Child 44 – Il bambino numero 44

Child 44 – Il bambino numero 44


Daniel Espinosa

Thriller | Usa
(2015)

Per fare del male l’uomo deve prima sentirlo come bene o come una legittima, assennata azione. La natura dell’uomo è, per fortuna, tale che egli sente il bisogno di cercare una giustificazione delle proprie azioni… L’ideologia! è lei che offre la giustificazione del male che cerchiamo e la duratura fermezza occorrente al malvagio. Occorre la teoria sociale che permetta di giustificare di fronte a noi stessi e gli altri, di ascoltare, non rimproveri, non maledizioni, ma lodi e omaggi

[Arcipelago Gulag]

 

Il corposo budget da 44 milioni di dollari e l’odore di thriller politico scaturente dal soggetto non-originale, ma sì-bestseller, non sono bastati a tenere il film di Daniel Espinosa lontano dal plateale insuccesso al botteghino. E se in Occidente il boxoffice non guarda in faccia a Tom Hardy e Gary Oldman, a Mosca, nel frattempo, schiocca la frusta censoria che impedisce la distribuzione del film e, quindi, la diffusione di una interpretazione inaccurata della storia, consequenziale all’errata corrige sui crimini commessi dalla polizia politica sovietica.

A proposito del plot: più che mostrarsi come controverso, estrinseca la scelta in fase di scrittura di puntare all’accumulo, al fine di non escludere dai 133 minuti i passaggi narrativi salienti del romanzo omonimo di Tom Rob Smith. Una scelta, questa, dal duplice effetto: da una parte rivela, a chi non ha letto il libro, la sua corposità e ricchezza di apparenti spannung, dall’altra, nel linguaggio cinematografico, si traduce nella dispersività di sequenze talvolta abborracciate e giustapposte dal montaggio. Da qui il limite di un film che avrebbe dovuto scegliere una traiettoria, e seguirla, anziché assecondare ogni rigurgito narrativo suggestivo.

Le prime sequenze del film, descritte all’interno di una landa innevata dall’iperrealistica imperturbabilità, dirimono l’infanzia del protagonista, Leo Demidov (Tom Hardy), futuro da stella della polizia sovietica, ma un passato da orfano – i genitori morirono vittime dell’Holomodor nell’Ucraina degli anni Trenta. La storia, però, procede per compensazione e Leo diventa parte di una nuova e più grande famiglia, l’Unione Sovietica. Nel 1945, è considerato un eroe in carne e ossa: la foto di lui che brandisce la bandiera dell’URSS, in seguito alla presa del palazzo del Reichstag, diventa l’emblema della gloria riservata al buon servitore dello Stato.

I figli dello stalinismo non dovrebbero mai sentirsi al sicuro e così, anche per Leo Demidov, arriva il momento di chiedersi chi siano gli eroi, chi i criminali e cosa sia davvero il paradiso: in questo senso, è esemplificativa la sequenza del faccia a faccia tra Demidov e il killer di Rostov. Del resto, le certezze granitiche gentilmente offerte dalla dottrina del partito in cambio di silenzio, repressione, esecuzioni, e cultura del sospetto cominciano a venire meno nel protagonista quando, la morte di un bambino, figlio del suo amico, lo metterà di fronte a una realtà più forte dell’onorabilità militaresca e della vocazione all’ideologia: la ricerca della verità e della giustizia sono i limiti estremi e invalicabili del totalitarismo. Fondando la sua sussistenza sul culto del tradimento e l’impulso di fare il Male e pur presentandosi al mondo come l’Eden dei kompagni, ne è stato il più implacabile messaggero di morte.

02/05/2015

Cast e credits

Titolo Originale
Child 44
Distribuzione
Adler Entertainment
Durata
137'
Produzione
Etalon Film, Scott Free Productions, Stillking Films, Summit Entertainment, Worldview Entertainment
Sceneggiatura
Richard Price
Montaggio
Dylan Tichenor
Musiche
Jon Ekstrand

Trama

Ispirato alla storia vera del serial killer di Rostov, Andrei Chikatilo, è ambientato nella Russia sovietica del 1953, quando Leo Demidov, una delle menti dei servizi segreti, si mette ad indagare su una serie di efferati omicidi di bambini. Dovrà vedersela, però, con l'ostruzionismo del regime, che rifiuta di ammettere l'esistenza di "omicidi in paradiso"
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