Pluribus

Pluribus


Episodio 1 – We is Us

Trama:

Gli astronomi rilevano un segnale radio proveniente dallo spazio che descrive una sequenza di RNA virale. Dopo un anno alcuni ricercatori producono la sequenza in laboratorio, ma una notte scoppia un’epidemia. La scrittrice di romanzi rosa Carol Sturka (Rhea Seehorn) torna ad Albuquerque dopo il suo ultimo tour promozionale con la sua manager e compagna Helen. Alcuni aerei spargono scie chimiche e tutti a parte Carol hanno convulsioni che li trasformano in parti singole di una mente-alveare collettiva – e pluribus, unum – dai molti, uno solo.

Analisi:

Le sequenze che rimangono impresse sono soprattutto le convulsioni collettive che trasformano i luoghi abituali del quotidiano, i bar, le strade, in obitori brulicanti. Il brulichio è un movimento agitato e denso che spesso descrive il moto convulso degli insetti, degli sciami. Agli insetti si rifà anche il modello di intelligenza collettiva che permette il movimento sincronico, unisono, degli infetti che preparano la trasmissione virale di massa, eco nemmeno troppo lontana del diffuso mood Covid-Paranoid di qualche anno fa. Agli insetti, ma anche all’intelligenza artificiale, quel pappagallo stocastico che parla con la stessa voce in ogni luogo del mondo.

Le ispirazioni di “Pluribus” non vengono solo dalla cronaca e dalla biologia. L’idea che i singoli individui partecipino a una mente sociale collettiva era già stata proposta da Averroè (XII secolo), ma fonti più recenti (e sicuramente più incisive) sono gli zombi di Romero, i frissons di Cronenberg, i body snatchers di Siegel-Kaufman-Ferrara (1956-1978-1993), la saga di Evangelion, senza contare l’equazione “libero individuo vs regime distopico” alla base di una molteplicità di romanzi, serie e film di fantascienza, da “Metropolis” di Fritz Lang, passando per “Star Wars” e “THX 1138” di George Lucas e l’iconico ma sottovalutato e spesso dimenticato show televisivo britannico “The Prisoner” ideato, scritto e interpretato da Patrick McGoohan.

Commento:

In quest’ottica “Pluribus” si distingue, come le precedenti produzioni di Vince Gilligan, per uno sguardo profondamente radicato nella cultura statunitense, una lente universale che ingrandisce il particolare. In maniera non dissimile ma più accentuata rispetto a “Breaking Bad” e “Better Call Saul”, “Pluribus” funge da controcanto satirico dell’America contemporanea, con un titolo che richiama esplicitamente il motto coniato dai padri fondatori già ai tempi della dichiarazione di Indipendenza – 4 luglio 1776. “Dai molti, l’uno” allude alle colonie (ora stati) unite in una singola volontà politica, ai singoli cittadini uniti in una coscienza democratica.

“Pluribus” ribalta l’assunto ideologico su cui si fonda la democrazia americana: in un periodo in cui i mass media, l’apparato propagandistico, internet e l’intelligenza artificiale raggiungono livelli inauditi di penetrazione nel quotidiano, la maggioranza diventa massa, l’unione diventa conformismo, e la libertà individuale si appresta a perdere la sua inviolabilità per mano di quegli stessi strumenti che ne avevano da sempre garantito l’esistenza.

09/01/2026

Cast e credits

Titolo Originale
Pluribus

Trama

Il nuovo show di Vince Gilligan, dopo i fantastici "Breaking Bad" e "Better Call Saul", è un delirio fantascientifico che frulla cinefilia, filosofia etica applicata all'AI e storia contemporanea degli Stati Uniti

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