Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter e la pietra filosofale


Chris Columbus

Fantasy | Regno Unito, Usa
(2001)

 “Hagrid, esattamente, cosa sono questi?”

Vi sono film che neppure il più stolido e professionale dei critici riesce a recensire facilmente in maniera obiettiva: cult personali, amori autoriali, opere fruite nell’infanzia. Fra questi un posto di rilievo spetta di certo al primo film visto, solitamente in tenerissima età, in una buia ed enorme sala cinematografica, della quale i ricordi che si hanno sono evanescenti e quasi fiabeschi, come si presume che fosse l’opera stessa. Ed essendo, nel caso del sottoscritto, il film in questione proprio “Harry Potter e la pietra filosofale” si può certo comprendere quanto esso sia aderente a tale descrizione. E quale la difficoltà ad approcciarsi alla recensione di tale opera.
In primo luogo, per ciò che ho già scritto, posso affermare sia stata una fortuna venire iniziato al cinema dalla trasposizione diretta da Chris Columbus del primo libro della celeberrima saga del maghetto. Poche opere sfacciatamente mainstream e dirette in prima battuta a un pubblico composto sostanzialmente da bambini possono (potevano) infatti vantare su una così riuscita alchimia di componenti: la regia elegante e adeguatamente movimentata, musiche dai molteplici toni sapientemente orchestrate da John Williams, la preziosa fotografia di John Seale, la sfarzosa ricostruzione del magico mondo di Hogwarts ottenuta grazie alle scenografie di Stuart Craig e ai costumi di Judianna Makovsky, la fedelissima sceneggiatura di Steven Kloves, nonché un cast di tale pregio e perfezione sulla scena da risultare ancor oggi ciò che più colpisce all’interno di questa fantastica rappresentazione.
Grazie a tutti questi elementi il film di Columbus si configura come un ottimo esempio di blockbuster spielberghiano del nuovo millennio (d’altronde la regia fu inizialmente offerta proprio al grande produttore e regista americano), una miscela efficacemente combinata di singoli grandi talenti artigianali e attoriali, di una magniloquente confezione visiva e di buoni sentimenti. Per le suddette caratteristiche si configura però anche come una produzione esemplare (forse la più esemplare) del cinema di Columbus. Il focus sull’età infantile e il rapporto contrastato con la maturazione, i movimenti ampi, ma mai virtuosistici della cinepresa, e l’approccio volutamente ingenuo, non andrebbero infatti liquidati come meri calchi di temi e stilemi di Spielberg, ma ricondotti a una vera e propria poetica autoriale. Basti considerare in quanti film di Columbus ricorrano personaggi con un rapporto problematico con la maturazione (e quanto spesso la vicenda venga filtrata attraverso il loro sguardo ingenuo) e come il tema dell’immortalità/eterna giovinezza faccia frequentemente capolino nelle sue opere, per quanto con aspetti e sfumature ben differenti.
Così identificata la poetica columbusiana risulta facile comprendere quanto il primo libro della saga ideata da J.K. Rowling sia assimilabile a essa e le ragioni per cui la trasposizione possa venire reputata il culmine del suo cinema, non solamente in virtù della grande qualità tecnica del film, i cui principali pochi difetti sono la strabordante sceneggiatura di Kloves e le gradevoli ma fin troppo presenti musiche di Williams, ma anche grazie alla capacità del regista di cogliere la natura giocosa e puramente fiabesca del primo libro di “Harry Potter”, quasi completamente privo della crescente inquietudine (e maturità) degli altri capitoli della saga, e di renderla sullo schermo con indubbia maestria e fedeltà, trasformandola in un vero e proprio luna park dalle molteplici attrazioni. Come la stessa Hogwarts per i giovanissimi protagonisti. Un bambino di sei anni non avrebbe potuto chiedere nulla di meglio.

19/02/2016

Cast e credits

Titolo Originale
Harry Potter and the Philosopher's Stone
Distribuzione
Warner Bros.
Durata
152'
Produzione
1492 Pictures, Heyday Films, Warner Bros
Sceneggiatura
Steve Kloves
Fotografia
John Seale
Scenografie
Stuart Craig
Montaggio
Richard Francis-Bruce
Musiche
John Williams
Costumi
Judianna Makovsky

Trama

L'adattamente cinematografico del primo romanzo della eptalogia di J.K. Rowling. Trama ultranota ma repetita iuvant: il giovane Harry Potter, rimasto orfano ancora neonato e affidato da allora ai banali zii materni, scopre nel giorno del suo undicesimo compleanno non solamente di essere un mago ma di essere stato chiamato alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Sarà solo l'inizio di molteplici mirabolanti avventure.
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