Los Domingos

Los Domingos


Alauda Ruiz de Azúa

Drammatico | Spagna
(2025)

Sembrava che in Spagna il 2025 dovesse essere l’anno di “Sirāt“, esplosiva (e controversa) opera quarta del franco-galiziano Oliver Laxe, designata a partecipare agli Oscar dalla commissione nazionale e finita addirittura nella cinquina finale per il premio al miglior film in lingua straniera. I Goya, più o meno l’equivalente dei nostri David di Donatello, hanno raccontato però un’altra storia, decretando un vincitore di segno opposto. Una pellicola anti-spettacolare e sommessa che, al contrario di “Sirāt”, cammina in punta di piedi, lasciando però un’impronta più profonda: “Los Domingos” di Alauda Ruiz de Azúa – trionfatrice indubbia della serata con cinque premi, tra i quali miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura originale.

“Los Domingos” (le domeniche) sono il momento in cui, per la diciassettenne Ainara (Blanca Soroa), cambia tutto. Al termine dell’ultimo anno delle scuole superiori, nella diciassettenne orfana di mamma, si radica infatti l’idea di farsi monaca di clausura. L’attesa della vocazione vera e propria (che sembra non voler arrivare), i dubbi profondi e inestinguibili, le tentazioni del corpo adolescente da una parte e Cristo dall’altra, sono gli elementi con i quali la sceneggiatura della Ruiz de Azúa tratteggia un coming of age profondamente atipico. Il diario intimo e spirituale di una giovane davanti a un bivio radicale, foriero di decisioni dalle conseguenze potenzialmente irreversibili. Il tormento di Ainara viene spiato dalla cinepresa con discrezione e delicatezza. Il travaglio interiore della giovane arriva allo spettatore quasi per sottrazione, senza sensazionalismi e scene madri, affidato completamente alle espressioni della straordinaria giovane attrice che è Blanca Soroa – il lavoro che fa con gli occhi nella scena in cui implora la “chiamata” è di grande intensità e incredibile talento.

Quando Ainara chiede il permesso a suo padre di ritirarsi temporaneamente nel monastero delle clarisse per il postulato, la richiesta coglie di sorpresa la famiglia e la getta in uno stato di shock. Si apre così una sottotrama che viene gestita dalla sceneggiatura e dalla regia in maniera completamente opposta al racconto di crescita di Ainara. Le tavolate domenicali a casa della nonna Amparo, le sale riunioni della scuola e la cella del monastero in cui vengono ricevuti gli ospiti esterni diventano gli scenari di un Kammerspiel teso e verboso in cui gli adulti (familiari, membri del clero, personale scolastico) si mettono tra Ainara e la fede.

È emblematico da questo punto di vista il personaggio della zia materna Maite, un’odiosa Patricia López Arnaiz che, per il ruolo, si è portata a casa il Goya come miglior attrice protagonista. Inizialmente la zia, che incarna gli ideali progressisti del ceto medio di sinistra, sembra essere il personaggio più toccato dalla notizia e avere realmente a cuore il benessere della nipotina. Il suo accanimento, il duello che ingaggia con la madre superiora Belen (Nagore Aranburu, premiata ai Goya come miglior attrice non protagonista a completare la cinquina di vittorie al femminile) e il tradimento che perpetra ai danni di Ainara svelano invece le sue reali, inconsapevoli priorità.

È così che, tra le righe, “Los Domingos” punta il dito contro i fanatismi dogmatici, che non devono essere necessariamente religiosi – ma più in generale ideologici. È invece attraverso la figura del comprensivo papà vedovo Iñaki (Miguel Garces) che il film travalica la tematica della fede e diventa una riflessione universale sulla fiducia e sulla cura degli affetti. Come anticipato, la messinscena di “Los Domingos” è austera e anti-spettacolare, ma Ruiz de Azúa sa sempre quando stringere l’inquadratura e su quale dettaglio del volto concentrarsi, così come sa quando far calare il silenzio piuttosto che far profferire una battuta a effetto, costruendo un film memorabile per narrazione e personaggi. Pregevole è anche la colonna sonora di David Cerrejon che, con minimali interventi di pianoforte e archi, crea una dimensione pensosa ed elegante; impossibile non citare anche l’adattamento per coro di “Into My Arms” di Nick Cave & The Bad Seeds in una scena cruciale per la decisione di Ainara.

23/03/2026

Cast e credits

Titolo Originale
Los Domingos
Distribuzione
Movies Inspired
Durata
115'
Produzione
Nahikari Ipiña, Sandra Hermida Muñiz
Sceneggiatura
Alauda Ruiz de Azúa
Fotografia
Bet Rourich
Scenografie
Zaloa Ziluaga
Montaggio
Andres Gil
Musiche
David Cerrejon
Costumi
Ana Martínez Fesser

Trama

La famiglia della diciassettenne Ainara viene terribilente scossa quando quest'ultima sembra intenzionata a non procedere gli studi e a farsi monaca di clausura.
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