Saw: Legacy

Saw: Legacy


Michael e Peter Spierig

Horror, Thriller | Canada, Usa
(2017)
In principio ci fu il giallo all’italiana. A partire dai primi lavori thriller di Mario Bava i personaggi del macrogenere orrorifico cominciarono a divenire pure funzioni narrative e strumento per visualizzare, in forma di brutali quanto estetizzanti omicidi, l’ingegno registico dei cineasti e la loro capacità di mise en scéne, anche per far fronte a sceneggiature non propriamente raffinate, come la prima fase del percorso di Dario Argento credo esemplifichi a dovere. E mentre Oltreoceano l’horror si ritingeva di componenti politiche e sociali, contribuendo all’ammodernamento del cinema a stelle e strisce, fu ancora Bava a spostare avanti l’asticella dell’astrazione all’interno del genere col proto-slasher “Reazione a catena”. Carpenter ed Hooper adattarono questo cinema al loro discorso intellettuale, e non furono gli unici, ma ormai lo slasher come meccanismo di morte ed esibizione del massacro era nato. E venne il torture porn.
Dopo un quindicennio di pellicole che hanno fatto della pura e disinteressata mutilazione della carne la propria ragione esistenziale è facile che ci si chieda cosa motivi, a ben sette anni dall’ultimo capitolo, la ripresa da parte della Lionsgate della saga che la rese regina dell’horror USA degli anni zero. Nulla. Il film dei fratelli Spierig, noti soprattutto per il piuttosto apprezzato “Predestination“, non fa altro che accodarsi ai cliché abituali della serie iniziata da James Wan nel 2004 e catapultare il fruitore in un continuo rispecchiamento di presente e passato, anche qui, come nella loro opera precedente, debitamente contorti. Ma il meccanismo al momento della rivelazione non fa altro che mostrare la sua natura ludica e divenire l’ennesimo escamotage per giustificare la presenza del protagonista della saga dopo tutto questo tempo, dopo trovate sempre simili. D’altronde alla pellicola dei due gemelli tedeschi serve sicuramente un po’ di carisma, data la totale mancanza di fascino (e di profondità) dei pezzi di carne che gli attori coinvolti sono costretti ad essere in “Saw: Legacy” (tra l’altro complimenti ai distributori che hanno optato per cambiare il titolo originale, “Jigsaw”, forse non ritenendolo abbastanza didascalico). 
Certamente era difficile pretendere dall’ultimo arrivato di un’octalogia che non si è mai distinta per la brillantezza del proprio script delle caratterizzazioni complesse e dei dialoghi validi ma non si può fare a meno di constatare quanto il film in questione sia scritto chiaramente peggio di altri capitoli, come il primo (che fa storia a sé, essendo un thriller molto anni 90) o il sesto, facendo così risaltare l’inconsistenza narrativa del plot twist finale e delle labili motivazioni degli “eredi” di Jigsaw (come se le sue non fossero già sindacabili). Eppure alla maggior parte di coloro che hanno visto e vedranno “Saw: Legacy” tali criticità importano ben poco, irrilevanti come sono nel garantire esplosioni ematiche, jump scare e brutalità varie. Si ritorna perciò alla discutibile ma comunque valida etichetta di “torture porn“, che ha fatto della violenza estrema dell’horror underground del decennio precedente il carburante di un intrattenimento tanto facile da creare quanto redditizio (dopo tutti questi anni il sottoscritto ha visto il film in una sala quasi piena), nonché innocuo (idem), anche a causa (o forse sarebbe meglio, in virtù) della pessima sceneggiatura succitata, così come di una rappresentazione della carne dilaniata tanto realistica quanto digitalmente fittizia (e la, buona, fotografia ipersatura enfatizza a dovere ciò). Pertanto cosa dire in più di un film che rassomiglia a quasi ogni altro capitolo della saga, che divertirà moderatamente gli appassionati e disgusterà o annoierà tutti gli altri, un film dal quale non si può pretendere altro. Come si era detto all’inizio, nulla.

03/11/2017

Cast e credits

Titolo Originale
Jigsaw
Distribuzione
Eagle Pictures
Durata
91'
Produzione
A Bigger Boat, Serendipity Productions, Twisted Pictures
Sceneggiatura
Pete Goldfinger, Josh Stolberg
Fotografia
Ben Nott
Scenografie
Anthony Cowley
Montaggio
Kevin Greutert
Musiche
Charlie Clouser
Costumi
Steven Wright

Trama

A 10 anni dalla morte di Jigsaw pare che qualcuno stia cercando di ridare inizio al suo "gioco". Mentre una task force di poliziotti non propriamente unita cerca di individuare un impossibilmente così capace imitatore, cinque persone si risvegliano in un ambiente sotterraneo, legati e con dei bizzarri meccanismi in testa. Il gioco per la sopravvivenza riinizia.
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