Snatch – Lo strappo

Snatch – Lo strappo


Guy Ritchie

Thriller | Gran Bretagna, Usa
(2000)

Sembra che la formula che di “Lock & Stock” aveva fatto un successo abbia affascinato non solamente il pubblico, ma anche lo stesso regista Ritchie tanto che ce la ripropone praticamente immutata con “Snatch”: contesto suburbano londinese, trama intricatissima in cui tutti provano a fottere tutti ed un ventaglio di personaggi quanto mai ampio: Frankie “Quattrodita”, cugino Avi, Boris “Lametta”, Turco, Tommy, Testarossa, Mickey O’Neil, Tony “Pallottola” sono solo alcuni dei personaggi che si alternano sulla scena per animare questa commedia estremamente divertente ed atipica. Ma non solo, le regia di Ritchie, spesso al limite tra il fumettistico ed il videoclip, tesse patchwork elaborati fatti di inquadrature complesse e di frenetiche accelerazioni con le quali è davvero difficile tenere il passo. Ogni singolo dettaglio nei film del regista inglese sembra convergere ad un punto focale situato dietro le scene tanto che nulla di quello che ci viene mostrato sembra poter assurgere a vero protagonista mentre ciò che veramente conta è la dinamica del tutto: quadro e cornice vengono qui a coincidere.

“Snatch” è la storia di un furto di diamanti, ma anche di un giro di incontri di boxe clandestini. “Snatch” è una storia in cui nulla va mai per il verso giusto e volendo raccontarne la trama non gli si renderebbe giustizia perché ciò che conta è il lasciarsi andare dello spettatore per perdersi nel vortice di eventi che si accavallano e incastrano l’un l’altro in un mosaico kitch di gag esilaranti e dal gusto oscuro. Non c’è spazio per il politically correct in questo film caustico ed irriverente.

Come già detto, il maggior difetto di questo film resta l’eccessiva ripetitività con il precedente “Lock & Stock”, ma probabilmente l’intenzione del regista e dei produttori era quella di valorizzare un prodotto meritevole che non era riuscito ad arrivare oltre manica e soprattutto guardando in prospettiva il percorso di Guy Ritchie vedremmo che dopo questi due primi lavori sembra in caduta tanto con “Swept Away”, un pallido remake dell’italiano “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’Agosto” che vedeva come protagonisti Giancarlo Giannini e Mariangela Melato, che con le successive opere: “Revolver” che prende per certi versi una piega più introspettiva e strizza l’occhio al “Fight Club” di Fincher, “RocknRolla” dimostra che con il suo stile cinematografico può dar vita anche ad una storia un po’ opaca e, infine, con “Sherlock Holmes” con il quale Ritchie riesce a trovare una personale via per rappresentare l’ingegnoso investigatore inglese tra gustose trovate visive ed un ritmo adrenalinico – nulla a che vedere con l’oscurissimo Holmes di Wilder, ma altresì una dilettevole rivisitazione pop.

In conclusione, “Snatch” è un film graffiante e brillante servito in una confezione anni settanta che richiama il miglior Tarantino sia per i rapidi e caustici scambi di parole che per la struttura generale del film: un nido d’ape di storie che si intrecciano. Un cast di buon livello con Benicio Del Toro, Jason Statham, Brad Pitt (che pur di partecipare al progetto dal budget di 1.5 milioni di sterline si è decurtato il suo solito cachet di 20 milioni di dollari); un montaggio frenetico ai limiti della schizofrenia; un regista aggressivo ed inventivo per un film pulp, grottesco, dark, irriverente e, soprattutto, divertentissimo.

È per tutto questo che Mr. Ritchie è l’indiscusso guru del pop cinematografico; speriamo che torni a ricordarcelo presto.

09/03/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Snatch
Distribuzione
Columbia
Durata
104'
Produzione
Columbia Pictures Corporation, SKA Films
Sceneggiatura
Guy Ritchie
Fotografia
Tim Maurice
Scenografie
Hugo Luczyc-Wyhowski
Montaggio
Jon Harris
Musiche
John Murphy
Costumi
Verity Hawkes

Trama

Due aspiranti promotori di boxe, alle prese con un pugile zingaro che si rifiuta di finire k.o. con un feroce boss. Tre gruppi di malviventi che vogliono recuperare un diamante rubato. Le storie si intrecciano.
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