Hellboy

Hellboy


Guillermo Del Toro

Fantasy, Horror | Usa
(2004)

Guillermo del Toro è un appassionato di fumetti, un conoscitore di cinema popolare (ha scritto da giovane un saggio critico su Alfred Hitchcock e collaborato con Sight and Sound e Village Voice) e un narratore con il senso del fantastico, non solo per le immagini, (è scrittore, insieme con Chuck Hogan, della trilogia vampiresca composta dai romanzi La progenie, La caduta e La notte eterna, pubblicati in Italia da Mondadori). E quindi sembra quasi naturale che abbia trasposto il personaggio dei fumetti Hellboy, creato da Mike Mignola nel 1993 e pubblicato dalla benemerita Dark Horse (la stessa delle avventure di “Sin City” di Frank Miller). La passione di del Toro per Hellboy è tanta che pur di dirigere il film tratto dal fumetto rinunciò al terzo episodio di Blade (e del resto per il regista messicano “Blade II” fu per lo più un esercizio di stile per mostrare ai produttori che era capace di girare scene di azione).

Per “Hellboy” del Toro ha collaborato strettamente con Mignola (intervenuto anche come co-produttore esecutivo) e in un certo senso il loro è stato un rapporto a tratti simbiotico, dove il regista si è sempre posto nei confronti del creatore del fumetto con una certa reverenza e rispetto. E questo forse, oltre che essere un pregio è anche il principale difetto per la riuscita del film fin troppo debitore alle atmosfere del fumetto.

La scelta di Ron Perlman come interprete di Hellboy è stata condivisa fin dall’inizio tra del Toro e Mignola, così come quella di una scenografia urbana notturna e piovosa, dove gli interni (museo, ospedale, la sede del Dipartimento per la Ricerca e Difesa del Paranormale, la metropolitana, le fogne, le caverne sotto il cimitero russo) si collegano agli esterni senza soluzione di continuità. L’atmosfera del fumetto e il segno grafico di Mignola si fondono in un’osmosi intra-medium con la messa in scena cupa e notturna che è una cifra stilistica del cinema di del Toro.

Certo, del Toro crea il suo film con tutti i temi caratteristici: la religione cattolica messa in scena con i suoi im-segni (croci e crocifissi, reliquie, cerimonie, personaggi) e la sua implicita critica; la lotta tra bene e il male che si confonde e che ha in Hellboy la sua icona principale e il suo punto di sintesi (un demone che è congiunzione tra i due mondi, che lotta per il bene, ma perché sceglie da che parte stare a discapito della sua prevedibile natura e per l’educazione umana ricevuta). Altro tema è la famiglia atipica e allargata, fatta di relazione e di legami sentimentali trasversali: il rapporto padre-figlio con il professor Trevor Bruttenholm che lo cresce, lo educa e lo cura fin dal ritrovamento sessant’anni prima, durante al Seconda Guerra Mondiale, in un’isoletta al nord della Scozia; quello di fratello-fratello con l’altro mutante Abe Sapien; e infine quello amoroso con la pirocinetica Liz Sherman; senza contare la casa, il Dipartimento per la Ricerca e Difesa del Paranormale, e di tutti gli agenti che interagiscono con Hellboy. E questi temi sono la parte migliore del film, in particolare la storia d’amore con Liz e la competizione implicita con il giovane agente Myers, dove lo sviluppo drammaturgico è ben equilibrato; oltre a una messa in scena sontuosa e fantasiosa, funzionale al dinamismo dei personaggi e alla loro messa in quadro. La sceneggiatura però ha dei cali proprio nella trama principale – quella della lotta di Hellboy contro la trinità malefica del mago Rasputin, dell’uomo marionetta Karl Kroenen e della devota servitrice Ilsa von Haupstein e con il loro mostruoso demone Sammael – con molto deja vu e a tratti confusionaria e priva di efficacia.

“Hellboy” resta comunque un film piacevole e tipicamente deltoriano (con gli stretti collaboratori di sempre, come Navarro alla fotografia o Amudson al montaggio) anche se risulta alla fine una specie di prologo – di film introduzione – a quello che sarà “Hellboy – The Golden Army” pellicola più compiuta e personale del regista sudamericano.

22/07/2013

Cast e credits

Titolo Originale
Hellboy
Distribuzione
Columbia Pitcures
Durata
117'
Produzione
Sony Pitcures Entertainment
Sceneggiatura
Guillermo Del Toro, Peter Briggs
Fotografia
Guillermo Navarro
Scenografie
Hilton Rosemarin
Montaggio
Peter Amundson
Musiche
Marco Beltrami
Costumi
Wendy Partridge

Trama

Un demone è evocato dai nazisti nel 1944 come arma di distruzione con l’aiuto dello stregone Grigor Rasputin, ma sono fermati da un’azione degli Alleati che lo catturano e lo affidano alle cure del Professor Broom, che lo ha trasformato in un eroe a servizio dell'Umanità. Nasce così Hellboy e attorno a lui il Dipartimento della Ricerca e della Difesa del Paranormale. Passati sessant’anni da quella prima notte, Rasputin torna in vita e le forze del Male danno inizio a un processo per regnare sulla Terra. Hellboy e i suoi compagni lotteranno per fermarli e perché il Bene e l’Amore vincano.

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