1921 – Il mistero di Rookford

1921 – Il mistero di Rookford


Nick Murphy

Horror, Thriller | Regno Unito
(2011)

Inghilterra, 1921. Le ferite della grande guerra, non ancora rimarginate, bruciano la viva carne di quelli che devono continuare le proprie vite come se nulla fosse stato, mentre i fantasmi del recente passato urlano strazianti nelle loro anime. Tra la percezione di un mondo decadente e il ricordo di un passato aureo si genera una frattura nella quale avviene la genesi dell’universo soprannaturale, tra percezione e ricordo si insinuano gli insidiosi spettri del rimorso e del senso di colpa. Florence Cathcart (interpretata da Rebecca Hall), scrittrice di successo e scettica investigatrice del paranormale, viene invitata dal maestro Robert Mallory a indagare riguardo a un omicidio e alla fantasmatica presenza di un bambino che sta inquietando il collegio nelle campagne di Rookford.

Per loro intrinseca natura le storie di fantasmi si svolgono attorno al perno che consente l’oscillazione di passato e presente, e la loro compresenza sulla scena è lo scandalo che lo spettatore deve accettare per entrare nella finzione. Il personaggio di Florence, a causa di una sua interiore frattura, vive il presente come fosse uno spettro del passato, lei ha quindi già emotivamente accettato il compromesso e vive in una finzione che annulla il conflitto dialettico tra storia e presente, mentre razionalmente combatte una guerra a campo aperto contro la superstizione, non fa altro che inseguire fantasmi, e da molto prima di quanto possa pensare lei stessa. La voragine aperta dal suo conflitto interiore è come una cicatrice che non riesce a ricomporsi.

Una cicatrice aperta separa anche le due parti in cui “1921 – Il mistero di Rookford” si divide: una prima che si muove come un classico giallo, in stile whodunnit, mascherato da toni soprannaturali (da questo punto di vista lo “Sherlock Holmes” di Ritchie può essere una buona pietra di paragone) e una seconda in cui l’elemento soprannaturale prende il sopravvento con tanta irruenza da spaventare la stessa protagonista. Le due storie possono essere lette indipendentemente l’una dall’altra, ma restano cucite insieme dal filo rosso dello scavo nel dolore dei personaggi, che va sempre più in profondità, fino alle origini di un mistero che non è mai quello che semplicemente ci troviamo dinanzi.

Oggigiorno il problema principale di una ghost-story si rivela nell’edificare un valido finale, in quel dénouement decostruito più e più volte e più e più volte riassemblato per condurre alle più insolite catarsi: “Il sesto senso” (Shyamalan, 1999), “The Others” (Amenabar, 2001), “The Orphanage” (Bayona, 2007) sono i più recenti predecessori di “1921 – Il mistero di Rookford” e con loro si deve confrontare il film di Murphy. E se questo “1921” dà il suo meglio fin quando vive dell’atmosfera che Murphy, con l’aiuto del co-sceneggiatore Volk e del direttore della fotografia Eduard Grau, dipinge a toni scuri come una melodia di grigi dell’animo, nell’architettura del finale, nel momento di scoperchiare l’ultima delle scatole cinesi che aveva incastrato l’una dentro l’altra, non riesce a essere all’altezza del lavoro svolto nel resto della pellicola.

Peccato che manchi una verve profondamente inventiva anche a questo livello, nonostante i ripetuti e comunque validi tentativi di rivoluzionare la pellicola operati dal regista, perché questo è l’unico ostacolo che separa “1921 – Il mistero di Rookford” dal diventare molto più che un bel film quale è. Una pellicola solida, un esordio eccellente alla regia per Nick Murphy che con i 3 milioni del budget che aveva a disposizione ci offre un film prezioso, dal ritmo cadenzato ma che incede senza alcuna caduta di tensione fino all’ultimo, angosciante, respiro.

02/12/2011

Cast e credits

Titolo Originale
The Awakening
Distribuzione
Eagle Pictures
Durata
107'
Produzione
David M. Thompson, Julia Stannard, Will Clarke
Sceneggiatura
Nick Murphy, Stephen Volk
Fotografia
Eduard Grau
Scenografie
Jon Henson
Montaggio
Victoria Boydell
Musiche
Daniel Pemberton
Costumi
Caroline Harris

Trama

Inghilterra, 1921. Florence Cathcart si avvia sulle tracce di un mistero soprannaturale
Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia

Coyote vs. Acme
Coyote vs. Acme

Destinato inizialmente a venire distribuito nel 2023, "Coyote vs. Acme" è invece una delle soprese di questo 2026, capace di suscitare riflessioni che vanno ben oltre la confezione apparentemente superficiale nella quale è stata impacchettata la sua distribuzione

Arrested Memory
Arrested Memory

VENEZIA 83 - Arriva al Lido l'apprezzato regista giapponese SABU con la co-produzione con Taiwan "Arrested Memory", un efficace pastiche fra heroic bloodshed, commedia e poliziesco che ribadisce la continua capacità di reinventarsi di un autore (e di un'industria)

Furies
Furies

VENEZIA 83 - Esordio sulla lunga distanza del libanese Rami Kodeih "Furies" è uno heist movie che si barcamena con efficacia fra aspettative di genere e ambizioni drammatiche e di critica sociale, una frenetica epopea criminale al femminile in una Beirut che implode

Shumei – The Living Legacy of Kabuki
Shumei – The Living Legacy of Kabuki

VENEZIA 83 - Opera eccentrica nella gargantuesca filmografia di Miike Takashi, “Shumei – The Living Legacy of Kabuki” è un documentario, didattico in larga parte, che ha come oggetto il teatro kabuki e, in particolare, il clan familiare Ichikawa, custode di questa peculiare forma artistica