8 donne e un mistero

8 donne e un mistero


François Ozon

Commedia, Giallo, Musicale | Francia
(2002)

Si pensi a quante volte il cinema contemporaneo abbia cercato di omaggiare quello passato. Piuttosto spesso in verità. Ma quale cinema viene maggiormente ricordato dai giovani autori? Purtroppo molto di quello recente. Sembrerebbe poi Hitchcock uno dei più citati, essendo possibile con lui percorrere svariate strade.

Tra i vecchi grandi del passato del cinema americano, George Cukor è tristemente uno di quei registi dimenticati. Era (e rimane) il regista “delle donne” per eccellenza (ha diretto tra le altre: Katharine e Audrey Hepburn, Joan Crawford, Jean Harlow,Greta Garbo, Ingrid Bergman, Marilyn Monroe, Ava Gardner, Judy Garland, Joan Fontain e molte altre) e ha realizzato un film, “Donne”, appunto, dove la presenza dell’ uomo è praticamente nulla. A ben 63 anni di distanza da questo classico, l’ancor giovane François Ozon ha avuto l’idea di riunire otto dive del cinema francese (un paio, in verità, ancora sconosciute al grande pubblico) per omaggiare in primo luogo lo stesso Cukor. Sono immediati però i rimandi al cinema di Hitchcock (in particolare a quello più ironico: “La congiura degli innocenti”) e al mai dimenticato Fassbinder. Così come appare evidente l’omaggio a Douglas Sirk: la fotografia ricalca quella accesa delle pellicole del re del melò. E c’è Jacques Demy, inoltre.

Dopo il brutto “Sitcom”, Ozon sembra proprio aver trovato la giusta strada: dapprima con il fassbinderiano “Gocce d’acqua su pietre roventi”, poi con il maturo “Sotto la sabbia”, giungendo fino a questo “8 Donne e un mistero”.

Abbiamo anche una rievocazione per Truffaut. Omaggio paradossale e grottesco: come prendere due attrici simbolo della filmografia dello scomparso autore francese e farle lottare in una sequenza che si chiude con un bacio appassionato e ironico. Un duello-cult, anche se ha fatto storcere il naso a qualcuno, c’è chi ha fatto notare una buona dose di misoginia (la stessa Catherine Deneuve). Forse è vero, ma il risultato resta gradevole anche in questo campo grazie al divertito e divertente cast di attrici.

Ed è proprio la compagnia attoriale a risultare il punto di forza dell’operetta.

A quanto pare, Ozon per ognuna si è ispirato a personaggi del cinema del passato: Danielle Darrieux: Costance Bennett in “Madame X”; Catherine Deneuve: Lana Turner in “Lo specchio della vita”; Fanny Ardant: Rita Hayworth in “Gilda” e Cyd Charisse in “Spettacolo del varietà”; Firmine Richard: Hattie McDanield in “Via col vento”; Isabelle Huppert:”miss cuori solitari” in “La finestra sul cortile”; Emmanuelle Bèart: Jeanne Moreau in “Diario di una cameriera”; Virginie Ledoyen: Audrey Hepburn in “Sabrina”; Ludivine Sagnier: Sandra Dee in “Lo specchio della vita”.

E ognuna di esse interpreta una canzone che rispecchia, a grandi linee, alcuni aspetti del proprio carattere.

Se in questi casi è inevitabile fare classifiche di rendimento, altrettanto difficile risulterebbe stilare classifiche di rendimento, sebbene la grande e scatenata Isabelle Huppert possa meritare una menzione d’onore nella sua sorprendente metamorfosi da attrice drammatica a comica. Sarebbe bello poterla ammirare anche in lingua originale.

E l’intreccio giallo? E il delitto? Non è importante: il dilemma è solo un presupposto attorno al quale far girare tutto il resto.

E’ un film imperfetto, che rischia la caricatura della caricatura.

Ma è molto ben riuscito. Non era semplice.

09/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
8 Femmes
Distribuzione
Bim
Durata
103'
Produzione
Marc Missonnier, Olivier Delbosc
Sceneggiatura
François Ozon, Marina de Van
Fotografia
Jeanne Lapoirie

Trama

Otto donne (sei congiunte da legami di parentela più una giovane cameriera e una governante di colore - si riuniscono per il Natale in una villa isolata ed innevata della campagna inglese. Al piano di sopra viene trovato il cadavere del padrone di casa, con ancora il coltello conficcato nella schiena. Chi l'ha ucciso?
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