Fantastic Mr. Fox

Fantastic Mr. Fox


Wes Anderson

Animazione, Commedia | Gran Bretagna, Usa
(2009)

Nel paese delle creature selvagge” e ora “Fantastic Mr. Fox” sono il segnale di un rinnovato ritorno all’infanzia per i giovani autori americani. Il primo ispirato al libro illustrato di Maurice Sendak, il secondo tratto dall’omonimo racconto di Road Dahl, entrambi portati sullo schermo da due enfant prodige del cinema underground Usa. Ritorno all’infanzia si era detto. Ma filtrato attraverso un’ottica adulta e nevrotica, che potrebbe spiazzare e lasciare sconcertati il pubblico dei più piccoli. Ma se (a parere di chi scrive) il live action di Spike Jonze, benché mosso da ambiziosissimi intenti (frammentare la personalità del protagonista in tanti problematici personaggi) falliva clamorosamente a livello emozionale – narrativo, incartandosi in una sceneggiatura eccessivamente cupa, cerebrale e ripetitiva, il “Mr. Fox” di Anderson è un piccolo grande miracolo.

Se la scelta del stop motion è di per sé azzeccata poiché riporta il cinema d’animazione al piacere artigianale degli albori della settima arte (e poi che meraviglia di colori e particolari), essa è anche motivata da una precisa scelta tematica. I Tenenbaum, così come Steve Zissou o i tre fratelli de “Il treno per il Darjeeling“, con il loro corollario di oggetti su misura, abiti sgargianti e tic semiseri, sono a tutti gli effetti personaggi da cartoon o fumetto, e non si discostano affatto dai pupazzi di plastilina come Mr. Fox e la sua combriccola. “Fantastic Mr. Fox” non pare affatto un’anomalia (o una concessione al mainstream per famiglie) nel percorso di Anderson, ma il passo logico successivo della sua opera. E il perfetto cast di voci (che ne sarà con il doppiaggio italiano?), affidato ad alcuni degli attori feticcio del regista di “Rushmore” (Schwartman, Murray, Wilson, Brody, Dafoe, con le eccellenti new entry Clooney e Streep) non fa che rafforzare il parallelo tra umani e pupazzi. Coadiuvato in sceneggiatura dall’amico Noah Baumbach (“Il calamaro e la balena”, “Il matrimonio di mia sorella“), esperto in famiglie allo sfascio e rapporti disfunzionali, Anderson, al contrario di Jonze, non sacrifica proprio nulla del piacere della visione: una vera meraviglia per gli occhi, “Fantastic Mr. Fox” è una sequela di momenti spassosi, gag visive (l’assalto ai pennuti nell’incipit che si snoda attraverso un carrello laterale simile a quello utilizzato per descrivere i vari “strati” del sottomarino di Zissou) e verbali, personaggi indimenticabili (Kylie l’opossum imbranato, il Ratto psicopatico, Kristofferson, il prodigioso nipote di Mr. Fox), un ritmo che non da tregua per ottantasette minuti, infarcito di citazioni a catena e trovate gustose. E’ il film di Anderson più gioiosamente fantasioso dai tempi di “Rushmore”: ci sono duelli degni di uno spaghetti western, narrazione spezzata in capitoli, in colonna sonora si mescolano Rolling Stones (mai avremmo pensato di sentire “Street Fighting Man” in un film tratto da Road Dahl), Beach Boys, Georges Delerue e Jarvis Cocker (da la voce allo sgherro canterino Petey), momenti di elegiaca, spiazzante commozione (l’incontro con il lupo, la morte del ratto).

E in filigrana affiora il tema portante della filmografia del regista, l’implosione e la forza della famiglia, contrapposte all’intelligenza individuale: lo scaltro Mr. Fox non può reprimere i suoi istinti da cacciatore (“sono un animale selvatico”) e, scatenando l’ira di tre spietati allevatori, mette in pericolo i suoi cari e l’intero regno animale, ma al contempo è in difficoltà nel mantenere saldo il suo nucleo affettivo. Ash, figlio “diverso” e incompreso, si vede preferire il nipote Kristofferson, imbattibile in ogni campo e pure rubacuori. La moglie di Fox è all’oscuro delle losche incursioni notturne del marito e sospira “non avrei dovuto sposarti”. Insomma, un variegato insieme di nevrosi e “umanità” che non ha nulla da invidiare al mondo reale. E forse è proprio questo che vuole dirci Anderson: nonostante migliaia di anni di evoluzione, non siamo più complicati di una volpe e della sua scombussolata famiglia.

19/11/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Fantastic Mr. Fox
Distribuzione
20th Century Fox
Durata
87'
Sceneggiatura
Wes Anderson, Noah Baumbach
Fotografia
Tristan Oliver
Scenografie
Nelson Lowry
Montaggio
Andrew Weisblum
Musiche
Alexandre Desplat

Trama

Il rinnovato istinto da cacciatore della furba volpe Mr. Fox è la causa dell'ira del trio di temibili allevatori Boggis, Bounce e Bean, pronti a dichiarare guerra al regno animale
Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso

Le bambine
Le bambine

"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto

Disclosure Day
Disclosure Day

Inno umanista e antispecista, Spielberg mette in scena l’ultimo esempio della sua capacità di creare grande cinema, pur con difetti nella sceneggiatura e i limiti insiti in un’operazione di memorabilia cinematografica personale

La cronologia dell’acqua
La cronologia dell’acqua

Dopo oltre un anno dal sua passaggio a Cannes, arriva anche nelle sale italiane l'esordio alla regia di Kristen Stewart. L'omonimo addattamento del memoir di Lidia Yuknavitch, nonostante una messa in scena talvolta caotica, vive di un forza intestinale, viscerale, magnetica

Romería – Il mare dei ricordi
Romería – Il mare dei ricordi

Al suo terzo lungometraggio, la cineasta spagnola Carla Simón ripropone approccio autobiografico, tematiche e stile all'interno di un film estivo nuvoloso e melanconico che si ibrida con una detection esistenziale

L’amore che rimane
L’amore che rimane

Pálmason si fa cantore della semplicità e mette in scena un'elegia del quotidiano in cui il paesaggio, rispettato e custodito dai personaggi, diventa protagonista e spazio emotivo del racconto