In Another Country

In Another Country


Hong Sang-soo

Commedia | Corea del Sud
(2012)

Passato in concorso al Festival di Cannes 2012, “In Another Country” arriva adesso nelle nostre sale, quando l’apprezzato regista coreano Hong Sang-soo (“HaHaHa”) ha già fatto in tempo a presentare i suoi nuovi lavori, “Nobody’s Daughter Haewon” e “Our Sunhi”, rispettivamente a Berlino e a Locarno. Si tratta della prima uscita italiana per questo autore, quindi un sentito ringraziamento alla Tucker Film che continua il suo ottimo lavoro di ponte fra la produzione asiatica e il pubblico italiano. Diviso in tre episodi, il film si può considerare speculare a “Night and Day”, pellicola del 2008 in cui Hong descriveva con umorismo i comportamenti dei coreani all’estero. Stavolta infatti ad essere analizzati sono quelli che i coreani hanno verso gli stranieri in visita nel loro paese, così come le dinamiche che si possono innescare fra connazionali alla presenza di forestieri. Il tutto sempre con leggerezza e il sorriso sulle labbra.

 

Al centro di ogni episodio c’è Isabelle Huppert, intenta a proseguire quella fase da globetrotter che negli ultimi tempi l’ha portata nelle Filippine a lavorare con Mendoza, in Italia con Bellocchio (e presto con Luca Guadagnino), in America a interpretare la madre di Noomi Rapace e pure in Australia a recitare in palcoscenico a fianco di Cate Blanchett “Le Serve” di Genet. La prediletta di Chabrol è una donna francese di nome Anne che visita la cittadina di mare Mohang. Forse in omaggio al cinema di Rohmer, vediamo Anne in tre varianti che sono le diverse versioni di un racconto scritto dalla studentessa di cinema Wonju (Jung Yu-mi).

Nel primo episodio Anne è una regista invitata a passare una vacanza a Mohang dall’amico regista Jongsoo (Kwon Hye-ho) e dalla di lui moglie Kumhee (Moon So-ri, la splendida protagonista di “Oasis” di Lee Chang-dong). Nonostante la consorte sia in avanzato stato di gravidanza, Jongsoo non esita a ricordare ad Anne un loro precedente bacio, scambiato per chissà quale segno di passione…nel secondo invece Anne, moglie di un ricco uomo d’affari, arriva a Mohang per incontrarsi col regista Munsoo (Moon Sung-keun). I due però passano ben poco tempo insieme e oltretutto l’uomo è ossessionato sia dal fatto di poter essere visto in gentile compagnia, sia dalla gelosia nei confronti della donna, gelosia abbastanza immotivata…nel terzo, infine, Anne è una donna separata, accompagnata a Mohang dall’insegnante Park Sook (la veterana Yeo-jeong Yoon, di recente apprezzata nel remake di “The Housemaid“). Park Sook, nel tentativo di aiutare l’amica, l’accompagna a parlare con un monaco che però riesce solo a confonderla. In ogni episodio ci sono situazioni ricorrenti e persino dialoghi simili, come ad esempio gli incontri di Anne con un bagnino (il simpaticoYu Jun-sang) che tenta, anche se abbastanza goffamente, di corteggiarla. Nella mise en abyme appare anche la stessa Wonju, nei panni di una ragazza che da alle protagoniste delle informazioni.

 

Come negli altri lavori del regista, tali reiterazioni contribuiscono al divertimento dello spettatore, così come, in questo caso, fa l’uso dell’inglese (nel doppiaggio però prevedibilmente sostituito dall’italiano, caldamente raccomandata la versione originale!). Hong vuole mostrarci i modi di fare dei suoi connazionali non solo a contatto con gli stranieri ma anche quando si sentono a disagio, come se fossero tutti (e non solo Anne) “in un altro paese”, in preda alla solitudine, alla noia e all’alienazione. Comunque questo resta un film leggero e solare, anche se il regista suggerisce una certa distanza dai suoi personaggi. Ben spalleggiata dai suoi colleghi asiatici, Isabelle Huppert (vestita rispettivamente di blu, rosso e verde nei tre episodi) è spassosa quando si muove perplessa per la cittadina alla ricerca di un introvabile faro, a metà strada fra Beckett e Chaplin; inoltre la sua figura di donna fredda e misteriosa la rende un perfetto (e quanto mai irraggiungibile) oggetto del desiderio.

21/08/2013

Cast e credits

Titolo Originale
Da-reun na-ra-e-seo
Distribuzione
Tucker Film
Durata
89'
Produzione
Jeonwonsa Films
Sceneggiatura
Hong Sang-soo
Fotografia
Park Hong-yeol, Ji Yoon-jeong
Montaggio
Hahm Seong-won
Musiche
Jeong Yong-jin

Trama

Tre storie che raccontano la vacanza di tre turiste francesi nella città di Mohang
Noi, un po’ meglio
Noi, un po’ meglio

Nel raccontare la genitorialità dei nostri tempi alle prese con nuove filosofie di famiglia e con le possibilità fornite dalla ricerca medica Luchetti non perde mai il contatto con il cuore dei personaggi, facendo di questi il barometro di una grande storia d’amore con gli eccellenti Elio Germano, Maria Chiara Giannetta e Anna Bonaiuto

Wildwood – I segreti del bosco proibito
Wildwood – I segreti del bosco proibito

Il ritorno di Laika dopo sette anni non poteva essere più ambizioso: "Wildwood" di Travis Knight è una maestosa cavalcata attraverso l'immaginario coming of age fantasy contemporaneo, titanica dimostrazione delle capacità della stop motion e dichiarazione d'amore all'animazione tutta

Fatherland
Fatherland

Pawlikowski continua la sua ricerca formale improntata al rigore, con un distacco che stavolta ha anche rilevanza tematica ma sempre al limite con il vuoto esercizio stilistico. Un breve racconto di fantasmi che contiene il conflitto il più possibile, solo per sgonfiarsi ma riuscendo in ultima istanza a darsi un senso nel finale, rinunciando al suo gioco cervellotico

Zustissia
Zustissia

Il convincente esordio di Francesco Piras allarga gli orizzonti del cinema sardo ponendo al centro un tema di rilevanza nazionale. Lo stile sobrio e asciutto, la messa in scena immune dai clichè e l'efficace direzione degli attori denotano la matura consapevolezza del mezzo cinematografico

The Social – Il prezzo della verità
The Social – Il prezzo della verità

L'Aaron Sorkin regista non si dimostra allo stesso livello dello sceneggiatore, per un'opera che funziona e intrattiene ma che non riesce a incidere fino in fondo, come il tema trattato invece richiederebbe

L’isola dei ricordi
L’isola dei ricordi

"L'isola dei ricordi" è un'opera di transizione come la fase che il cinema di animazione sta vivendo. Semplificando la trama pur senza lesinare sulla profondità, il film di Crawford e Mercado cerca una nuova identità visiva sperimentando con gli stili

L’albero di molto lontano
L’albero di molto lontano

Ben Gregor firma un fantasy per ragazzi che non ha alcuna impronta autoriale ma riempie tutte le caselle giuste per essere avvincente. Sana e innocua avventura per famiglie, è l'adattamento per lo schermo di uno dei titoli più celebri della popolarissima Enid Blyton

Balcanica
Balcanica

Un'opera di sottrazione rigorosa, che sublima il dramma migratorio in una sospensione esistenziale dove la musica si fa baluardo identitario. Pur penalizzato da alcune fragilità nella scrittura, il film testimonia una coerente e partecipe consapevolezza formale