Ondacinema

recensione di Mario Vannoni
2.0/10

La saga di "Tron" – cominciata nel lontano 1982 con il film omonimo diretto da Steven Lisberger, proseguita con "Tron: Legacy" di Joseph Kosinski nel 2010 e ora giunta al terzo capitolo con "Tron: Ares" (Joachim Rønning, 2025) – non ha mai avuto una vera ragione di esistere. Il primo capitolo, assurto al rango di film cult ma artisticamente molto povero, seppur capace di settare una certa estetica anni 80 fatta di neon e cibernetica, aveva una conclusione chiara e netta che non lasciava davvero spazio alla possibilità di un sequel. Nonostante sia considerato un cult, la proprietà intellettuale non è stata sfruttata negli anni immediatamente successivi (visti anche i scarsi incassi che il film aveva generato) e perciò si è giunti a un sequel del tutto improvvisato solo nel 2010. Il filo rosso che riallaccia la trama del capostipite a quella del secondo film è molto tenue ed è costituita dal classico passaggio di consegne: prima il protagonista era il padre, ora il figlio. Si è giunti, infine, tra mille traversie produttive, al terzo film, oggetto della nostra analisi.

La consequenzialità narrativa in "Tron: Ares" è ancor più flebile che nei due precedenti capitoli: l’unico punto di contatto resta la presenza della società ENCOM, il cui obiettivo è trasformare le entità digitali in persone fisiche. Il racconto si svolge in maniera nettamente dicotomica, con Julian Dillinger (Evan Peters), nuovo dirigente della ENCOM nonché nipote dell’ex dirigente Ed Dillinger Sr., a incarnare il male assoluto, al quale fa da contraltare Eve Kim (Greta Lee), sorta di rivoluzionaria in possesso del cosiddetto "codice Permanence" grazie al quale dovrebbe essere possibile scavalcare la durata di 29 minuti di vita delle entità digitali. In mezzo sta proprio una delle suddette entità, Ares (interpretato dal solito inespressivo Jared Leto), un Master Control Program, sostanzialmente un soldato digitale perfetto per formare un esercito di combattenti sacrificabili e rigenerabili all’infinito.

Riassumendole le cose paiono anche troppo complicate, ma a conti fatti "Tron: Ares" non è altro che l’ennesima variazione dell’imperitura lotta tra bene e male, il cui grimaldello è la classica entità virtuale che, supposta diligente e obbediente al creatore, finisce per ribellarvisi sviluppando una propria coscienza e identità. Con tanto, ovviamente, di love story – peraltro gestita malissimo – tra Ares e la paladina del bene Eve. Il film è tutto qui, con l’aggiunta delle immancabili moto luminose al neon, effetti digitali posticci e ormai decisamente superati e un tentativo di calare la storia nella contemporaneità cercando di raccontarne i punti cruciali – Ares, ad esempio, rappresenta in pieno un’intelligenza artificiale che sfugge al controllo umano, seppur in senso positivo, ma il suo sviluppo è piatto, inconsistente e stravisto e rivisto – che nulla aggiungono a un film che vive del riciclo di un’estetica forte ma ormai passata e che non propone in nessun modo un nuovo approccio alla materia trattata.

Per concludere questo scenario impietoso, il film è diretto in maniera dilettantesca e senza guizzi, portando a rappresentazione una storia confusa che sposta continuamente il suo baricentro alla ricerca di un equilibrio mai pervenuto. Non può mancare il consueto – ridicolo – cameo di Jeff Bridges, che nel dare la sua benedizione ad Ares si concede pure un’evitabilissima disquisizione sulla musica dei Depeche Mode, e che lascia il giusto – si fa per dire – spazio all’elemento nostalgico. A proposito di musica: neanche la colonna sonora dei Nine Inch Nails, comunque non all’altezza di quella realizzata dai Daft Punk per "Tron: Legacy", riesce a dar vigore a questo progetto senz’anima. Speriamo soltanto che questa sia la definitiva pietra tombale su una saga nata morta in partenza.


08/11/2025

Cast e credits

cast:
Jared Leto, Greta Lee, Evan Peters, Jodie Turner-Smith, Jeff Bridges, Gillian Anderson


regia:
Joachim Rønning


distribuzione:
Walt Disney Studios Motion Pictures


durata:
119'


produzione:
Walt Disney Pictures, TSG Entertainment


sceneggiatura:
Jesse Wigutow


fotografia:
Jeff Cronenweth


scenografie:
Darren Gilford, Elizabeth Wilcox


montaggio:
Tyler Nelson


costumi:
Christine Bieselin Clark, Alix Friedberg


musiche:
Nine Inch Nails


Trama
Ares è un Master Control Program, un'entità digitale sviluppata dal magnate della ENCOM Julian Dillinger, modello del soldato perfetto e sacrificabile. Fino a quando il programma non si ribella al suo creatore.