La battaglia di Solferino

La battaglia di Solferino


Justine Triet

Drammatico | Francia
(2013)

Una giornata di ordinario stress nella vita di Laetitia, una giornata decisiva per la politica francese. Laetitia deve occuparsi della diretta dello scrutinio delle presidenziali dalla sede del partito socialista in rue Solferino mentre cerca di impedire a Vincent, l’ex marito, di vedere le due bambine.

La bellezza del film risiede nell’equilibrio tra bravura e imprevisto. La prima componente è fornita in primis dalle due ottime prove d’attore dei protagonisti. Laetitia è stupendamente reale, carica quando i problemi della vita lo richiedono, e spossata un istante dopo. Vincent, col suo personaggio più sopra le righe, è eccezionale: entra subito nel Pantheon dei perdenti che amiamo, con i suoi bruschi passaggi dalla’imbranataggine alla rabbia dall’ insulto alla risata. A creare imprevisti ci hanno invece pensato i bambini, il cane e soprattutto la folla in piazza che, sovreccitata, non perde occasione di interagire con Laetitia e Vincent nei modi più disparati. Ma ciò che ha richiesto più improvvisazione è stato l’imprevedibile esito delle elezioni.  La regista Justine Triet ha detto di aver impostato la sceneggiatura scommettendo sulla sconfitta dei socialisti e di aver dovuto cambiare in diretta atmosfera al film dopo l’annuncio che lo sconfitto era Sarkozy.

Il successo del mantenimento dell’equilibrio tra sceneggiatura e realtà sta proprio nella regia: sarebbe stato facile e prevedibile risolvere sia interni che esterni con la solita nervosa camera a mano. La Triet la alterna invece efficacemente a inquadrature statiche, piani larghi sulla folla, una simpatica videocamera da motorino, il finto girato televisivo della rete per cui lavora Laetitia. L’abile utilizzo di questi punti di vista multipli consente di superare anche un’altra separazione illusoria: quella tra pubblico e privato. La storia di Laetitia e Vincent, come tutte, è una vicenda di persone singole che interagisce con tutte le altre vicende umane della società che li circonda. Non è facile tenere questo doppio fuoco (c’era riuscito con un altro registro anni fa Cuaron ne “I figli degli uomini”) ma la Triet ci riesce con naturalezza.

C’è un ultimo confine che nella vita non esiste ed è abilmente ignorato nel film; quello tra commedia e dramma. Le peripezie di questa coppia di trentenni incasinati si muovono tutto il tempo tra la risata e l’emozione, con cambi di registro sempre interessanti. Quando l’ossessione di Vincent di vedere i propri figli smette di essere grottesca e diventa dolorosa per lui e minacciosa per Laetitia? Quando il confronto tra i due uomini di Laetitia smette di essere teso e diventa ilare?

La battaglia di Solferino è un’ opera prima aggraziata e intelligente, che segnala Justine Triet come un nome di punta dell’ultima generazione del cinema francese.

01/12/2013

Cast e credits

Titolo Originale
La bataille de Solferino
Durata
94'
Produzione
Ecce films
Sceneggiatura
Justine Triet
Fotografia
Tom Harari
Montaggio
Damien Maestraggi
Musiche
Julien Sicart

Trama

Una giornata di ordinario stress nella vita di Laetitia, una giornata decisiva per la politica francese. Laetitia deve occuparsi della diretta dello scrutinio delle presidenziali dalla sede del partito socialista in rue Solferino mentre cerca di impedire a Vincent, l'ex marito, di vedere le due bambine.
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