La prima linea

La prima linea


Renato De Maria

Drammatico, Storico, Thriller | Francia, Italia
(2009)

“La Prima Linea” è un film sul quale si è scaricata una valanga di commenti da parte di una buona fetta della stampa italiana. Abbastanza prevedibile, considerato che la pellicola in questione, opus nr. 4 di Renato De Maria, racconta le vicende del gruppo terroristico PL (attivo negli anni 70) attraverso la voce narrante di Sergio Segio, uno dei suoi leader di punta.

Allora, partiamo da un presupposto: “La Prima Linea” è un film e come tale va trattato. Chi scrive dunque non si addentra nelle possibili “dimenticanze” storiche, o nelle inesattezze della ricostruzione cronologica, né sulla correttezza, nei confronti delle vittime del terrorismo italiano, di mettere in scena le vicende dei membri di un gruppo terroristico come PL, ma opta per analizzare la pellicola da un punto di vista prettamente filmico.

De Maria per raccontare gli anni del terrore sceglie il libro autobiografico di Segio, “Miccia Corta”, e lo rielabora per ottenere ciò che più gli sta a cuore: lo studio della “persona”, dell’uomo che sta dietro al “membro” del gruppo terrorista. De Maria punta dunque a mettere in scena i dubbi esistenziali, le paure, le angoscie di Segio – solo le sue, o al massimo, marginalmente, quelle della sua compagna, e non quelle dei membri del gruppo tutto – ma dilata a tal punto i momenti, sospende le frasi, fa recitare gli attori a bassa voce, “a sospiri”, e rende il tutto più lentamente impalpabile, sfocato. Questo purtroppo non giova alla narrazione e al ritmo del film, né tantomeno al realismo della vicenda.

Rispetto anche solo a un “Romanzo Criminale“, dove il cinema “realista” si amalgamava bene con una confezione di genere gangsteristico di impatto visivo, molto ritmata, in questo “Prima Linea” la vicenda non decolla mai. E va bene che teoricamente è più aderente alla realtà dei fatti e la sceneggiatura trova meno spazio per la creazione di punti di svolta, ma nemmeno la recitazione aiuta, con uno Scamarcio “sbagliato”, perennemente corrucciato, la cui gamma espressiva – come anche quella della Mezzogiorno, d’altronde – va dalla A alla B.

Insomma, un film di una lentezza madornale, recitato in maniera mediocre, costantemente fisso sullo sguardo di Scamarcio e talvolta su quello della Mezzogiorno – che di fatto divengono gli unici personaggi del film, relegando gli altri a pure comparse – che non racconta nessuna novità sugli anni 70 né fa luce sul mondo del terrorismo degli anni di piombo e nel quale, paradossalmente, si salva solo la prova, breve, intensa e affatto banale di Fabrizio Rongione, attore da tenere indubbiamente d’occhio.

Cinematograficamente dunque un film a metà strada tra la puntata di un tipico documentario televisivo e un poliziottesco d’annata. Insomma l’azione, quando c’è, è girata con un piglio registico che si potrebbe definire “assonnato”. Non c’è mordente, non c’è tensione. Curioso, e paradossale, per un film che parla degli anni del “terrore”. Al tempo stesso il racconto di eventi drammatici e reali del nostro Paese è lasciato alle immagini di repertorio, perso com’è in uno schermo televisivo che non c’è più – e ti pareva che mettevano le riprese del sequestro Moro, con l’audio originale per colpire maggiormente lo spettatore… 

Insomma, un film insipido. Cinematograficamente parlando. Politicamente è un altro discorso. Ma qui, oggi, stiamo parlando di cinema. E chi scrive, oltre a volersi focalizzare solo sul cinema, è anche troppo giovane per giudicare con correttezza e obbiettività pagine di storia italiana di così ampia portata.

21/11/2009

Cast e credits

Titolo Originale
La prima linea
Distribuzione
Lucky Red
Durata
90'
Produzione
Andrea Occhipinti, Jean-Pierre e Luc Dardenne
Sceneggiatura
Ivan Cotroneo, Sandro Petraglia, Fidel Signorile
Fotografia
Gian Filippo Corticelli
Scenografie
Alessandra Mura, Igor Gabriel
Montaggio
Marco Spoletini
Musiche
Max Richter
Costumi
Nicoletta Taranta

Trama

Attraverso lo sguardo e i ricordi di Sergio Segio, il Comandate Sirio di Prima Linea, uno spaccato di uno dei più importanti gruppi terroristici italiani - secondo solo alle BR - attivi negli anni 70. Nei primi anni 80, poi alcuni membri di Prima Linea, tra i quali appunto Segio, organizzarono un'evasione dal carcere di Rovigo di alcune militanti nell'organizzazione. Tra queste Susanna Ronconi, la fidanzata di Segio
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