramer
Montaggio
Thom Noble, Gerald B. Greenberg, John Duffy
Musiche
Junkie XL
Costumi
Lisy Christl

Trama

Johnny Utah (Luke Bracey) è un giovane agente dell’FBI che si infiltra in una banda di “atleti estremi” sospettata di aver compiuto spettacolari rapine. L’incontro fra Utah e Bodhi (Edgar Ramirez), il leader carismatico della banda, si svilupperà in un legame che porterà i due fino ai limiti delle possibilità umane e oltre.   

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