(500) giorni insieme

(500) giorni insieme


Marc Webb

Commedia | Usa
(2009)

Sull’avambraccio di Summer (la perfetta Zooey Deschanel), Tom (Joseph Gordon-Levitt) reinventa scorci di Los Angeles con un pennarello. Ariosi profili, sinceri dettagli sulla candida pelle. Ma accecato dalla passione, non si accorge dell’ambiguità nascosta tra quelle dita sottili, delicatamente intrecciate sulla panchina, nella quiete di un parco.

La loro storia, raccontata attraverso lo sguardo idealista e febbrile del protagonista – architetto mancato, impiegato in una società specializzata nella redazione di biglietti d’auguri – salta continuamente tra quei 500 sorprendenti giorni. Flashback agrodolci, montati con stravagante abilità da Alan Edward Bell, sorretti da una spigolosa, insinuante colonna sonora (dove spicca la struggente “Sweet disposition” dei Temper Trap), snocciolano frammenti di un sentimento autentico, universale. Tanto sbilanciato quanto imprevedibile, effimero, crudele, perché quasi mai frutto di aspettative complementari.

Nato per caso, nell’ascensore dell’ufficio, l’amore del giovane si allunga immediatamente verso la luce: puro, romantico, disarmato. Un magico pezzo degli Smiths (“There is a light that never goes out”), affiorato, un giorno, dalla sua auricolare, aggancia l’attenzione di Summer – neosegretaria del boss – e per il timido copywriter è la fine. Ma la volitiva fanciulla, pur contraccambiando il feeling, mette subito le carte in tavola preferendo l’agile, confortevole spazio della leggera complicità all’impegnativa responsabilità. Tom accusa il colpo, ma non si arrende. Il caso, però, ribalterà la vita di entrambi.

Per una volta, il classico teorema dell’uomo che fugge dall’ineluttabile, univoco ardore femminile si rovescia illuminando un’inedita prospettiva, ma il risultato, seppure intrigante, lascia qualche piccola ombra. I modelli di riferimento di questa graffiante opera prima indipendente – presentata in anteprima mondiale al Sundance Festival e approdata con successo a Locarno – si chiamano Gondry, Crowe, Frears e pesano non poco.

Per scacciare, invano, questi illustri fantasmi, il regista americano (con una lunga esperienza di videoclip e spot alle spalle) si concentra sulla scrittura – meticolosa, a tratti assai pungente – e su uno sguardo lucido, disincantato, umoristico ma, allo stesso tempo, assai più malinconico della media (lancinante il primo piano delle mani di Summer e Tom, nuovamente intrecciate sulla stessa panchina quasi in chiusura di parabola).

Gli strumenti narrativi utilizzati, però, come l’eccentrica numerazione dei giorni in sovraimpressione (per scandire il subbuglio temporale/emotivo), gli inserti animati, l’esatta valenza della musica, le divertenti citazioni di Bergman, Truffaut, Lelouch, Nichols, ripercorrono sentieri già tracciati accompagnando il film verso un finale un po’ forzato che stempera l’incisività dimostrata.

16/09/2009

Cast e credits

Titolo Originale
(500) Days of Summer
Durata
95'
Produzione
20th Century Fox
Sceneggiatura
Scott Neustadter, Michael H. Weber
Fotografia
Eric Steelberg
Scenografie
Laura Fox
Montaggio
Alan Edward Bell
Musiche
Mychael Danna, Rob Simonsen

Trama

Un giovane romantico e idealista s'innamora di una coetanea che non crede nell'amore. La loro storia durerà 500 giorni
A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso