Alice in Wonderland

Alice in Wonderland


Tim Burton

Fantastico | Usa
(2010)

Il 1865 segnò indelebilmente fortuna e virtù dello scrittore britannico Lewis Carroll. Fu in quell’anno che il cuore di Alice prese a battere e il celeberrimo paese delle meraviglie fiorì di magia e grottesco nonsense.

All’epoca Carroll non aveva neanche la più pallida idea di cosa fosse il “cinema” ma se soltanto il suo fantasma potesse a tutt’oggi sapere che la sua opera è stata oggetto di innumerevoli trasposizioni nel campo della settima arte, ne dedurrebbe che il 1865 ha rappresentato una vera e propria manna dal cielo non solo per la sua dote di scrittore, quant’anche per i soggetti e le sceneggiature della futura sfera cinematografica.

L’egemonia filmica di “Alice in Wonderland” è rappresentata in modo inconfutabile dal classico dell’animazione Disney datato 1951, che ne ha ereditato lo script originale in tutta la sua atmosfera fiabesca e trasognante, ponendo come fulcro tematico i caratteri del gioco (gli scacchi, le carte), i tratti dell’incantevole e dell’irreale (lo specchio, il grande e il piccolo, oltre alle bizzarre ricreazioni iconiche quali il narghilè del bruco, il doppiopetto del bianconiglio…) e circondata addirittura da quella sensazione infantile e demenziale (il “non compleanno” per esempio) tanto cara all’innocenza dei bambini.

Chi, meglio di Tim Burton, poteva ri-tuffarsi in questo bizzarro “sottomondo”? Chi se non lui, che ha fatto delle sue atmosfere oniriche un’importante marchio di fabbrica, poteva scivolare assieme ad Alice in quella portentosa tana che porta dritta dritta nel Paese delle meraviglie? Le aspettative che si vengono a creare sono tante ma come capita spesso in questi casi i problemi non sono mai pochi.

Dura quindi la missione per Tim Burton e per questo nuovo “Alice in Wonderland”. Riuscire a ricreare una favola manipolata da più registi prima di lui (il migliore in tal senso è stato il ceco Jan Švankmajer), cercare di non far rimpiangere la perla d’animazione Disney puntando tutto sulla tecnologia e sull’estrosa prova attoriale.

Ma il risultato è ahimè deludente. Nel Paese delle meraviglie di Burton, di meraviglie ve ne sono davvero poche.

Le caricature attoriali sembrano più creature uscite dalla serie Fantaghirò di Lamberto Bava (la pergamena profetizzante definita “Oraculum”, inventata di sana pianta così come gli esseri mostruosi denominati comicamente “Ciciarampa”, “Grafobrancio”, “Ciciacià”), e mentre alcune figure sembrano essere trattate in maniera veramente troppo superficiale come l’impalpabile regina bianca Anne Hathaway, altre ancora vengono ridicolizzate all’ennesima potenza, vedi il cappellaio matto interpretato da Depp (la “deliranza” è davvero il punto più basso mai raggiunto dal regista statunitense).

Non si può dire certo dire che manchi originalità, anzi è forse questo l’aspetto più deludente della pellicola, che invece di seguire il territorio letterario ha preferito cambiare rotta favorendo una raffigurazione del tutto sua, dove la bambina è in realtà un’adolescente alle prese con gli ostacoli sentimentali della vita reale o dove le peripezie della stessa nel corso del film sembrano attenersi davvero poco alle avventure riportate da Carroll, per giunta non riuscendo mai nella missione di sollevare riflessioni di un certo spessore (indigente quanto emblematico il finale).

Dulcis in fundo la nota più dolente, l’utilizzo di un 3D decisamente pleonastico, salvato solamente dall’ottima tecnologia visiva del motion capture che blocca alla perfezione i movimenti fulminei del folle Johnny Depp/Cappellaio.

Da segnalare il più che positivo esordio della ventenne australiana Mia Wasikowska, e l’ottima Helena Bonham Carter nelle vesti deformate di una cattivissima Regina Rossa. Affidabili come al solito le collaborazioni musicali di Danny Elfman e gli effetti speciali del duo Michael Lantieri/Michael Dawson. Decisamente troppo poco per un film così atteso e lontanamente osannato.

Burton scivola di nuovo come aveva fatto con il recente “La fabbrica di cioccolato” e invece di regalare magia come solo lui sa fare, offre solamente la più innovata, inutile, tecnologia.

04/03/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Alice in Wonderland
Durata
108'
Sceneggiatura
Linda Woolverton, Lewis Carroll
Fotografia
Dariusz Wolski
Scenografie
Robert Stromberg
Montaggio
Chris Lebenzon
Musiche
Danny Elfman
Costumi
Colleen Atwood

Trama

Alice Kingsley ormai diciannovenne, in seguito alla morte del suo tanto amato padre, partecipa ad una festa, salvo poi scoprire che si tratta in verità di una segreta proposta di matrimonio avanzatale da un lord inglese. Interdetta innanzi alle centinaia di persone che la stanno fissando decide allora di scappare, inoltrandosi nel bosco. Qua Alice intravede il Bianconiglio e lo segue sino al punto in cui l'animale si getta in un grande buco nel terreno ai piedi di un piccolo arbusto. Curiosa si sporge per capire dove questa buca porti, ma nel farlo perde l'equilibrio e vi cade dentro...

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso

Le bambine
Le bambine

"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto