L’equilibrio

L’equilibrio


Vincenzo Marra

Drammatico | Italia
(2017)

Lo dicevamo nel corso del Festival di Venezia ma gli esempi continuano a fioccare per cui ci sembra giusto riprendere ill discorso da dove l’avevano interrotto, approfondendolo con elementi di continuità che sono indicativi della tendenza che vede gli uomini di Dio sempre più protagonisti. Avevamo già detto di “First Reformed“, l’ultimo lungometraggio di Paul Schrader, mentre è solo di qualche giorno fa l’uscita nelle sale di “Fuori c’è un mondo” di Giovanni Galletta, in cui tra i vari personaggi trova un posto di rilievo la figura di un parrocco in preda a una grave crisi di coscienza. “L’equilibrio” diretto da Vincenzo Marra, anche lui presente nella rassegna veneziana, alimenta questa tendenza attraverso la storia di Giuseppe, sacerdote campano che si ritrova di fronte a una duplice frattura: la prima, provocata dai sentimenti dell’uomo nei confronti di una delle sue fedeli (è il motivo del trasferimento in una parrocchia dell’entroterra napoletano). La seconda, invece, è relativa a ciò che succede nella nuova realtà cittadina e alle conseguenze delle regole – non scritte – imposte dal boss del quartiere a cui non solo i fedeli ma anche le istituzioni religiose sembrano essersi adeguate. La decisione di non arretrare di fronte alle minacce della malavita locale e la volontà di aiutare una madre e una figlia a liberarsi dalle malsane attenzioni del compagno della donna nei confronti della bambina finiscono per isolare il sacerdote fuori e dentro le mura della sua parrocchia.

Lontano dalle concilianti semplificazioni dei colleghi televisivi (Don Matteo), come pure nelle incursioni moralistiche del Don Giulio de “La messa è finita”, quella di Giuseppe è una figura di religioso profondamente contemporanea poiché seppur inquadrato in senso classico anche dal punto di vista della forma all’interno della struttura ecclesiastica, si ritaglia un ruolo che lo pone dalle parti dei cosiddetti preti di strada e quindi di personaggi come Don Gallo e Don Ciotti, abituati come il protagonista de “L’equilibrio” a vivere la propria vocazione in conflitto con le gerarchie ecclesiastiche e pronti a calarsi nelle pieghe più scomode e pericolose del tessuto sociale, andando spesso a disturbare gli interessi dei racket malavitosi. Penalizzato dalla distribuzione a causa del flop mediatico de “L’ora di punta” (2007), il film più ambizioso di Marra naufragato tra le critiche di un lontano festival di Venezia, l’autore pare aver scontato il suo periodo di purgatorio (peraltro caratterizzato da film interessanti come “Il gemello” e “La prima luce”) potendo contare sul supporto di una major di primo livello come la Warner Bros che ha deciso di far vedere il film in un buon numero di sale italiane. Marra li ricambia con un’opera che mette in luce nella maniera migliore alcune delle qualità più importanti del regista napoletano che sono quelle di saper raccontare i personaggi all’interno del paesaggio che li ha prodotti.

In questo in caso, infatti, non si può non notare la corrispondenza tra degrado umano e ambientale (siamo nelle zone dei sotterramenti dei rifiuti tossici) dell’area urbana presa in considerazione dal film con i modi spicci e la ferinità che costituisce il bagaglio comportamentale delle persone con cui Don Antonio viene in contatto. Un’evidenza che dipende anche dal modo con cui Marra riesce a scarnificare la realtà riportandola al suo stato primordiale e lontana da qualsiasi riferimento metafisico (quella di Marra e’ una religiosità laica) attraverso una composizione scenica ridotta all’essenziale e in cui la staticità della macchina da presa, la semplicità delle inquadrature e l’uso di luci naturali trasmettono l’idea di un’impasse fisica che diventa morale nel momento in cui il protagonista si scontrerà con un sistema che nessuna delle forze in campo ha la capacita o il coraggio di cambiare e di fronte al quale si resta nudi proprio come Antonio, immortalato da un full frontal che in altri tempi avrebbe scandalizzato e che invece oggi rende come meglio non si potrebbe lo scandalo che il film di Marra racconta.

24/09/2017

Cast e credits

Distribuzione
Warner Bros Pictures Italia
Durata
90'
Produzione
Cinemaundici, Ela Film, Lama Film, Rai Cinema
Sceneggiatura
Vincenzo Marra
Fotografia
Gianluca Laudadio
Scenografie
Flaviano Barbarisi
Montaggio
Luca Benedetti Arianna Zanini
Costumi
Annalisa Ciaramella

Trama

In crisi di conscienza un prete chiede di essere trasferito in un'altra diocesi. Ad attenderlo vi troverà una realtà ancora più complicata
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