Super Mario Bros. – Il film

Super Mario Bros. – Il film


Aaron Horvath

Animazione, Commedia | Usa
(2023)

Un autocrate militarista attacca un piccolo paese sovrano approfittando della propria superiorità bellica. Il paese aggredito non può che chiedere supporto militare agli stati confinanti. Invece di adagiarsi su facili formule di adattamento della proprietà intellettuale esistente, i registi di “Super Mario Bros. – il film” decidono di dare una forte impronta personale al film e di affrontare di petto l’attualità della guerra in Ucraina. Guerra, questo l’ammonimento della storia, che fa presto a passare da guerra per procura a guerra domestica (le immagini di palazzi distrutti a New York vanno a toccare corde dell’inconscio collettivo). La soluzione alle controversie può quindi venire soltanto dalla solidarietà tra migranti (Peach e Mario, entrambi estranei alla propria terra) e dalla classe operaia internazionalista, quelle tute blu di cui i fratelli Mario sono uno dei simboli più conosciuti e amati. Non a caso il lieto fine consiste nell’abolizione del confine tra il nostro mondo e quello dei funghi. Non scontate neanche le riflessioni sull’intreccio guerra – cambiamento climatico: nell’antefatto si spiega che il potere di Bowser origina dallo scioglimento dei ghiacci, come a suggerire che il caos generato del riscaldamento globale non può che portare a conflitti spaventosi se non troviamo una soluzione collettiva.

A parte gli scherzi, “SuperMario Bros.- il film” è quasi emblematico nell’essere un prodotto commerciale di intrattenimento prima di un film, nonostante il titolo si sforzi di rassicurarci del contrario. I videogame con protagonista Mario e compagnia hanno venduto centinaia di milioni di copie e continueranno a venderle perché sono estremamente divertenti, sia i più classici platform, quanto le derivazioni come “Super Mario Kart”. Quindi tutto quello che fa il film è apparecchiare sequenze che rievochino mentalmente i ricordi associati alle sensazioni piacevoli provate durante il gioco – siamo più a livello di condizionamento pavloviano che di cinema. Inoltre molti dei giochi Mario sono per più giocatori e quindi viene naturale andare al cinema assieme per rievocare i ricordi di divertimento condivisi. La ricetta è conosciuta: sostituite “videogame giocati” con “canzoni ascoltate” e avrete “Bohemian Rapsody” non a caso altro campione di incassi.

Certo, ci vuole un buon comparto tecnico per riuscire nell’intento. La grafica deve essere carina – lo è, senza guizzi, semplicemente riprendendo le versioni 3D del videogioco. Ci vuole ritmo – anche quello c’è, va riconosciuto, anche se a prezzo di passaggi logici tra le scene che sono quasi assenti. Ricordiamoci che i videogiochi narrativi sono altri – per non citare solo l’ormai famoso “Last of Us” e rimanere in casa Nintendo basti pensare all’epico mondo in cui è ambientata la serie “Zelda”. La serie Mario procede invece per giustapposizioni (di livelli, di circuiti) legati al massimo da affinità tematiche. Questo poteva causare difficoltà ma non è accaduto: gli sceneggiatori hanno scelto comunque di rinunciare a qualunque estrapolazione dal gioco e da qualunque approfondimento. Per esempio lo stupore di Mario nell’atterrare in un mondo di funghi parlanti è uguale a quello dello spettatore: nullo. Lo spettatore sa che Mario vive avventure tra funghi parlanti quindi lo sa anche Mario. La colonna sonora deve essere un buon bilanciamento tra condizionamento pavloviano specifico per i giocatori (l’accompagnamento dei videogiochi) e quello per tutti gli spettatori compresi i non giocatori (“Take on me” la canzone nostalgica (chissà poi di cosa) per eccellenza). Sì perché alla fine il rumore attorno al prodotto è tale che superata una massa critica va a vederlo anche chi non possiede il videogame: i genitori accompagnanti i bambini che la Nintendo non ce l’hanno ma ci hanno giocato dagli amichetti, chi ne ha sentito parlar bene dai giocatori etc.

Che c’è di male allora? Soprattutto se se ne esce con un sorriso? Al di là degli evidenti limiti del comparto sceneggiatura, il sospetto è che non si sia creato niente di nuovo in fondo. Né sullo schermo, né nello spettatore.

25/04/2023

Cast e credits

Titolo Originale
The Super Mario Bros movie
Distribuzione
Universal
Durata
92'
Produzione
Illumination Entertainment
Sceneggiatura
Matthew Fogel
Montaggio
Eric Osmond
Musiche
Brian Tyler

Trama

Mario deve impedire il matrimonio tra Bowser e Peach.
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi