Recensioni

Diva!

di Francesco Patierno

docufiction, Italia (2017)

CAST & CREDITS

cast:
Anna Foglietta, Barbora Bobulova, Michele Riondino, Silvia D Amico, Isabella Ferrari, Carolina Crescentini, Anita Caprioli, Carlotta Natoli, Greta Scarano

regia:
Francesco Patierno

distribuzione:
Officine Ubu

durata:
75'

produzione:
Casta Diva Pictures

sceneggiatura:
Francesco Patierno

fotografia:
Michele D'Attanasio

scenografie:
Paki Meduri

montaggio:
Maria Fantastica Valmori

costumi:
Massimo Cantini Parrini

musiche:
The Spectrum

Diva! | Recensione | Ondacinema

Diva!

di Francesco Patierno

docufiction, Italia (2017)

di Mirko Salvini

Voto: 7.5
Nel 2012, alla vigilia dei suoi novant'anni, Valentina Cortese ha pubblicato per Mondadori "Quanti sono i domani passati", un volume autobiografico curato da Enrico Rotelli, in cui ripercorre la carriera artistica, e in generale la sua vita, avventurosa e abbastanza unica. A quel testo si rifà Francesco Patierno, una delle voci più singolari del cinema e della fiction tv italiani, con "Diva!", un'opera, presentata alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, premiata con un Nastro d'Argento, che, un po' come l'attrice che intende celebrare, è fuori dagli schemi e si discosta molto dagli altri lavori dedicati a protagonisti del mondo dello spettacolo.

Infatti, Patierno non segue la strada canonica del documentario che utilizza materiale di repertorio, ma sceglie di realizzare una sorta di docufiction in cui si mostrano spezzoni dei film e degli spettacoli teatrali più importanti cui la Cortese ha partecipato, accompagnati a immagini pubbliche o private dell'attrice e a filmati che in qualche modo ci restituiscono lo spirito dei tempi che questa signora dei set o dei palcoscenici ha attraversato da par suo (solo la sua filmografia copre quasi integralmente tutto il periodo che va dagli anni 40 ai 70, per diventare più rarefatta durante gli 80 e in seguito) e dalle parole della Cortese, ricavate dal libro, affidate a otto attrici che si alternano e restituiscono voce e gestualità alla protagonista. Isabella Ferrari, Greta Scarano, Silvia D'Amico, Carlotta Natoli, Anita Caprioli, Anna Foglietta, Barbora Bobulova e Carolina Crescentini, elegantemente vestite da Massimo Cantini Parrini (che si sta affermando come uno dei costumisti italiani più interessanti), sono diversissime fra loro, per età, aspetto e sensibilità, come, volendo, lo sono dalla stessa Cortese. Si potrebbe pensare a una scelta come quella che fece Haynes ai tempi di "Io non sono qui" col suo Bob Dylan che prendeva aspetti diversi a seconda del momento, ma forse Patierno ha anche voluto discostarsi dalle biopic tradizionali che antepongono la mimesi all'interpretazione. Gli interventi delle otto Valentina (cui si va ad aggiungere in una scena anche Michele Riondino, che guardando in macchina legge una lettera che Giorgio Strehler scrisse a quella che per vari anni fu sua compagna di arte e di vita) servono a sottolineare i passaggi più importanti di "Diva!" che non segue un ordine cronologico.

Si parte infatti col 1973, con François Truffaut e l'esperienza sul set di "Effetto Notte" dove una Cortese preoccupata all'idea di improvvisare interpretava l'indimenticabile Severine, l'attrice che non si ricorda le battute. Si ricordano poi gli esordi cinematografici nell'Italia degli anni 40 con talenti come Blasetti e Freda, la parentesi hollywoodiana fatta di feste e incontri importanti, il ritorno in Europa e le collaborazioni con registi fondamentali come Antonioni, Fellini, il già citato Truffaut ma soprattutto l'esperienza teatrale con Strehler. Ovviamente tutti innamorati di questa ragazza dalla bellezza al tempo stesso dolce e spigolosa, che le altre donne non consideravano una rivale (come si evince dagli episodi in cui sono ricordate le dive dei telefoni bianchi Clara Calamai e Luisa Ferida, ma anche quando si parla di Joan Crawford o di Audrey Hepburn, che giovanissima affiancò la Cortese in un film inglese di cui l'attrice meneghina fu protagonista). Patierno non si limita a celebrare i successi artistici dell'attrice; vuole raccontarci anche una Valentina meno scontata. Nel suo libro di memorie infatti si ricordano gli amori con personaggi famosi (oltre a Strehler, il direttore d'orchestra Victor de Sabata, il regista Jules Dassin e Richard Baseheart, l'attore americano che conobbe durante il soggiorno a Los Angeles e che poi sposò), il figlio Jack, ma anche i genitori putativi, una coppia di contadini lombardi che si prese cura della piccola Valentina al posto della madre biologica, ragazza della borghesia milanese. Ci sono anche le cose più dolorose per l'attrice, come appunto il non facile legame con la madre, severissima per la relazione della figlia con un uomo sposato molto più grande di lei, e gli esaurimenti di cui ha sofferto nonostante un'attività professionale molto soddisfacente.

Soprattutto "Diva!" vuole ribadire che Valentina Cortese, attrice poliedrica e curiosa, non deve esclusivamente essere identificata con quella signora colta, eccentrica e svagata che si presentava al pubblico, perché quella era soprattutto una maschera che usava per difendersi e in qualche modo mantenere un certo distacco fra la vera se stessa e il resto del mondo. D'altronde basta riportare l'attenzione sull'aneddoto riguardante il boss della Fox, Daryl Zanuck, che si voleva prendere con la nostra troppe libertà. Tanto tempo prima di #metoo bastò un bicchiere di whisky in faccia per rimettere le cose a posto e Valentica Cortese, donna con la testa sulle spalle, si comportò nella maniera ammirevole. Probabilmente quel gesto qualche conseguenza l'avrà avuta, ma dopo aver visto "Diva!" difficilmente ci si poteva aspettare da lei una reazione diversa.