L’uomo che non c’era

L’uomo che non c’era


Joel & Ethan Coen

Drammatico, Noir | Usa
(2001)

“La vita mi ha servito delle mani perdenti, o magari non le ho sapute giocare, chissà…”

Ed Crane (Billy Bob Thorton) non parla molto. E’ un uomo vuoto; si limita ad osservare in silenzio la vita che trascorre davanti a lui indifferente. Nessuno ricorda il suo nome. E’ solo un barbiere, declinazione dell’insignificante. E questa sarà la sua condanna ad un’esistenza mediocre, in una società che abortisce l’uomo qualunque quale legno storto dell’umanità che assurge a conquistarsi un ruolo. Ha una moglie (Frances Mc Dormand) troppo presa da sé e dai suoi tentativi di fare carriera nell’emporio in cui lavora e dove ha stretto una relazione con Big Dave (James Gandolfini). Ed Crane annusa la possibilità di dare nuovo corso alla sua vita quando a tagliare i capelli nel suo negozio arriva un truffaldino in cerca di un investitore che finanzi il suo rivoluzionario progetto nel lavaggio a secco. Ed decide di mettersi in affari con l’imprenditore dalla capigliatura posticcia e per procurarsi la cifra richiesta ricatta, attraverso una lettera anonima, Big Dave, paventandogli il rischio di svelare l’adulterio (con sua moglie) se non avesse pagato. Big Dave paga, contraffacendo i libri contabili dell’emporio, ma scoprirà che è stato lo stesso Ed a ricattarlo e deciderà di incontrarlo. Da lì niente sarà come prima. Soltanto peggio.

I fratelli Coen si cimentano in quello che sanno fare meglio: raccontare la contropartita – mai generosa – che il fato riserva a chi cerca di fuggire dall’apatia della propria quotidianità, nell’aspirazione utopica alla vita esatta. Lungi dall’essere mero esercizio di stile e manierismo autoreferenziale, il film è inserito in un bianco e nero sapientemente luminoso, configurandosi come un omaggio coeniano alla tradizione noir. La fotografia, attraverso giochi chiaroscurali, ci immerge in atmosfere sulfuree dai rivoli retrò e i cui rimandi espressionisti parlano al passato. Non si può rimanere indifferenti di fronte ad un film che, alla bellezza formale e alla perfezione stilistica di una regia impeccabile nelle sue inquadrature, aggiunge il cuore; quello che – trasversalmente – manca ai personaggi di questa storia, e che fa di un talento arte. E il cuore è la sceneggiatura, espressione in prosa dell’ineluttabilità del Fato, che non concede possibilità di riscatto a chi cerca di dismettere i panni della mediocrità, condannando all’immobilismo la condizione subalterna, come una casta indiana governata dal Caso. I Coen ci mettono davanti, attraverso l’eleganza del bianco e nero e la leggerezza del loro dark humour, il trionfo del nichilismo, in cui i personaggi incarnano il vuoto dell’anima che ha perso un sistema di riferimento valoriale. Questi vuoti a perdere dell’esistenza si possono discernere in due tipi umani: quelli come Big Dave e la moglie di Ed, che, troppo presi da loro stessi e dalle loro ambizioni, concorrono a conquistarsi un posto nel mondo per celare le loro mancanze interiori; e quelli come Ed, che vivono nell’invisibilità e hanno rinunciato a partecipare alla corsa. Loro semplicemente non-sono, esattamente come gli altri. Ma forse più sinceramente degli altri. “Eccoli lì, tutti occupati nelle loro vite. Era come se io conoscessi un segreto più grande della verità su Big Dave, qualcosa che nessuno di loro sapeva. Come se io fossi uscito all’aperto mentre loro si dibattevano nelle buie profondità”, ci dice Ed Crane nel film.

Questa pellicola, dunque, ci racconta le distorsioni della società postmoderna, che si fonda concettualmente sul principio di indeterminazione (Heisenberg citato dall’avvocato nel film): “Più osservi qualcosa, meno la comprendi, perché l’atto stesso di osservarla la cambia”. Alla società che vive il crollo delle certezze non interessa la verità storica, che non verrà mai appurata. L’avvocato si dimostrerà sordo di fronte alla confessione di Ed; lui non cercherà la verità, ma solo “dimostrare che neanche gli altri sanno”, perché se a guidare gli umani eventi è il relativismo, come si fanno ad affermare principi assoluti?. Esiste, però, una forma di giustizia più alta, quella del Fato, che porta comunque tutti a pagare, anche se non per quello che hanno direttamente commesso.

Ed cercherà di sfogare le sue frustrazioni attraverso l’amicizia con la giovane Birdy. La lolita Birdy suona il piano, è nel fiore della giovinezza, e ha la possibilità di un futuro roseo ancora tutto davanti. Ed vorrebbe aiutarla a non commettere i suoi stessi errori; insisterà per accompagnarla da un famoso maestro di musica a promuovere il suo talento. Il maestro di musica declasserà però Birdy a buona esecutrice, ma priva di cuore, di quel qualcosa che viene da dentro e che non si può imparare, ma solo sentire. Ed è questo il fil rouge che collega i personaggi: vivendo nell’anestesia del sentire sono relegati al meccanicismo delle loro grigie esistenze; non possono cambiare lo stato delle cose, solo subirlo. I Coen non profilano un destino luminoso per questi inetti che suscitano com-passione e mai riprovazione, ma un barlume di ottimismo arriva nel finale, quando ormai tutto è andato storto. Pur nella assurdità del reale, e nella concatenazione di eventi sfavorevoli che colpiscono chi tenta goffi riscatti sociali, i Coen, in linea con la loro poetica, non si lasciano vincere dal pessimismo cosmico, ma lanciano messaggi positivi e di speranza. Così, in questo caso, il protagonista ci rassicura che in una dimensione altra potrà incontrarsi con la moglie “e dirle tutte quelle cose che qui non hanno parole”. 

01/11/2011

Cast e credits

Titolo Originale
The man who wasnt there
Distribuzione
Medusa Film
Durata
116'
Produzione
Working Title Films
Sceneggiatura
Ethan Coen, Joel
Fotografia
Roger Deakins
Montaggio
Roderick Jaynes, Tricia Cooke
Musiche
Carter Burwell

Trama

Ambientato nel 1949, sullo sfondo della provincia americana, Ed Crane è un barbiere taciturno che si trascina nella sua vita monotona. L'intuizione del tradimento da parte della moglie Doris lo indurrà a organizzare un ricatto nei confronti dell'amante di sua moglie, attraverso il quale spera di dare nuovo corso alla sua vita. Ma le cose non andranno come previsto.
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