Tutti i nostri desideri

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Philippe Lioret

Drammatico | Francia
(2011)
Philippe Lioret ha dichiarato di essere affascinato dagli incontri prima ancora che dalle storie, gli incontri e i percorsi delle persone – dei personaggi, ma anche degli attori con cui lavora, e dai problemi sociali. A chi, dopo la proiezione di “Toutes nos envies” a Venezia 68 (presentato nella sezione Giornate degli autori) gli chiede l’ingrediente segreto dei suoi drammi, rivela che è una questione di energia. Quell’energia che si trova proprio nelle persone, nella verità dei volti, che permette di racccontare una storia giusta e che coinvolge tutti. E ci riesce anche questa volta il regista di “Welcome“, confezionando un film toccante, profondo, intenso e doloroso, attraversando i topoi del melodramma, ma senza mai scadere nella retorica. 
Lioret ha il grande merito di sapere essere asciutto, diretto, di fare un cinema che non si serve di artifici e che allo stesso tempo non è mai banale. La sua forza sono le storie semplici e profonde, raccontate senza facili piagnistei anche quando toccano temi sofferti e affrontano drammi forti. Film sobri che poggiano sui dialoghi e i personaggi, fatti di piccole cose verosimili, volti, oggetti, luoghi. Lioret sa mettere l’attore al posto giusto all’interno dell’inquadratura e dello spazio. I suoi sono personaggi forti, coraggiosi e tenaci, insistenti tanto da voler affrontare l’attraversamento dalla Manica a nuoto, o, come qui, da sostenere con dignità la sorte di un male incurabile per tentare di esaudire i propri desideri di giustizia, e per garantire la serenità della propria famiglia.
Tratto dal romanzo “Vite che non sono la mia” di Emmanuel Carrère. Claire (Marie Gillain) è un giudice, una giovane madre e moglie che scopre di avere una gravissima malattia. Decide di vivere gli ultimi mesi della sua vita affrontando una causa per il bene di Céline, altra giovane madre raggirata da una società di prestiti facili. Per farlo chiede l’aiuto del collega Stéphane (Vincent Lindon). Il loro incontro, appunto, come in “Welcome” quello tra i due protagonisti, è il motore di questa storia semplice, a tratti addirittura banale, ma la cui forza sta nel fatto di non abbandonarsi mai al pietismo. 
Come in “Welcome“, i protagonisti dei film di Lioret si oppongono alla spietata crudeltà del mondo con la solidarietà, la speranza e il senso di giustizia. Il mondo con le sue tragedie e il mondo della legge degli uomini, dei loro doppigiochi e dei guadagni. E proprio il sostenersi a vicenda sembra per Lioret una delle poche vie davvero praticabili, un’arma da opporre alle ingiustizie. Il rapporto tra i due protagonisti non viene mai suggerito come una relazione extraconiugale o con un qualche tipo di coinvolgimento sessuale, rimane ancorato a una salda parteciazione emotiva basata sulla lealtà.
La tematica sociale questa volta si esprime nell’indignazione verso i contratti capestro e le pubblicità ingannevoli delle società che propongono prestiti facili. Sullo sfondo c’è anche il rugby con le sue regole che lo stesso Stéphane ammette di non capire fino in fondo, lui che allena quella squadra che vince solo quando crede fino in fondo nella propria forza, come dovranno fare lui e Claire per la loro lotta civile. 
Sono soprattutto i due protagonisti, l’incantevole ed elegantissima Marie Gillain, e Vincent Lindon, confermato dopo “Welcome“, a colpire e lasciare il segno con la loro sensibilità. Lunghi minuti di applausi in sala per una delle opere da ricordare a Venezia 68.

11/09/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Toutes Nos Envies
Distribuzione
Other Angle Pictures
Durata
120'
Produzione
Banque Postale Image 4
Scenografie
Yves Brover-Rabinovici
Musiche
Flemming Nordkrog

Trama

Claire scopre di avere una malattia incurabile e con l'aiuto del collega magistrato Stéphane porta avanti una lotta contro le società di prestiti ingannevoli per aiutare l'amica Céline e per il bene della propria famiglia
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