Demon Slayer: Kimetsu no yaiba – Il Castello dell’Infinito

Demon Slayer: Kimetsu no yaiba – Il Castello dell’Infinito


Haruo Sotozaki

Anime, Azione, Horror | Giappone
(2025)

Il film più visto del 2020 – al mondo – è “Demon Slayer – Il treno Mugen”. Anno particolare, senza dubbio, ma il dato è interessante. È anche il film che ha incassato di più di tutti i tempi in Giappone[1]. “Demon Slayer – Il castello dell’infinito” è già diventato l’anime di maggior incasso di sempre negli Stati Uniti. In Italia le sale sono piene di cosplayers manco fosse Lucca Comics. Insomma la saga è un fenomeno di costume. Ma di cosa parla?

C’è l’equivoco sulla faccenda dei demoni, che sta facendo inquietare i genitori dei fan italiani del manga e dell’anime. Non è questo il luogo per dilungarci sull’incredibile abbondanza di spiriti, mostri etc. nel mondo scintoista, diciamo che questi demoni sono più o meno equiparabili ai vampiri nostrani (diventano esseri soprannaturali bevendo il sangue del demone-genitore come nella mitologia di Anne Rice, per dire) soltanto con dei poteri molto più variegati e divertenti. Niente a che spartire quindi con la mitologia cristiana. Questi demoni hanno l’abitudine di usare la razza umana come bestiame/schiavi e a opporvisi c’è la squadra degli ammazza-demoni (Demon slayers giustappunto). “Demon Slayer – Il castello dell’infinito” sostanzialmente è a tutti gli effetti la messa in scena di tre lunghi (uno lunghissimo) combattimenti tra demoni e ammazza-demoni. Si tratta quindi di Dragon Ball Z + Intervista col Vampiro? Sarebbe riduttivo.

La chiave di tutto è il melodramma. Lo spunto più bello del manga è che tutta la famiglia del protagonista è stata uccisa dai demoni (come al solito), ma c’è una sorpresa: la sorellina minore è stata infettata quindi è destinata a trasformarsi in demone a sua volta! Il fratello odia i demoni ma si rifiuta di ucciderla e vuole trovare la cura. Il più grande amore coincide con il più grande odio. Epico. In questo specifico film che – ricordiamolo – è solo il terzultimo segmento di una lunga storia, la leggendaria Nezuko fa giusto un cameo per ricordarci che esiste, ma il dramma abbonda. Abbiamo sorelle amate a cui si disobbedisce e fratelli odiati da quanto li si ama. Nonni e padri per i quali ci si sacrifica. Donne amate con la tubercolosi che neanche “Si alza il vento“. Tutto questo nei flashback tra un colpo di arti marziali e l’altro. Questo mix di violenza gore e dramma romantico, declinato in un’insolita ambientazione anni ’20, sono gli spunti originali della serie, che ne hanno probabilmente causato il successo.   

Ma il lettore di Ondacinema sa che il film lo fa la messa in scena, non la trama. Il motivo per cui un adulto può genuinamente apprezzare i film della serie è l’animazione incredibile. Il tratto non è fine, deve essere grezzo per essere espressionista. È un tratto a linee spesse che si concede però un character design raffinato (i famosi orecchini di Tanjiro, gli occhi dei demoni) e una cura del dettaglio notevole (ogni “potere” è disegnato con uno stile diverso – ad es. il potere dell’acqua si manifesta riempiendo lo schermo di onde con uno stile quasi liberty). Ma per illustrare l’abilità sovrumana dei demoni e dei loro coraggiosi avversari l’animazione durante i combattimenti giunge a una combinazione di velocità e cura raramente (mai?) viste sullo schermo. Cambi di inquadratura, di velocità, di livello di dettaglio, di colore. Qua un esempio da un film precedente. 

Pensate che questa volta il combattimento si volge in un luogo creato dalle menti dei demoni (da quel che ho capito) quindi lo scenario stesso diventa parte della dinamica in modi imprevedibili e potete immaginare quanto gli animatori si siano sbizzarriti[2].

L’amante dei film d’azione senza troppi preconcetti può quindi gioire. O quasi. Perché purtroppo la struttura modulare del manga ad episodi è abbastanza evidente. Nel non avere un inizio e una fine ben definiti – nella ripetitività della struttura combattimento/flashback. Non abbiamo un vero e proprio film con un arco classico. Se il terzo combattimento fosse stato scambiato con il primo non sarebbe cambiato poi molto (tipo “The Tree of life” alla cineteca di Bologna). Si tratta comunque di un film per fan, se non proprio solo del fumetto specifico, quantomeno di questo stile artistico, che non convincerà l’osservatore esterno occasionale. Ma rimane un film pensato per far gioire i fan, per regalare loro emozioni e stupore in cambio della loro fedeltà.  In fondo non è poco.

 

[1] Cosa che ha molto valore in un paese con inflazione molto bassa. Va ricordato che il secondo incasso di tutti i tempi è “La città incantata” (Miyazaki, 2001). Si spera, però, che verrà il giorno in cui le classifiche si faranno in tutti i paesi in base al numero di spettatori come in Francia.

[2] in opposizione ad altri due anime al momento molto popolari come “Dan Dan Dan” e “Jujeitsu Kukaisen” che si basano sul contrasto tra l’elemento soprannaturale e l’ambientazione familiare come scuole e fermate della metro

26/09/2025

Cast e credits

Titolo Originale
Gekijō-ban "Kimetsu no yaiba" Mugen jō-hen,
Distribuzione
Crunchyroll
Durata
155'
Produzione
Ufotable
Sceneggiatura
Koyoharu Gotouge
Montaggio
Manabu Kamino
Musiche
Yuki Kajiura

Trama

Inizia la battaglia finale tra demoni e ammazza-demoni!
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