L’innocenza del peccato

L’innocenza del peccato


Claude Chabrol

Drammatico | Francia
(2007)

“La ragazza tagliata in due”: questo il titolo originale dell’ultima fatica dell’instancabile ex-nouvelle vague Claude Chabrol, presentato fuori concorso nel 2007 a Venezia. Onestamente, per quanto potesse suonare male, avrebbe di certo spiegato molto di più della (banale) traduzione italiana, abile solo a giocare sugli ossimori linguistici.

La protagonista infatti è, come nel precedente (e più riuscito) “La commedia del potere”, donna divisa a metà, prima nell’anima e poi, magicamente, anche nel corpo: Ludivine Seigner, che da “Swimming Pool” in poi ammalia per bellezza, sensualità e personalità, qui è messa da Chabrol alla base di un ipotetico triangolo amoroso i cui lati sono invece rappresentati dal peggio dell’alta borghesia francese. Il più anziano (ed esperto) Francois Berleand, scrittore egocentrico e fedifrago, nonché amante delle belle donne, dei bei locali e dei bei vizi, ai quali addestrerà a dovere la nuova fiamma corrompendo la sua potenziale innocenza ma rivelando anche la sua naturale predisposizione al peccato; il biondo Benoit Magimel (già apprezzato ne “La damigella d’onore”), da tempo suo spasimante, che ci offre qui in modo magari un po’ troppo gigioneggiante la caricatura perfetta del viziato figlio ricco di famiglia altolocata, narciso vagamente psicolabile, animo tormentato da vero dandy maudit.

Lasciata per eccesso di zelo da uno, sarà costretta a ripiegare a malincuore sull’altro, sposandolo ma innescando così un processo catastrofico che giustificherà, in qualche modo, l’assolvenza rosso vivo sulla quale si apre il film.

Chabrol sostanzialmente rifà di nuovo lo stesso film che fa ormai da decenni, dagli anni 70 (“Stephane una moglie infedele”), ai 90 (“Il Buio nella mente”), ai giorni nostri (“Il fiore del male”): ritratto impietoso, sarcastico e velenoso della decadenza della classe borghese francese, rinchiuso dentro una cornice di “genere” e con episodio sanguinoso come snodo decisivo dell’intreccio. Qui si ispira a un caso di cronaca nera di inzio secolo, e forse è proprio per questo che non convince molto, nonostante (come al solito) la perfezione formale e l’intensità degli attori: l’elemento narrativo è sinceramente poca cosa, visto e rivisto in tanti (suoi) film, e anche i dialoghi, se in alcuni casi sono perfetti (vedi la definizione che Berleand dà al rampollo viziato incontrato a pranzo: “tracontanza da complesso d’inferiorità”), in altri vogliono talmente strafare, nel dire tutto e velocemente, che appaiono poco verosimili.

Ad ogni modo, ci sono alcune cose interessanti, è indubbio: il montaggio veloce e rapido per esempio, con quei fondu brevissimi che sono quasi un colpo al cuore (specie nella bellissima scena dell’omicidio); certe birbanterie nouvellevaguistiche di vecchia scuola (il libro gettato davanti alla macchina da presa, lo “stronza” detto guardandoci), e anche un personaggio strano ed intrigante, quello dell’amico di Magimel, una sorta di “angelo custode” o di “grillo parlante” versione altolocata che riporta alla ragione il suo protetto ogni volta che questi sbrocca (e che difatti manca proprio nel momento cruciale).

La Seigner interpreta il suo personaggio “innocente e peccaminoso” con bravura, anche se forse non le si addiceva completamente, e il bivio finale a cui giunge merita veramente la menzione nel titolo originale: verità, e quindi testimonianza, e quindi fare il gioco del marito e dell’odiata madre, o menzogna, ovvero la scelta del cuore, la persona che ama, ma che l’ha irrimediabilmente “sporcata” col suo vizio.

16/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
La Fille Coupée En Deux
Distribuzione
Mikado
Durata
115'
Sceneggiatura
Cécile Maistre e Claude Chabrol
Fotografia
Edoardo Serra

Trama

Gabrielle, presentatrice tv in carriera, si innamora perdutamente del più maturo Charles, scrittore di successo, figura ambigua che la trascina ben presto nel vizio e nella perversione. Quando ad egli subentrerà il giovane rampollo Paul, milionario dandy e geloso, il “rapporto a tre” virerà inevitabilmente a rosso sangue...


Hokum
Hokum

Terza pellicola dello specialista dell'horror irlandese Damian McCarthy la suggestiva "Hokum" cerca di espandere i confini volutamente angusti del suo cinema ad altri immaginari e sottogeneri, mostrando la versatilità del suo regista al netto di alcuni limiti di scrittura

Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte
Camp Miasma – Adolescenza, sesso e morte

"Camp Miasma" di Jane Schoenbrun è un meta-slasher queer, così concettuale che se vi interessano tre su tre di questi concetti non potete perderlo, e se ve ne interessano uno o due potrebbe piacervi perché è girato molto bene

Il Cileno
Il Cileno

LOCARNO 79 - Fra i più attesi film della kermesse svizzera "Il Cileno" di Sergio Castro-San Martín è un film storico che gioca coi canoni del thriller, interessante sulla carta ma irrealizzato nella forma

La fine di Oak Street
La fine di Oak Street

Ritorno di David Robert Mitchell dopo una lunga pausa e suo approdo al cinema ad alto budget "La fine di Oak Street" è un dramma suburbano che si evolve in un survival film coi dinosauri, tanto curato nella forma quanto irresoluto nello sviluppo, al netto dei molti spunti di riflessione

Congo Boy
Congo Boy

LOCARNO 79 - Esordio registico molto promettente in bilico fra romanzo di formazione autobiografico e film musicale d'evasione

Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.