Sette anime

Sette anime


Gabriele Muccino

Drammatico | Usa
(2008)
Muccino-Smith atto secondo. Dopo la parabola del self made man de “La ricerca della felicità”, arriva una full immersion nel dolore e nel senso di colpa di un uomo come tanti, e, nonostante i tanti difetti, l’insieme spiazza e fa riflettere. Innanzitutto è da rilevare come sia curiosamente congeniale la scelta di far mettere in scena ad un regista tutto italiano temi così strettamente legati alla cultura americana: prima il mito dell'”American Dream“, del diritto alla felicità sancito pure dalla costituzione degli Stati Uniti, e ora il complesso di “responsabilità” connaturato alla cultura Usa (e in questo senso il protagonista, Ben Thomas, non si differenzia poi molto da supereroi come lo “Spider Man” di Raimi o il “Batman” di Nolan): aiutare il prossimo, sacrificarsi per i più deboli, per chi dalla vita ha avuto meno possibilità, sempre e comunque. Ne “La ricerca della felicità” il tono era tutto sommato anti retorico e onesto, in grado (quasi) di far digerire l’inevitabile happy ending. Nel caso di “Sette anime”, il tutto è ancora più cupo e sommesso, piuttosto lontano dai canoni di Hollywood.

 

Ovviamente al centro di tutto c’è ancora Will Smith: il personaggio della sceneggiatura di Grant Nieporte e il divo più famoso del pianeta sono un’unità inscindibile. È Smith il vero deus ex machina dell’operazione (è anche produttore), e aiutato dal fedele Muccino si cuce su misura un ruolo depresso, triste, vagamente cristologico (che ci sia Scientology dietro?). Tutto il film poggia sulle sue spalle, in quasi due ore di pellicola la macchina da presa non stacca mai dal suo volto: la prospettiva è quella dall’interno, e mira a mostrare al pubblico come si concepisca il dolore e il senso di colpa. Nel passato di Will Smith-Ben Thomas è difatti nascosto un terribile segreto, un mistero con cui il protagonista deve fare i conti ogni giorno. Un tragico errore a cui vuole rimediare cambiando, o meglio “salvando”, la vita di sette persone. Ma la struttura narrativa non è quella classica del dramma, ma si avvicina piuttosto ai canoni del “mistery” “Shyamaliano” (con tanto di rivelazione-sorpresa finale), pur escludendone la componente soprannaturale (anche se alcuni potrebbero vedere in Thomas-Smith una figura angelica). Così, per buona parte della pellicola lo spettatore “brancola nel buio”, cercando di rintracciare una spiegazione, di mettere assieme i vari pezzi del mosaico, incapaci di trovare una logica, nelle azioni del protagonista.

 

Una scelta originale e inaspettata quella del duo Muccino-Smith che, almeno in patria, è stata ripagata da recensioni al vetriolo e incassi inferiori alle aspettative (70 milioni di incasso contro i 160 de “La ricerca della felicità”). Peccato però che il film, soprattutto nella seconda parte, sconti qualche banalità e lungaggine di troppo. La “love story” tra Smith e la malata, ma egualmente bellissima, Rosario Dawson, non appassiona quanto dovrebbe, oltre ad essere decisamente scontata (non sarebbe stato meglio indagare più in profondità i rapporti del protagonista con qualcun’altra delle “sei anime”? Il personaggio del non vedente Woody Harrelson, per esempio, ha spunti interessanti, ma resta sempre in secondo piano), e il finale, per quanto necessario, potrebbe suscitare commozione o cinismo, a seconda della sensibilità dello spettatore. Ma anche così ci troviamo di fronte ad una pellicola curiosa, a suo modo singolare e fuori da ogni moda.

 

Libero dai qualunquismi delle sue opere italiane, Muccino (aiutato dall’eccellente comparto tecnico che ci si aspetta nella produzione di una major), non fa gridare al miracolo, ma continua a convincere maggiormente in terra straniera.

07/01/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Seven Pounds
Distribuzione
Sony Pictures
Durata
118'
Sceneggiatura
Grant Nieporte
Fotografia
Philippe Le Sourd
Scenografie
J. Michael Riva
Montaggio
Hughes Winborne
Musiche
Angelo Milli
Costumi
Sharen Davis

Trama

Perché l'esattore delle tasse Ben Thomas (Will Smith) è deciso a cambiare la vita di sette sconosciuti?
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