Gli occhi degli altri

Gli occhi degli altri


Andrea De Sica

Drammatico | Italia
(2025)

Nella luce abbagliante di un’isola senza nome, il dramma della gelosia ha origine alla luce del sole attraverso lo sguardo del nobiluomo che dall’alto della scogliera osserva facchini e inservienti trasportare con fatica i bagagli degli ospiti sulla sommità del promontorio. Quella che mette in scena Andrea De Sica a inizio film è una vertigine visiva che fa del conflitto spaziale tra alto e basso la condizione esistenziale che distingue i servi dai padroni, dividendo chi è destinato a esercitare il potere da coloro che sono costretti a subirlo. Laddove le parole rimangono solo pensiero, ne “Gli occhi degli altri” sono le immagini a raccontare lo scarto tra realtà e apparenza dei protagonisti, quello che permette di leggerne la natura al di fuori dello stile di vita eclatante e della condotta libertina del loro legame.

Così se da una parte Elena (una conturbante e bravissima Jasmine Trinca) si sottomette al ruolo di donna oggetto assecondando il voyeurismo del consorte (consentendo al regista una riflessione  sul cinema e sul  rapporto tra campo e fuori campo) che ama guardarla mentre si intrattiene con amanti occasionali, dall’altra dimostra fin da subito la capacità di tenere testa alla temuta controparte – di cui di li a poco condividerà il medesimo spazio – quando si tratta di essere artefice delle proprie fortune. Elena infatti più di Elio è altro da sè, non permettendo alla propria bellezza di renderla semplice orpello maschile, consentendole un cambio di status sociale registrato dal film nell’allineamento dei punti di vista dei protagonisti rispetto al dislivello iniziale segnalato dalla posizione dominante di Elio che dall’alto dell’abitazione scorge Elena scendere dalla barca che l’ha portata sull’isola. 

Prima che lo faccia la storia è la particolarità delle inquadrature a indicare i segni della loro alleanza: evidenziandone per esempio la comune reticenza con la scelta di mostrarli – una volta e solo loro – di spalle e non in faccia, mentre parlano con alcuni degli ospiti che partecipano alle loro feste. E poi, approfittando dell’omogeneità dei corpi ridotti a pure ombre, per sancire la complementarietà di quell’incontro, nella sequenza notturna che ce li mostra “in cima al mondo” nudi, una accanto all’altro prima dell’accoppiamento. Assecondando la tendenza di molto cinema italiano, non solo di quello presente in questa edizione della Festa del Cinema 2025,  “Gli occhi degli altri” si ispira alla realtà – la fonte è il delitto Casati Stampa – per trasfigurare in forma di tragedia un passato – il decennio che va dall’inizio degli anni sessanta agli albori della decade successiva – simile ai nostri giorni per la proposta di un tema, il femminicidio, declinato secondo le dinamiche di un tipico dramma della gelosia.

Per realizzarlo De Sica ricalca la via – pensiamo a Jeremy Iron e Glenn Close de  “Il mistero Von Bulow” e a Ryan Gosling e Kirsten Dunst di “Love & Secrets” e ancora “E la chiamano estate” con cui “Gli occhi degli altri” ha più di un punto in comune – seguita da film affini al suo, offrendo il ruolo dei protagonisti a due interpreti bravi e carismatici, capaci di regalare al film un immaginario cinematografico che se nel caso di Filippo Timi era già abitato da personaggi tormentati e maledetti, per quanto riguarda Jasmine Trinca mancava di un ruolo che le offrisse la possibilità di confrontarsi con le pulsioni di vita e di morte di un personaggio come Elena, chiamata a confrontarsi con la parte più oscura dell’umana esistenza. Ma non basta, perchè costruendo la narrazione con salti temporali che del crescente malessere dei protagonisti lasciano indietro le cause mostrandone solo le conseguenze, agli stessi attori è devoluto il compito di trasformare la complessità in semplicità, lasciando trapelare attraverso il non detto ciò che rimane fuori campo. 

Al di là dei riferimenti alla società del proprio tempo, colta in un cupio dissolvi che nell’irreversibile precipitare degli eventi sembra anticipare quello dei nostri giorni, “Gli occhi degli altri” ricerca l’archetipo (a cominciare dall’ambientazione selvaggia e ancestrale in cui si svolge la vicenda) puntando a un universalità che trascende la cronaca per diventare rappresentazione dell’esistenza umana. In un cinema italiano solitamente pudico quando si tratta di mostrare la vita nelle sue espressioni meno inibitorie, il film di De Sica fa la sua figura lasciandosi guardare soprattutto per il magnetismo e la passione che Jasmine Trinca e Filippo Tim regalano ai rispettivi personaggi.

21/10/2025

Cast e credits

Distribuzione
Vision Distribution
Durata
121'
Produzione
Vision Distribution, Vivo film, Wildside
Sceneggiatura
Andrea De Sica, Gianni Romoli, Silvana Tamma
Fotografia
Gogò Bianchi
Scenografie
Alessandro Vannucci
Montaggio
Esmeralda Calabria
Musiche
Andrea Farri
Costumi
Massimo Cantini Parrini

Trama

Tra tradimenti e gelosie, l'amore morboso e travolgente tra Lelio, ricco nobile annoiato, ed Elena, la sua bellissima e conturbante moglie. 
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