The East

The East


Zal Batmanglij

Thriller | Usa
(2013)

Dopo “Another Earth” era abbastanza prevedibile che di Brit Marling avremmo continuato a sentire parlare. Adesso nelle nostre sale escono due film interpretati da questo nuovo volto del cinema americano indipendente (e non solo). Entrambe le pellicole, “Sound of my voice” e “The East”, sono dirette dall’esordiente Zal Batmanglij e Brit, che aveva già lavorato con lui nel corto “The Recordist”, oltre che come attrice protagonista, vi figura anche come produttrice e co-sceneggiatrice. Anche se “Sound” è antecedente, il thriller spionistico-ecologista “The East” lo batte sul tempo e arriva prima sui nostri schermi, forte anche di una produzione più ricca (fra i finanziatori anche i fratelli Scott).

Se in “Another Earth” la Marling interpretava un’aspirante astronauta con molti sensi di colpa e in “Sound” la carismatica leader di una setta religiosa, questa volta è Sarah, un agente sotto copertura al soldo di un’importante agenzia di controspionaggio industriale. Molto ambiziosa e qualificata, Sarah, apparentemente la classica brava ragazza religiosa e fidanzata in casa, viene incaricata dal suo capo, la sempre eccellente Patricia Clarkson, di infiltrarsi in un gruppo di ecoterroristi anarchici che si fa chiamare chiamare The East e che, dopo avere messo a segno vari sabotaggi, sta diventando il terrore di compagnie petrolifere, industrie farmaceutiche, centrali termoelettriche e in generale di tutto quello che può nuocere gravemente alla salute e all’ambiente.

Sarah, da buon segugio, dopo avere raccontato una balla al fidanzatino Tim (il figlio d’arte Jason Ritter), si lancia alla ricerca della preda e dopo qualche viaggio nei vagoni merci dei treni (gradito omaggio al capolavoro di Sturges, “I dimenticati”) e qualche problema con le forze dell’ordine, eccola al quartier generale di The East, una casa mal messa e isolata nel cuore di una foresta. Dopo essersi fatta passare per una fuggiasca, Sarah viene accolta nel gruppo, guidato dal carismatico Benjii (Alexander Skarsgard, il vampiro Eric della serie culto “True Blood”), e del quale fanno parte anche Ellen Page, Shiloh Hernandez e Toby Kebbell; questo permette alla protagonista di familiarizzare con idee alternative, come ad esempio il freeganismo. Dopo che la giovane Eve (Hilary Baack, altro volto nuovo da tenere d’occhio) decide di andarsene (eh, sì! Sarah c’entra qualcosa), Benjie e gli altri chiedono alla nuova arrivata di unirsi a loro nella prossima operazione (tra i bersagli anche la rediviva Julia Ormond).

Trattandosi di un thriller (e Batmanglij e Marling dichiarano di essersi ispirati a titoli svariati, da “Tutti gli uomini del presidente” alla serie di Bourne ma è facile vedere anche le influenze di registi come Soderbergh, Assayas, Verhoeven), i raid e le sequenze d’azione hanno una grande importanza, anche se il film è più riuscito nei momenti dove Sarah si misura con lo stile di vita degli appartenenti a The East. Si pensi alla prima cena col gruppo, o il gioco della bottiglia, dove emergono i legami molto speciali che esistono fra i vari personaggi, o il bagno in un laghetto vicino alla casa, quando la protagonista viene lavata (“battezzata”) dai suoi nuovi compagni. Naturalmente man mano che la convivenza prosegue, Sarah è sempre più combattuta tra quale sia la cosa giusta da fare. Da una parte simpatizza con le idee del gruppo ed è sempre più attratta da Benjie, dall’altra non accetta di partecipare ad azioni che potrebbero mettere a repentaglio la salute di altre persone e non le basta la consapevolezza che tali persone non siano propriamente dei santi. Fortunatamente Brit Marling (che recentemente si è messa in mostra anche in produzioni hollywoodiane dai cast prestigiosi, come “La frode” e “La regola del silenzio“) possiede le qualità necessarie per ben rendere il dilemma che attanaglia il personaggio e il fatto che scelga di recitarlo in sottrazione rende ancora più apprezzabile la sua interpretazione. Anche il regista sembra provare una certa simpatia verso i suoi contestatori, come emerge bene durante un drammatico confronto in due tempi fra il personaggio della Page e il padre magnate, interpretato con bravura dall’attore televisivo Jamey Sheridan.

Grazie alla fotografia di Roman Vasyanov, al montaggio di Andrew Weisblum e Bill Pankow (collaboratore storico di De Palma) e alle musiche di Halli Cauthery e Henri Gregson-Williams, “The East” si presenta come un prodotto sicuramente ben confezionato ma anche un intrattenimento intelligente che pone l’attenzione su tematiche che sarebbe meglio indagare più spesso.

07/07/2013

Cast e credits

Titolo Originale
The East
Distribuzione
20th Century Fox
Durata
116'
Produzione
Scott Free Productions
Sceneggiatura
Brit Marling, Zal Batmanglij
Fotografia
Roman Vasyanov
Scenografie
Alex DiGerlando
Montaggio
Andrew Weisblum, Bill Pankow
Musiche
Harry Gregson-Williams, Halli Cauthery
Costumi
Jenny Gering

Trama

Sarah lavora per un'importante agenzia di controspionaggio industriale e le viene assegnato un incarico sotto copertura: dovrà unirsi ad un movimento di ecoterroristi anarchici. La vicinanza di queste persone cambierà decisamente le convinzioni della ragazza
Nessun Dolore
Nessun Dolore

In "Nessun Dolore" Gianni Amelio torna a raccontare il presente con un film testamentario e poetico che parte da uno dei temi più cari al suo cinema, quello del mancato incontro tra un padre e un (possibile) figlio, per mettere in scena la palingenesi di un personaggio "eretico", un Alessandro Borghi in stato di grazia, disposto all’esilio sociale pur di non rinunciare all’empatia verso i più deboli

Serpenti
Serpenti

Con "Serpenti", presentato alla Mostra del cinema di Venezia, Roberto De Paolis Maino si confronta con il grottesco e la commedia nera per raccontare una storia che affonda nelle contraddizioni della società italiana. Al centro, un uomo e un commissariato romano diventano gli elementi di un paradosso kafkiano, tra burocrazia, assurdità e violenza di genere

The Invite – Il piacere è tutto nostro
The Invite – Il piacere è tutto nostro

Olivia Wilde costruisce un divertente dramma da camera sulle contraddizioni della coppia contemporanea, affidandosi a un cast perfettamente assortito. The Invite intrattiene e incuriosisce, ma rinuncia alle implicazioni più radicali delle proprie premesse

Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia