The Invention of Lying

The Invention of Lying


Ricky Gervais

Commedia | Usa
(2009)

Ancora fresco del successo personale ottenuto con “Ghost Town”, Ricky Gervais si cimenta in un altro personaggio ai ferri corti con la vita, ed in questo caso lo fa triplicando i suoi sforzi che lo vedono impegnato come regista, oltrechè sceneggiatore ed interprete.  Il risultato è “The invention of lying”, la storia di un uomo che ha la capacità di mentire in un mondo dove il concetto di menzogna neppure esiste e la verità è l’unico modo di concepire gli orizzonti della vita.

Innamorato di una donna che non ricambia i suoi sentimenti, Mark Bellison, scrittore dallo scarso appeal commerciale, sfrutta il suo “talento” per fare colpo sull’amata Jennifer ed insieme per aiutare le persone a superare le difficoltà di una vita che non ammette sfumature. Gervais sceglie ancora una volta una commedia dai toni romantici per replicare la parabola di un perdente che diventa vincitore, ma questa volta realizza il suo escursus  vestendo i panni di un personaggio che, rispetto ai modelli precedenti, si pensi al Bertram Pincus di “Ghost Town” ma anche agli impiegati della serie televisiva “The Office”, appare meno sfaccettato e votato ad un buonismo che il film traduce nella remissività con cui Mark Bellison affronta la sua vita.

Una scelta di campo che finisce per smorzare lo stupore nei confronti in un incipit che almeno all’inizio, con una serie di trovate divertenti ma anche rivelatrici di una sociologia da cui nessuno è estraneo (per far felice la sua amata il protagonista si trasforma in un nuovo messia capace di sedurre la folla con tavole della legge scritte sui cartoni della Pizza Hut), inducono lo spettatore a ribaltare la morale comune ed a pensare (e qui fa capolino il cinismo del Gervais scrittore) le bugie come unico rimedio ad una vita politicamente corretta. Ed anche il filone romantico legato alle vicissitudini sentimentali di Mark e Jennifer, quello che dovrebbe dare sostanza al film, traghettando i momenti di ilarità all’interno di una logica cinematografica,  risulta troppo poco sviluppato in termini di scrittura per far da contraltare agli anedotti proposti dalla storia. Corredato da una serie di cammei interpretati da attori di grido quali Edward Norton e Seymor Hoffmann, “The inventing of lying” rimanda il suo autore ai prossimi tentativi, nella speranza che gli scarsi risultati al botteghino lo facciano meditare sui propositi registici.

 

28/02/2010

Cast e credits

Titolo Originale
The Invention of Lying
Distribuzione
Warner Bros. Pictures
Durata
99'
Produzione
Focus Features International (FFI)
Sceneggiatura
Ricky Gervais, Matthew Robinson
Fotografia
Tim Suhrstedt
Scenografie
Kathleen Rosen
Montaggio
Chris Gill
Musiche
Tim Atack
Costumi
Susie DeSanto

Trama

La storia di un uomo che ha la capacità di mentire in un mondo dove il concetto di menzogna neppure esiste e la verità è l’unico modo di concepire gli orizzonti della vita
Hokum
Hokum

Terza pellicola dello specialista dell'horror irlandese Damian McCarthy la suggestiva "Hokum" cerca di espandere i confini volutamente angusti del suo cinema ad altri immaginari e sottogeneri, mostrando la versatilità del suo regista al netto di alcuni limiti di scrittura

Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte
Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte

"Camp Miasma" di Jane Schoenbrun è un meta-slasher queer, così concettuale che se vi interessano tre su tre di questi concetti non potete perderlo, e se ve ne interessano uno o due potrebbe piacervi perché è girato molto bene

Il Cileno
Il Cileno

LOCARNO 79 - Fra i più attesi film della kermesse svizzera "Il Cileno" di Sergio Castro-San Martín è un film storico che gioca coi canoni del thriller, interessante sulla carta ma irrealizzato nella forma

La fine di Oak Street
La fine di Oak Street

Ritorno di David Robert Mitchell dopo una lunga pausa e suo approdo al cinema ad alto budget "La fine di Oak Street" è un dramma suburbano che si evolve in un survival film coi dinosauri, tanto curato nella forma quanto irresoluto nello sviluppo, al netto dei molti spunti di riflessione

Congo Boy
Congo Boy

LOCARNO 79 - Esordio registico molto promettente in bilico fra romanzo di formazione autobiografico e film musicale d'evasione

Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.