Zebraman

Zebraman


Takashi Miike

Commedia, Fantastico | Giappone
(2004)

Alla già nutrita famiglia di supereroi che affollano il circuito televisivo e cinematografico, va ad aggiungersi un nuovo, stravagante paladino: “Zebraman”. Batman e Spider-Man possono però stare tranquilli perché l’uomo zebrato è appunto buffo, maldestro e meno attraente dei colleghi per subentrare ai favori del grande pubblico. La mente che poteva partorire (di pancia, “senza tenere conto dei gusti delle persone”) una tale stramberia è quella del prolifico regista giapponese Takashi Miike.

Shin’ichi Ichikawa (Shô Aikawa) è uno sventurato maestro di scuola elementare, deriso dai suoi alunni e disprezzato dalla sua famiglia, con una grande passione segreta per il personaggio di Zebraman, coltivata sin da ragazzino quando ammirava in tv le gesta dell’eroe mascherato. Sembra solo un hobby per adulti psicopatici annoiati, ma quando un giorno a scuola arriva un nuovo ragazzino con lo stesso interesse bianconero striato, l’insegnante prende coraggio e decide di rispolverare il costume da combattimento in disuso. Grazie a uno spassosissimo “sensore” crestato sarà in grado di rilevare i pericoli in città e intervenire prontamente per sventare le malefatte di misteriosi criminali contraddistinti da occhi verdi fluorescenti. Sembra un’operazione di routine per il nostro supereroe, ma sullo sfondo c’è una trama ben più complessa e intricata, orchestrata niente meno che da alieni che intendono impadronirsi della città e della Terra.

“Zebraman” – presentata alla 67esima Mostra del Cinema di Venezia ma realizzato sei anni prima nel 2004 – è una pellicola dall’involucro indubbiamente demenziale, ma che contiene sotto pelle un esempio di cinema moderno e positivamente informale, laddove l’elementare e ingenuo appiglio narrativo risulta solo un espediente per dare sfogo alla zampillante e farsesca inventiva miikiana.

Non che il film sia tutto rose e fiori e indenne da passaggi a vuoto, ma possiede certamente un’innocente attrattiva bambinesca, un effetto simile a quello che si prova da giovanissimi nella stanza dei giochi o davanti al proprio cartone animato preferito. Uno stralunato salto indietro nel tempo tra sequenze ad alto tasso comico, scene d’azione “zebra kung-fu” e spiazzanti trovate digitali; puro intrattenimento per divertirsi e meravigliarsi con leggerezza. Tutto questo è “Zebraman”, questo e molto altro è Takashi Miike.

13/05/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Zebraman
Durata
114'
Produzione
Bingo Y.K., DENTSU Music And Entertainment, Mainichi Broadcasting System, Toei Company
Sceneggiatura
Kankurô Kudô
Fotografia
Kazushige Tanaka
Scenografie
Akira Sakamoto
Montaggio
Yasushi Shimamura
Musiche
Koji Endo

Trama

2010, Yokohama, quartiere Yachiyo. Qui dimora Shinichi Ichikawa, un buonannulla che insegna nella locale scuola elementare. La sua famiglia è allo sbando: la moglie lo tradisce, la figlia è in un giro di prostituzione minorile e suo figlio è preso di mira dai bulli a scuola. L’unica ragione di vita di Shinichi è Zebraman, un programma TV su un misterioso supereroe. Il suo unico hobby, quello di fabbricarsi costumi da Zebraman, gli prende la mano a tal punto che prende l’abitudine di indossarne uno e aggirarsi a notte fonda per la città.
Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia

Coyote vs. Acme
Coyote vs. Acme

Destinato inizialmente a venire distribuito nel 2023, "Coyote vs. Acme" è invece una delle soprese di questo 2026, capace di suscitare riflessioni che vanno ben oltre la confezione apparentemente superficiale nella quale è stata impacchettata la sua distribuzione

Arrested Memory
Arrested Memory

VENEZIA 83 - Arriva al Lido l'apprezzato regista giapponese SABU con la co-produzione con Taiwan "Arrested Memory", un efficace pastiche fra heroic bloodshed, commedia e poliziesco che ribadisce la continua capacità di reinventarsi di un autore (e di un'industria)

Furies
Furies

VENEZIA 83 - Esordio sulla lunga distanza del libanese Rami Kodeih "Furies" è uno heist movie che si barcamena con efficacia fra aspettative di genere e ambizioni drammatiche e di critica sociale, una frenetica epopea criminale al femminile in una Beirut che implode