Sunshine

Sunshine


Danny Boyle

Fantascienza | Gran Bretagna
(2007)

Squadra che vince non si cambia. Il regista Danny Boyle, conosciuto ai più per “Trainspotting”, e lo scrittore-sceneggiatore Alex Garland (autore del libro “L’ultima spiaggia” di cui proprio Boyle ha diretto l’adattamento sul grande schermo, il non riuscito “The Beach”) ritornano a lavorare insieme dopo aver riportato in auge lo “zombie movie” con l’interessante “28 Giorni Dopo”.

L’occasione era ghiotta: attualizzare, ringiovanire il genere fantascientifico-catastrofico, come si era fatto con l’horror. Nei fatti, però, il risultato convince a metà.

L’assunto base della trama di “Sunshine” pare quello dell’ennesimo “Armageddon”. Nell’anno 2057 il sole sta morendo, e l’unica possibilità di sopravvivenza per il pianeta Terra è inviare in missione un gruppo di scienziati, facendogli sganciare una bomba nucleare all’interno del nucleo della stella, allo scopo di riportarla alla vita. Le cose per la Icarus II non vanno però secondo i piani. Ci sono incomprensioni tra i membri dell’equipaggio (tra cui Cillian Murphy, Chris Evans e la bella Rose Byrne), e le divergenze aumentano quando il computer di bordo riceve un misterioso messaggio di soccorso proveniente dalla Icarus I, un’astronave inviata nello spazio sette anni prima, e scomparsa nel nulla.

Boyle e Garland non inventano nulla, e pescano a piene mani da modelli “alti”: le atmosfere tese e rarefatte, le claustrofobiche scenografie, il messaggio di “soccorso”, vengono dritti da “Alien” di Ridley Scott, mentre le parentesi esistenzialiste e il finale psichedelico (nonché il design della Icarus) non possono non far tornare in mente i capolavori “Solaris” e “2001: Odissea nello Spazio”.

Poco male. Boyle è un regista scaltro e abile, non fa pesare citazioni e richiami ad altre pellicole, dirige col suo solito stile febbricitante e dinamico, e almeno nella prima parte non fa mai calare la tensione, riuscendo quasi a far digerire le ambizioni smisurate dello script, che a un certo punto vorrebbe pure diventare una riflessione sui limiti della scienza e della morale umana.

Nonostante questo, dicevamo, il film per tutta la prima parte non lascia respirare lo spettatore: sequenze come quella della riparazione degli scudi, tesissima, illuminata dalla presenza accecante-inquietante del sole, o quella del “salto” all’esterno dell’astronave senza l’utilizzo di tute protettive, non si dimenticano facilmente.

Purtroppo, poi, regista e sceneggiatore paiono perdere la bussola, non sanno più dove andare a parare. Sappiamo bene che Boyle ci sa fare con i più disparati generi cinematografici (ricordiamo pure le simpatiche commedie “Millions” o “Una Vita Esagerata”), ma si fatica a comprendere perché “Sunshine” si trasformi improvvisamente, nel finale, in un horror sui generis. Probabilmente quando lo spettatore scopre che uno dei passeggeri della Icarus I è ancora vivo, e, rabbioso e impazzito, vuole uccidere chiunque si metta sulla sua strada, la tensione sarebbe dovuta salire vertiginosamente. Accade invece il contrario. Da ambizioso pamphlet fantascientifico, il film di Boyle si riduce a slasher di bassa lega, in cui il solito assassino sfigurato (in questo caso pure il make-up è piuttosto risibile, e non può che ricordare quello del Freddy Krueger della serie “Nightmare”) dà la caccia ai protagonisti del film. In questo modo pure il finale, che avrebbe voluto essere visionario e toccante, perde forza, e si risolve in un anti-climax deludente.

Forse lo spettacolo è salvo, ma chi si aspettava molto dal nuovo film di Danny Boyle non potrà che rimanere deluso.

05/05/2008

Cast e credits

Distribuzione
UIP
Durata
107'
Produzione
Andrew Macdonald, Bernard Bellew
Sceneggiatura
Alex Garland
Fotografia
Alwin H. Kuchler

Trama

2057: il sole sta morendo. L’astronave Icarus II viene inviata nello spazio, armata di una bomba nucleare, con il compito di riportare in vita la stella. Per i passeggero della Icarus sarà l’inizio di un incubo.
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi