Perfect Creature

Perfect Creature


Glenn Standring

Horror | Nuova Zelanda, Uk
(2006)

Siamo in un mondo parallelo in cui i vampiri e gli umani convivono. Le due razze non solo coesistono, ma i vampiri sono considerati un’evoluzione della razza umana. Tutto procede per il meglio, finché un vampiro affetto da una forma di rabbia inizia a nutrirsi di umani e ad infettarli.

Suo fratello sarà così coinvolto in una collaborazione con la polizia al fine di catturarlo.

In un’ambientazione steampunk, i vampiri rappresentano un’evoluzione degli umani. Convivono pacificamente con questi e i loro capi sono delle autorità di tipo religioso. Alla nascita di Edgar, salutato come un’ulteriore evoluzione del tipo vampiro, le cose però si complicano. Intanto perché questi è, in realtà, affetto da una forma di patologia rabbiosa che rende il suo sangue infetto e pericoloso. E poi perché le tensioni sociali, scaturite dalla caccia selvaggia a cui Edgar si dedica, rendono difficile ai suoi capi tenere sotto controllo la situazione. Silus, fratello di Edgar e suo supervisore, si mette sulle sue tracce insieme ad un’avvenente poliziotta. La faccenda precipita quando Edgar in un agguato morderà la donna, scatenando una serie di reazioni incontrollate che finiranno con una quarantena e la conseguente eliminazione degli infetti.

I vampiri sono usciti da un bel po’ dalle loro cripte di famiglia. L’ultimo che andava per cimiteri era Lestat, ma già appariva poco convinto nell’indulgere in questa pratica obsoleta. Da allora in poi i vampiri hanno fatto passi da gigante nell’integrazione con la società. In “The Addiction” discutevano di filosofia. Con “Underworld” erano una forza parallela che combatte i licantropi, in “Blade” cacciatori che neanche vengono percepiti dalle loro prede, il gregge umano. E infine sono arrivati i manga, gli anime e “Buffy l’ammazzavampiri”, e con questo si può dire che i vampiri hanno fatto il giro completo delle possibilità mediatiche offerte alla specie.

Motivo per cui, in questo “Perfect Creature”, il punto forte è l’ambientazione, che rende la rappresentazione suggestiva e un tantino stile inglese inizio secolo.

Per quello che concerne la storia siamo però dalle parti di un poliziesco, col vampiro al posto del serial killer. I due protagonisti potrebbero esser tranquillamente attori in uno qualunque degli ultimi film sugli assassini seriali. A questo bisogna aggiungere un’assenza di tensione da prodotto televisivo che, per la verità, non rende certo indimenticabile il tutto. Il vampiro rabbioso, più che malato, pare proprio stronzo. Dal momento che decide, come un qualsiasi cattivo da telefilm, di rapire la bella poliziotta per attirare nella sua tana il fratello, che comunque già gli dava la caccia, e metterlo in ansia circa il destino della sua amata. Già, perché i due fanno anche in tempo a coltivare un sentimento, cosa della quale i vecchi vampiri erano assolutamente sprovvisti, come pure della possibilità di riprodursi sessualmente. Ma qua siamo ad un’evoluzione della razza, e tanto basti ai puristi. I due si mettono a caccia in una città che assume via via i connotati di un girone infernale, quello degli appestati, per la precisione. Seguendo la scia dei malati finiscono per imbattersi nell’untore, il quale è decisamente intenzionato a provocare una catastrofe. E qui avranno con lui il confronto finale che avevano inseguito per tutto il tempo. Tutto qua.

Non ci sono grosse innovazioni, né colpi di scena, il tutto segue il copione da telefilm che ci si immagina dall’inizio. E finisce esattamente come si può intuire già dal primo quarto d’ora.

Nonostante questo, o proprio a dispetto di tanta prevedibilità, il film scivola certo lento, ma assolutamente inesorabile fino all’epilogo. Lo si guarda senza troppi soprassalti, ma anche senza nessuno sbadiglio. E questo è già molto, dato quello che gira di questi tempi. Peccato per la mancanza del previsto Jonathan Rhys-Meyer, che avrebbe reso un po’ più ambiguo un vampiro che, al momento, ci pare la pallida eco dell’ormai lontano Lestat.

15/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Perfect Creature
Distribuzione
20th Century Fox
Durata
88'
Sceneggiatura
Glenn Standring
Fotografia
Leon Narbey
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