Frances Ha

Frances Ha


Noah Baumbach

Commedia, Drammatico | Usa
(2012)

Presentato in anteprima a Toronto e al Telluride Film Festival nel 2012, passato poi a Berlino e Torino l’anno successivo, arriva finalmente in sala “Frances Ha”, (pen)ultimo lavoro del regista newyorkese Noah Baumbach (il suo nuovo “While We’re Young” viene presentato in questi stessi giorni al TIFF).

Autore di riferimento del cinema indie, sofisticato e modaiolo, con questo film Baumbach aggiunge alla sua filmografia il ritratto di un altro personaggio eccentrico, lunatico e vulnerabile, colto nel mezzo di una crisi spiazzante. Ma a differenza del precedente “Greenberg“, incentrato su un quarantenne irascibile e apatico intrappolato al centro della fabbrica hollywoodiana del successo, “Frances Ha” evita il rischio di un cinema compiaciuto e autoreferenziale, che si guarda l’ombelico. Tracciando infatti la disastrosa mappa esistenziale e sentimentale di questa ventisettenne ambiziosa e disfunzionale, l’autore eleva Frances a icona/manifesto di una generazione faticosamente alle soglie dell’età adulta, alle prese con un difficile, talvolta doloroso, percorso di crescita, tra illusioni perdute, nuove responsabilità e circostanze ostili.

Il merito è anche (forse soprattutto) dell’interprete principale Greta Gerwig, attrice di stralunato candore e rara sensibilità. Co-autrice della sceneggiatura, la Gerwig modella su se stessa un personaggio che, per le evidenti affinità, potrebbe essere figlia della celebre Annie Hall alleniana, oppure amica della coetanea Hannah Horvath del televisivo “Girls” (la carismatica presenza di Adam Driver pare confermarlo).

Apprendista ballerina in attesa di affermazione, squattrinata e svogliatamente fidanzata, Frances passa le sue giornate in un felice carosello di confidenze e divertimenti insieme alla coinquilina Sophie. Questa bella amicizia femminile è raccontata, senza malizia né morbosità, come una tenera e intensa storia d’amore, accompagnata dalle note di Georges Delerue (da “Jules e Jim” di Truffaut, citazione non casuale). Quando l’amica decide però di trasferirsi per cogliere una vantaggiosa occasione immobiliare, Frances si trova a dover affrontare, senza sapere come, nuovi e necessari cambiamenti: il suo precario equilibrio si sgretola vertiginosamente sotto i suoi piedi, mettendo a dura prova la sua dolcezza e il suo incrollabile ottimismo.

Spaesata e disarmata, Frances diventa un vuoto a perdere, una mina vagante che continua ostinatamente a scappare di fronte ai problemi. Non a caso, Baumbach ce la mostra sempre in movimento, scandendo la narrazione con le tappe dei suoi numerosi spostamenti. Goffa, frenetica, inadeguata, la ragazza attraversa le strade di New York sul ritornello di “Modern Love” di David Bowie (impossibile non riconoscere il riferimento cinefilo a “Rosso sangue” di Leos Carax).

Quello che affronta, però, è un cammino che ha ben poco a che fare con i chilometri percorsi. Nella sua parabola di autodeterminazione, alla ricerca di un posto nel mondo, Frances imparerà progressivamente, con fatica, a scendere a patti con le contingenze, a rinunciare a utopie e aspirazioni vane, a investire nelle opportunità che le vengono offerte, a incassare un rifiuto o un abbandono, pur mantenendo sempre (e scoprendo) la sua identità.

Naïf e anticonformista nel senso più profondo e meno salottiero del termine, Frances è una donna “versus”, come la Lola di un altro famoso film della Gerwig, che non ha paura di correre da sola, controcorrente, di inciampare e di sbagliare, se capita. E che quando riesce a trovare il ritmo giusto per smettere di agitarsi vorticosamente su se stessa e progredire realmente, può anche permettersi di affermare, seduta e insolitamente posata: “Mi piacciono le cose che sembrano errori”. Dopo tanto caos e confusione, il sospiro liberatorio nella placida tranquillità del suo nuovo appartamento ha il sapore di una conquista. Che sia questo, in definitiva, crescere?

11/12/2013

Cast e credits

Distribuzione
Whale Pictures
Durata
86'
Produzione
Scott Rudin Productions; RT Features; Pine District Pictures
Sceneggiatura
Noah Baumbach, Greta Gerwig
Fotografia
Sam Levy
Scenografie
Sam Lisenco
Montaggio
Jennifer Lame

Trama

Frances vive a New York, ma non possiede realmente un appartamento. Frances lavora per una compagnia di danza, ma non è davvero una ballerina. Frances vive nei suoi sogni, nonostante i bruschi risvegli nella realtà. Frances vuole di più, ma riesce a vivere la propria esistenza con gioia e leggerezza
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