Poliziotti fuori

Poliziotti fuori


Kevin Smith

Azione, Commedia | Usa
(2009)

Kevin Smith ripercorre i cliché dei polizieschi americani anni ottanta, dalla trama ai personaggi, dagli ambienti alle musiche (firmate non a caso da Harold Faltermeyer – dei “Beverly Hills Cop”), e ne esce un film debole e tutto sommato trascurabile. Jim (Bruce Willis) e Paul (Tracy Morgan) sono la classica coppia di poliziotti duri ma simpatici, indisciplinati e dai metodi poco ortodossi. Quando Jim viene derubato di una preziosa figurina di baseball che intende vendere per pagare il matrimonio della figlia, si trovano a indagare su una banda di criminali narcotrafficanti messicani. Jim e Paul amano interpretare il ruolo di poliziotti durante il lavoro. E l’idea appunto di interpretazione, di riproposta di un certo cinema di genere è punto di partenza per questo buddy movie che si appoggia di peso su Willis (che si muove su un terreno arcinoto) e Morgan (non simpatico come vorrebbe apparire).

Niente di nuovo, dunque, e così dev’essere. Tutto è volutamente stereotipato: dai personaggi principali a quelli di contorno, buoni e cattivi, tra cui lo spacciatore messicano psicopatico dai metodi di tortura pittoreschi, la bella-ragazza-indefesa-da-difendere (Ana de la Reguera, ben diversa da quella timorata di Dio vista in “Super Nacho“), la coppia di poliziotti nemesi dei protagonisti, il direttore di polizia, gli informatori. E poi i luoghi, la New York notturna, dei sobborghi, del distretto di polizia, e le ovvie scene tipiche (la riconsegna del distintivo, la difesa dell’ostaggio, l’analisi dei cadaveri). Con dovuti innesti di modernità: cellulari, chiavette usb, wikipedia e youtube. Nel cast anche alcuni caratteristi della tv americana, tra cui Kevin Pollak e la nevrotica Susie Essman.

Meno brillante del solito, il regista dei due “Clerks”, dichiara da subito che si tratta di un omaggio, che è anche un po’ un’operazione tra il divertito e il nostalgico. Lo fa con una gag iniziale che è un pastiche di citazioni cinematografiche, ma come tutte le gag del film – e qui sta il problema – risulta scialba e per nulla divertente. Si ride poco in effetti, anzi per niente, con battute che si richiamano in parte al demenziale (che negli anni ottanta non a caso raccolse gloria al cinema e in tv), ma prive di mordente. A volte si ha il sospetto che più che un omaggio si tratti di un vero e proprio prodotto fuori tempo massimo.

Se la trama, seguendo alla lettera le linee guida e le consuetudini del plot di genere, riesce a non annoiare troppo, i dialoghi e la sceneggiatura (che non sono di Smith – e si sente) emergono invece come la pecca più vistosa: per nulla divertenti e scontati, monocordi, a volte perfino irritanti e superflui. Forse non a caso il personaggio di Seann William Scott (uno dei più interessanti) ha la dote di anticipare le parole dei propri interlocutori. Anche le sottotrame hanno poco da aggiungere (la gelosia di Paul, il rapporto di Jim con la ex moglie, gli stivaletti dei loro colleghi), e da materiale simile – nonostante alcuni episodi un po’ più brillanti (vedi il miglior ladro di auto della città) – c’è ben poco da spremere per un film (volutamente?) prevedibile, poco brillante, piatto, che gira a vuoto ed è a tratti indifendibile. Emerge il valore dell’amicizia sopra tutto il resto, e a prescindere. Ma questo si sapeva dai titoli di testa.

27/06/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Cop Out
Distribuzione
Warner Bros. Pictures
Durata
107'
Produzione
Warner Bros. Pictures
Sceneggiatura
Robb Cullen, Mark Cullen
Fotografia
David Klein
Scenografie
Michael Shaw
Montaggio
Kevin Smith
Musiche
Harold Faltermeyer
Costumi
Juliet Polcsa

Trama

Jim e Paul inseguono i ladri di una preziosa figurina di baseball che Jim intende rivendere per pagare il matrimonio dell'amata figlia. Scopriranno l'intrigo di una banda di trafficanti americani
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