I due volti di gennaio

I due volti di gennaio


Hossein Amini

Drammatico, Thriller | Francia, Regno Unito, Usa
(2014)
“I due volti di gennaio”, sin dalle prime sequenze trasporta lo spettatore nell’universo della scrittrice Patricia Highsmith, atmosfere classicamente thriller, omicidi, conflitti di classe, rapporti edipici irrisolti, orientamenti sessuali incerti, confini tra bene e male molto labili. Chi ha già letto qualche romanzo della grande scrittrice statunitense, o ha anche solo visto qualcuno degli adattamenti cinematografici di sue opere (su tutti “L’amico americano” di Wenders e “Il talento di Mr. Ripley” di Minghella) sa di cosa stiamo parlando.

Secondo adattamento del romanzo del 1964 dopo una versione tedesca (inedita da noi), “I due volti di gennaio” rappresenta l’esordio dietro la macchina da presa dell’acclamato sceneggiatore Hossein Amini (che ha pennellato gli script di film come “Jude”, “Le ali dell’amore”, “Biancaneve e il cacciatore” e soprattutto l’instant cult “Drive“), che mostra mano capace nella direzione dell’ottimo terzetto di protagonisti, e utilizza con cognizione la suggestiva ambientazione partenopea, ma, paradossalmente, è abbastanza inerte proprio in fase di scrittura, mostrando di non avere la forza necessaria per staccarsi con fermezza dalla pagina scritta. Siamo a metà degli anni ’60, Chester McFarland (Viggo Mortensen) è un truffatore di mezza età che assieme alla giovane moglie Colette (Kirsten Dunst) si trova in vacanza (o, più probabilmente, in fuga) ad Atene. Quando, accidentalmente, uccide un investigatore privato sulle sue tracce, Chester si trova costretto, suo malgrado, a chiedere aiuto ad un ladruncolo del luogo, Rydal, affascinato dall’uomo, in cui rivede una figura paterna con cui non ha mai risolto i propri conflitti, e innamorato della moglie Colette. Doppi giochi, gelosie, inganni, violenza, sino ad una fuga finale per le strade di Istanbul, la tensione latente dell’inedito terzetto finirà per esplodere. Hossein Amini opera qualche sostanziale variazione rispetto al romanzo della Highsmith: ingigantisce il personaggio di Colette, solamente accessoria nelle pagine, rende meno spregevole e machiavellico Chester (nel romanzo assoldava un killer professionista per uccidere il complice-rivale Rydal), sposta l’ambientazione dell’ultimo atto dalla Francia alla Turchia, mantenendo però intatto il finale di redenzione.

Nonostante ciò l’insieme, per quanto impaginato in maniera elegante e professionale, risulta eccessivamente piatto e scolastico, e nemmeno il mestiere del cast riesce a dare vita a personaggi che oggigiorno suonano stereotipati e risaputi. Il duello psicologico, la rivalità, tra i due uomini non assurge mai al rango di tragedia contemporanea, la tensione sopita tra Chester e Rydal così ben descritta dalla Highsmith, resta un canovaccio immobile e piuttosto immotivato nella sceneggiatura di Amini, così come la reciproca gelosia nei confronti della bella Colette, che nonostante il maggiore spazio nella pellicola, rimane un personaggio marginale. Il ritmo dilatato, i lunghi confronti verbali contrapposti alla generale mancanza di “azione” e momenti sanguigni, fanno de “I due volti di gennaio” un thriller più anacronistico che davvero “classico”, un prodotto sin troppo “perfetto” e freddo, che gli spettatori faticheranno ad amare.

01/10/2014

Cast e credits

Titolo Originale
The Two Faces of January
Distribuzione
Videa - Cde
Durata
96'
Sceneggiatura
Hossein Amini
Fotografia
Marcel Zyskind
Scenografie
Michael Carlin
Montaggio
Nicolas Chaudeurge, Jon Harris
Musiche
Alberto Iglesias
Costumi
Steven Noble

Trama

Atene: la vita di un elegante truffatore e della sua giovane moglie si intreccia con quella di uno scaltro imbroglione del luogo, che decide di aiutarli a fuggire dal paese quando un investigatore privato si mette sulle loro tracce.
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