Spectre

Spectre


Sam Mendes

Azione, Spionaggio | Gran Bretagna, Usa
(2015)
Anticipato da una ridda di ipotesi sul suo futuro interprete, James Bond entra immediatamente in scena in “Spectre”, con una maschera dalle forme di teschio sul volto. Siamo a Città del Messico, nel Giorno dei Morti. Prima, però, ed è una prima volta nella storia della saga, è una breve epigrafe a rubargli la scena: “The dead – are alive”. Una dichiarazione d’intenti chiara e decisa su ciò che aspetta Bond nella ventiquattresima avventura ufficiale dell’agente segreto di Sua Maestà.
Sono i morti che ritornano, infatti, a segnare l’intera pellicola e a portare per l’ennesima volta il vulnerabile Bond di Daniel Craig a doversi difendere dal proprio passato. Per la terza volta, i produttori Michael G. Wilson e Barbara Broccoli, coadiuvati dai fidi sceneggiatori Neal Purvis e Robert Wade (di fatto le quattro menti dietro l’intera operazione di rifondazione e riscrittura del mito bondiano) scelgono di dare continuità narrativa al racconto creando un ciclo all’interno della lunga serie di 007, storicamente refrattaria a ogni tentazione di continuity.

Sam Mendes ci mette il resto: l’equilibrio tra le immancabili sequenze d’azione a tasso ridotto di CGI che annoverano uno spettacolare piano sequenza durante la già citata apertura a Città del Messico e l’inseguimento automobilistico in una livida Roma notturna, i momenti d’indagine durante i quali 007 costruisce il percorso che lo porterà dal misterioso personaggio (artefice della complessa tela che lo avvolge da quattro episodi) interpretato da Christoph Waltz, e le agnizioni che innescano il terzo atto del film, con le quali la già citata doppia coppia Wilson-Broccoli e Purvis-Wade tira le fila di un lavoro iniziato con “Casino Royale“, nel 2006. Va detto, a onor del vero, che a differenza degli “universi cinematografici” costruiti attorno ai supereroi dei fumetti negli ultimi dieci anni, l’impressione lasciata dal lungo lavoro fatto su Bond porta a credere che ci sia stato molto meno azzardo nel pianificare con largo anticipo le tappe del percorso di formazione dell’eroe: della Spectre non c’è traccia nei film precedenti, nemmeno sottoforma della tentacolare piovra da sempre logo dell’organizzazione criminale e l’utilizzo di uno storico villain come punto di irradiazione di tutte le trame criminali precedenti, appare nel film come un deus-ex-machina che abbaglia all’improvviso più che come un tassello mancante astutamente dissimulato e nascosto in precedenza; inoltre non sorprende il ruolo di Waltz, doppio e nemesi di Bond esattamente come lo era stato Javier Bardem in “Skyfall“.

È ragionevole quindi pensare che si sia scelto di innestare degli accessi narrativi dormienti un film dopo l’altro, pronti per essere attivati in caso di riuscita dell’intera operazione varata con l’avvento di Daniel Craig. Un sospetto che viene confermato anche dal finale di quest’avventura: Bond, recuperata da Q la Aston Martin “ritrovata” nel precedente film esce di scena trionfalmente, accompagnato dall’inconfondibile tema di Monty Norman e affiancato da Léa Seydoux, ultima tra le Bond-girl: un lieto fine per Daniel Craig, dopo nove impeccabili anni al servizio del personaggio, o un provvisorio momento di stasi, in attesa che nuove (o vecchie) minacce bussino ancora alla porta di questo James Bond? Non è detto sia l’esito prevedibilmente trionfale ai botteghini a stabilirlo, per tanto, l’unica certezza sul futuro di 007 può essere trovata, come da tradizione, soltanto nei titoli di coda: “James Bond will return”.

05/11/2015

Cast e credits

Distribuzione
Warner Bros.Italia
Durata
148'
Produzione
Barbara Broccoli per EON Productions, Columbia Pictures, MGM, Michael G. Wilson
Sceneggiatura
John Logan, Neal Purvis, Robert Wade, Jez Butterworth
Fotografia
Hoyte Van Hoytema
Scenografie
Dennis Gassner
Montaggio
Lee Smith
Musiche
Thomas Newman
Costumi
Jany Temime

Trama

Un messaggio criptico dal passato di Bond porta l’agente 007 a seguire una pista per smascherare una minacciosa organizzazione. Mentre M lotta contro le forze politiche per tenere in vita i servizi segreti, Bond tenterà di aggirare numerosi inganni e svelare la terribile verità che si cela dietro SPECTRE.
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