Arco – Un’amicizia per salvare il futuro

Arco – Un’amicizia per salvare il futuro


Ugo Bienvenu

Animazione, Fantascienza | Francia, Regno Unito, Usa
(2025)

Quest’annata cinematografica è partita col botto sul fronte dell’animazione. Una delle novità più sorprendenti di questi primi mesi è proprio “Arco – Un’amicizia per salvare il futuro” (2025), esordio del francese Ugo Bienvenu, candidato all’Oscar per il miglior film di animazione, il quale alla fine è stato vinto da “KPop Demon Hunters” (Maggie Kang e Chris Appelhans, 2025).

Un ragazzo di nome Arco vive nell’anno 3000 e sogna di viaggiare nel tempo come tutta la sua famiglia; tuttavia, a causa della sua giovane età (10 anni), ciò non gli è concesso, ma la sua testardaggine lo porta ciononostante a tentare il suo primo volo. Infatti, il viaggio nel tempo si intraprende attraverso dei coloratissimi mantelli che ricordano un arcobaleno e che permettono di attraversare le nuvole e incanalarsi in una sorta di tunnel spaziotemporale. Arco vorrebbe viaggiare nel futuro, ma data la sua pressoché nulla esperienza qualcosa va storto e il ragazzo si ritrova nell’anno 2075. Per gli spettatori, dunque, il viaggio parte dal futuro e atterra nuovamente nel futuro: se però il 3000, con le sue case costruite in cielo perché, come viene detto nel film “non si poteva più abitare la terra”, ci appare come un’epoca lontanissima ed iper-tecnologica – un po’ come “Blade Runner” (Ridley Scott, 1982) immaginava il 2019, con tanto di auto volanti –, il 2075 è abbastanza vicino al nostro presente da consentirci un confronto più ragionato e, nei limiti, realistico. Arco atterra in un’epoca in cui i robot, presumibilmente alimentati dalle intelligenze artificiali seppur dotati di coscienza e memoria, hanno preso il posto degli esseri umani in tutte le attività di cura, dal baby-sitting all’insegnamento scolastico, in cui i genitori assenti per una trasferta di lavoro possono essere sostituiti da ologrammi e in cui si verificano costantemente fenomeni climatici estremi, che vanno dalle tempeste agli incendi incontrollati, il che ha portato la popolazione a erigere delle cupole protettive entro cui rifugiarsi quando la situazione diventa critica.

Senza inutili sottolineature o didascalismi, “Arco” pone un primo punto di interesse: il mondo è al collasso, ma in una maniera che sembra il naturale prolungamento della situazione che viviamo oggi; allo stesso modo il 3000 da cui proviene il protagonista sembra la soluzione inevitabile che l’umanità ha trovato per riparare ai suoi errori. Prima ancora di svolgersi narrativamente, perciò, “Arco” si presenta come un monito al presente, visto però attraverso gli occhi di un ragazzino che non ne ha contezza.

Una volta atterrato, Arco viene soccorso da una sua coetanea, Iris, che è sin da subito incuriosita dalla sua storia. I due, insieme, cercheranno in tutti i modi di permettere ad Arco di viaggiare nuovamente nel tempo per ricongiungersi ai suoi genitori che lo credono disperso. La piccola tragedia del protagonista, come vedremo, diventa lo specchio della grande tragedia che incombe sull’umanità.

Ovviamente Arco è visto dagli abitanti del 2075 come una sorta di alieno, il che ci viene chiarito in una scena in cui il robot domestico di Iris chiede al ragazzo il suo nome, non trovandolo nel suo database. La struttura narrativa del film, da questo punto di vista, ricorda quella di “Il gigante di ferro” (Brad Bird, 1999): anche qui atterra sul pianeta un’entità sconosciuta che attira l’attenzione di un giovane personaggio che cercherà di aiutarlo nei suoi scopi. Ma andando ancora più a ritroso, “Il gigante di ferro” a sua volta riecheggiava la trama di “E.T. l’extra-terrestre” (Steven Spielberg, 1982), il quale perciò, a sua volta, vale come fonte d’ispirazione per “Arco”.

Il film di Bienvenu sorprende sia per i temi che è capace di portare ma anche per la qualità tecnico-visiva dell’animazione. Tralasciando il character design dei personaggi – e in particolare il disegno dei volti, che pare piuttosto dozzinale, ma vista la cura dedicata al resto sembra da leggersi come una scelta estetica –, gli ambienti e il world building rappresentati sono stupefacenti da un punto di vista immaginifico e visivo: la cura del dettaglio è eccellente e l’animazione scorre con un tocco leggero che ricorda da lontano i migliori film dello Studio Ghibli, aprendosi a scene madri ricchissime di effetti visivi e strabilianti sul piano realizzativo. Questa tavolozza visiva costituisce lo scenario perfetto in cui ambientare quella che in fin dei conti è una classica storia di amicizia, ma la cui progressione è inestricabilmente legata al destino dell’umanità. In un certo senso salvare Arco corrisponde a salvare il futuro: metaforicamente, perché se Arco rappresenta il futuro la sua possibilità di salvarsi corrisponde alla possibilità che un futuro esista; ma anche letteralmente, perché l’assenza prolungata di Arco dal suo spazio-tempo hanno innescato una serie di catastrofi inarrestabili. A salvarlo non sarà un qualche intervento divino o una rocambolesca sequenza di eventi, ma l’amicizia, incarnata in Iris e nella sua fiducia incorruttibile.

La scena finale, che rappresenta un pianeta distrutto dall’ennesimo incendio che divampa senza pietà, trasforma la profondità dell’affetto amicale nel potere di cambiare le cose. Arco, in questo senso, diventa una sorta di messia giunto in terra per ricordare agli esseri umani che sono tanto capaci di cose orribili, compresa l’autodistruzione, quanto di cose meravigliose. E forse il punto sta proprio qui, nella meraviglia che riempie gli occhi di Iris per tutto il film, nella capacità di scorgere nel diverso un’opportunità e non una minaccia, nella tenacia nel perseguire un obiettivo che più è grande più è alla portata di un bambino. Riparare ai danni commessi significa conoscere, e conoscere è tra gli atti più coraggiosi a nostra disposizione.

“Arco” è strabiliante perché riesce a condensare in una storia di amicizia il senso di essere umani; e trova nella capacità di fidarsi dell’altro l’unica possibilità di salvarsi, regalandoci, per una volta, un finale colmo di ottimismo e di buone speranze per un futuro che potrebbe anche non essere così terribile. La scelta, in fondo, è sempre stata nostra.

23/03/2026

Cast e credits

Distribuzione
I Wonder Pictures
Durata
88'
Produzione
Fit Via Vi Film Productions, MountainA, Remembers
Sceneggiatura
Felix De Givry, Ugo Bienvenu
Fotografia
Jérôme Bigueur
Scenografie
Alexander Vanderplank
Montaggio
Nathan Jacquard
Musiche
Arnaud Toulon

Trama

Un ragazzo che viaggia nel tempo di nome Arco atterra accidentalmente nel 2075, dove una ragazza, Iris, lo aiuta a tornare nell'anno 3000.
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