Transformers – L’ultimo cavaliere

Transformers – L’ultimo cavaliere


Michael Bay

Avventura, Azione, Fantascienza, Guerra | Usa
(2017)
Chi lo avrebbe mai detto che una Vespa avrebbe potuto avere un ruolo da protagonista nel salvare il nostro pianeta? O che a custodire il segreto dei Transformers sulla Terra vi fossero stati in passato Leonardo Da Vinci e Mago Merlino? Prosegue con “L’ultimo cavaliere” la trilogia sequel-reboot sui robot alieni della Hasbro. Dopo aver scoperto che la causa dell’estinzione dei dinosauri non era quella che la scienza ufficiale riteneva verità indiscutibile, in questo seguito vediamo come dietro a Re Artù e ai leggendari cavalieri della tavola rotonda vi fosse la protezione dei Transformers, il cui segreto passaggio sul pianeta si sarebbe protratto fino ai giorni nostri grazie alla copertura di una fantomatica società segreta. La morte di Merlino (Stanley Tucci), alleato di Artù, cela però un mistero: un bastone dagli straordinari poteri è andato perduto e la caccia al tesoro che si scatena diventa lotta politica a livello interplanetario. Persino la vendicativa nemesi di Optimus Prime fa ritorno sulla Terra a caccia della preziosa reliquia. Nel frattempo Cade (Mark Whalberg), reinventatosi protettore degli Autobot, riceve la convocazione di un saccente conte inglese (Anthony Hopkins) che sembra saperla lunga circa l’ennesima fine del mondo. A fargli compagnia ci sarà una bella pluri-laureata di Oxford (Laura Haddock).
Trame sempre meno credibili, esili fino a scomparire sotto i bombardamenti di militari e robot: il mantra del cinema ipercinetico di Michael Bay non muta nemmeno stavolta, come d’altronde ci si poteva aspettare vista la natura del predecessore che aveva inaugurato la nuova serie. Anche la (sgradita) parentesi di “13 Hours”, che ha intervallato l’uscita dei due kolossal sugli alieni, non aveva fatto altro che confermare Bay quale re indiscusso di questo genere di operazioni, improntate sull’incessante baccano scatenato da ogni possibile elemento sullo schermo e sull’annullamento di qualsiasi complessità ideologica.

Quindi, come già accaduto nei vari, deludenti seguiti il plot sparisce completamente e la logica nei comportamenti dei personaggi risulta spesso indecifrabile. “L’ultimo cavaliere” piuttosto prosegue in un accumulo frastornante di esplosioni, dove creare il fracasso in ogni situazione è un comandamento da cui è vietato deviare. Ogni dialogo è urlato e frenetico, nessuno sketch, tra allusioni sessuali e battute allo spirito di patata (c’è persino un robot con accento francese), riesce a divertire o quantomeno far sorridere. Il turpiloquio e slogan già fatti diventano le uniche parti parlate dell’ultima ora. E non è una novità il montaggio (stavolta addirittura a 12 mani) che impone ritmi impossibili da reggere per lo spettatore con continue incoerenze logiche (il personaggio di Hopkins, un attimo prima visto in Inghilterra, appare qualche secondo più tardi in Namibia per poi ricomparire in patria poco dopo) e accelerazioni da parco divertimenti. Militari, muscoli e scollature: queste le uniche presenze non robotiche visibili nel film.

D’altronde Bay, ormai detentore incontrastato del titolo di distruttore seriale (il pur volenteroso Emmerich non può che alzare ancora una volta bandiera bianca), incede in una regia che si fa parodia, esigendo dal pubblico il completo abbandono alla consapevole stupidità dell’operazione (impossibile, per citare uno degli elementi più clamorosi, credere che la telefonata della figlia dal college possa in qualche modo toccare le corde dell’emotività), dove anche le componenti basiche dei film, a partire dalla sceneggiatura, sono frantumate alla base. Purtroppo stare al gioco diviene insostenibile fin dalle battute introduttive, e non basta qualche citazione di “Guerre stellari” o l’ennesima new entry di lusso nel cast per tenere desta l’attenzione. Non resta che misurarsi in una prova di resistenza per far passare i 149 interminabili minuti di durata, magari giocando a contare i secondi che intercorrono tra una esplosione e l’altra.

Se “Age of Extinction“, anch’esso lanciato a rotta di colla per quasi 3 ore, aveva quantomeno l’attenuante di aver abbozzato una riflessione sul ruolo di un nuovo cinema digitale colpevole di aver annientato le eroiche pellicole western e il bel cinema del passato, “L’ultimo cavaliere” ha l’aggravante di non aggiungere nessuna sorpresa ad un canovaccio stantio. E fa quasi tristezza vedere un gigante quale Anthony Hopkins prestarsi all’ennesimo “spettacolo” fracassone di Michael Bay. Immancabile la stoccata a Putin.

23/06/2017

Cast e credits

Titolo Originale
Transformers - The Last Knight
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
149'
Produzione
Don Murph, Ian Bryce, Lorenzo di Bonaventura, Steven Spielberg, Tom DeSanto
Sceneggiatura
Ken Nolan, Art Marcum, Matt Holloway
Fotografia
Jonathan Sela
Montaggio
Roger Barton, John Refoua, Mark Sanger, Adam Gerstel
Musiche
Steve Jablonsky

Trama

Un bastone con i poteri di un'arma finora inimmaginabile è seppellito insieme a Mago Merlino, medioevale amico dei Transformers, e trovarlo diviene l'obiettivo strategico di umani e alieni. Cade, reinventatosi protettore degli Autobot, riceve in dono una misteriosa reliquia e viene convocato in Inghilterra da un conte che la sa lunga circa l'incombente apocalisse. Con lui una bella pluri-laureata di Oxford il cui padre apparteneva ad una società segreta che si occupava di nascondere il passaggio degli incombranti robot.
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