Overlord

Overlord


Julius Avery

Bellico, Horror | Usa
(2018)
Nel 2009 il norvegese Tommy Wirkola dirige “Dead Snow” dove un gruppo di giovani turisti si scontra contro un plotone di soldati tedeschi redivivi come zombi. Il film ebbe un discreto successo e ci fu anche un seguito, inserendo nel sotto filone dello slasher movie i nazi-zombi.

J. J. Abrahams, uno dei rei mida dell’industria hollywoodiana, ha ben pensato di riutilizzare questa idea. Ma come suo uso, non era sufficiente produrre un buon film di genere horror e si cimenta in un’operazione produttiva dal sapore vintage ambientando “Overlord” il giorno prima del famoso D-Day, lo sbarco alleato in Normandia nel ’44 durante la Seconda Guerra Mondiale.

Assistiamo così a un plotone di soldati americani aviotrasportati dietro le linee nemiche con la missione di distruggere una torre di telecomunicazioni che potrebbe danneggiare il volo degli arei alleati il giorno dello sbarco. Sotto un fitto fuoco della contraerea tedesca, dove gli arei americani cadono come mosche, sopravvive un piccolo manipolo di soldati americani che riescono a raggiungere il villaggio e scoprire che i tedeschi stanno facendo esperimenti per trovare un siero che trasformi i soldati in esseri superiori immortali.

Al di là del soggetto, “Overlord” si rivela un’operazione studiata a tavolino in cui la vera mente di tutto e Abrahams e dove il profluvio di mezzi tecnici e Cgi (la Lucas Film su tutti) sono messi in mostra con molta generosità. J. J. Abrams raccoglie intorno a sé una troupe di tutto rispetto a cominciare dagli sceneggiatori Billy Ray (“Hunger Games“, “Captain Phillips“) e Mark L. Smith (“The Hole“, “Revenant“) e Julius Avery, un giovane regista di belle speranze alla sua seconda regia e in procinto di girare il remake di “Flash Gordon”. Così, “Overlord” è un’ibridazione tra “Salvate il soldato Ryan” di Steven Spielberg (autore a cui Abrahams si ispira e saccheggia da “Super 8“) e le pellicole horror sugli zombi. Metteteci dentro anche un pizzico del primo “Capitan America” con Teschio Rosso e il gioco è fatto.

Il produttore e regista americano tratta una pellicola di serie B con la produzione di un Blockbuster (e gli incassi in Usa gli stanno dando ragione) e forse è questo il limite più palese di una pellicola come “Overlord” che appare come un grande giocattolo visivo che alla lunga mostra la corda.

Certo, il film ha dei momenti molto belli, come i primi quindici minuti in cui si assiste al lancio dei soldati sopravvissuti mentre l’aereo colpito cade in fiamme e con l’eroe, il giovane soldato di colore Boyce (Jovan Adepo) che da ultimo della classe si trasforma in eroe della storia. Oppure la messa in scena del villaggio francese ripreso in notturna che sa di film gotico e il buio della ragione è ben metaforizzato.

“Overlord” nella sua struttura narrativa si rivela come un fumetto alla “Creepshow” (altra citazione romeriana) scritto in modo impeccabile, ma pieno di cliché politicamente corretti – il soldato di colore, il tedesco malvagio, lo scienziato pazzo, la bella francese, il bambino che ama il baseball, i commilitoni un po’ guasconi dal cuore d’oro – e senza una vera anima.

Se fosse rimasto ancorato al genere e ai suoi standard, forse “Overlord” sarebbe potuto diventare un ottimo horror. Ma questa mania, ormai, di trasformare tutti i film in grandi eventi produttivi, senza una vera ragione, rende eccessivo il tutto. Così “Overlord” rimane un divertimento un po’ fine a sé stesso, senza infamia e senza lode.

11/11/2018

Cast e credits

Distribuzione
20th Century Fox Italia
Durata
109'
Produzione
Bad Robot, Paramount Pictures
Sceneggiatura
Billy Ray, Mark L. Smith
Fotografia
Laurie Rose, Fabian Wagner
Scenografie
Robert Wischhusen-Hayes, Emily England
Montaggio
Matt Evans
Musiche
Jed Kurzel
Costumi
Anna B. Sheppard

Trama

Alla vigilia dello sbarco in Normandia, un gruppo di paracadutisti statunitensi finisce in uno sperduto villaggio dove scoprirà che i nazisti stanno conducendo esperimenti su esseri umani, trasformando i morti in esseri feroci e soprannaturali per creare il super soldato perfetto e ribaltare le sorti della guerra.
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi