Black Bag – Doppio gioco

Black Bag – Doppio gioco


Steven Soderbergh

Spionaggio | Usa
(2025)

“Black Bag” è il termine che descrive un tipo specifico di operazioni di intelligence volte a raccogliere informazioni su qualcuno, ma, nel rispecchiamento tra rapporto di coppia e spionaggio che percorre tutto il film di Soderbergh, viene usato da Katryn (Cate Blanchett) per dire sostanzialmente al marito George (Michael Fassbender): “non posso dirti dove vado, è una questione di lavoro”. Il che naturalmente non viene accettato da George, il quale si mette invece a indagare sulla moglie (operando quindi una black bag propriamente detta), sia perché è ossessionato dal controllo, che perché lei è nella lista delle persone sospettate di aver rubato un letale McGuffin.

Sì perché Soderbergh, dopo aver costruito il suo “La finestra sul cortile” post-COVID con il sottovalutato “Kim”, adesso si diverte a fare l’Hitchcock lato spionaggio. Solo che non abbiamo a che fare con persone che vivono una pacifica vita borghese che si trovano coinvolte in un gioco più grande di loro. I coniugi protagonisti – senza figli, come viene fatto notare en passant – hanno una vita completamente dedicata al lavoro di spionaggio (anche se ogni tanto vanno al cinema). Ed è proprio la fusione tra vita privata e lavoro l’oggetto dell’indagine del film, più specificatamente, le risonanze tra le bugie e le omissioni che ci diciamo per tenere in vita una coppia e le menzogne che si/ci dicono per il “bene superiore” degli interessi dello Stato, dell’economia, del modo di vivere occidentale, fate voi.

Soderbergh ama includere le nuove tecnologie nelle sue opere e vediamo quindi all’opera tutto uno spettro di droni, satelliti, algoritmi di intelligenza artificiale per la lettura del labiale (“2001“, ricordate? Ci siamo), con il sottotesto neanche troppo implicito che l’aumento del flusso di informazioni non corrisponde a un aumento di verità, anzi. Impossibile non pensare al film più bello uscito finora nel 2025, “The Shrouds” che sviluppa una tesi analoga. Ma se per Cronenberg il fallimento della tecnologia nel rendere più chiaro il mondo racconta della sostanziale inconoscibilità della morte, per Soderbergh lo stesso fallimento racconta l’inconoscibilità delle altre persone, a partire dal partner con cui si condivide la vita. In entrambi i film gli unici momenti di conoscenza sono legati al sesso – punto di vista tutto sommato condivisibile.

Torniamo a Hitchcock, però. “Black Bag – Doppio gioco” è prima di tutto un film di divertimento adulto, in cui ci si appassiona agli incastri millimetrici della trama – la risoluzione finale è impeccabile, cosa rarissima in un film di spionaggio – e alle interpretazioni eccellenti – Blanchett e Fassbender, voglio dire, di cosa stiamo parlando. Un gioco intellettuale, senza dubbio, più che un’opera viscerale, ma di vera eleganza.

10/05/2025

Cast e credits

Titolo Originale
Black Bag
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
94'
Produzione
Focus Features
Sceneggiatura
David Koepp
Fotografia
Peter Andrews
Montaggio
Mary Ann Bernard
Musiche
David Holmes

Trama

George, spia britannica, si interroga se la moglie Kathryin, anch'ella spia, sia una traditrice.
Furies
Furies

VENEZIA 83 - Esordio sulla lunga distanza del libanese Rami Kodeih "Furies" è uno heist movie che si barcamena con efficacia fra aspettative di genere e ambizioni drammatiche e di critica sociale, una frenetica epopea criminale al femminile in una Beirut che implode

Shumei – The Living Legacy of Kabuki
Shumei – The Living Legacy of Kabuki

VENEZIA 83 - Opera eccentrica nella gargantuesca filmografia di Miike Takashi, “Shumei – The Living Legacy of Kabuki” è un documentario, didattico in larga parte, che ha come oggetto il teatro kabuki e, in particolare, il clan familiare Ichikawa, custode di questa peculiare forma artistica

The Echo Chamber
The Echo Chamber

VENEZIA 83 - Andrea Pallaoro porta sul grande schermo l'ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, con una messa in scena raffinata, elegante, ipnotica, che però sembra sbiadire e perdersi nel finale

Look Back
Look Back

VENEZIA 83 - Alle prese con il manga cult di Fujimoto Tatsuki "Look Back" Kore-eda Hirokazu opta per un adattamento fedele e una regia minimale che aiutano a espandere la componente coming of age del fumetto, traendone un altro significativo capitolo del suo cinema sulla crescita

Woman Unknown
Woman Unknown

VENEZIA 83 - May el-Toukhy, unica regista donna in concorso, racconta con estremo rigore nordico il dopoguerra danese e gli effetti del trauma storico sui corpi delle donne. Non rimane nessuna speranza

Primetime
Primetime

VENEZIA 83 - Esordio di finzione dell'apprezzato documentarista Lance Oppenheim, "Primetime" si distingue per la sarabanda di tecniche e trovate stilistiche, le quali si rivelano alla lunga però l'unico elemento convincente di un'opera confusa e impulsiva quanto il suo protagonista

Wild Horse Nine
Wild Horse Nine

VENEZIA 83 - McDonagh torna alla Mostra dopo il successo de "Gli spiriti dell'Isola", e sembra ancora una volta trovare la formula perfetta per la sua messa in scena tragicomica, tra il golpe cileno del 1973 e i Moai dell'Isola di Pasqua, il tutto condito da un duetto tra John Malkovic e Sam Rockwell a tratti irresistibile

Succederà questa notte
Succederà questa notte

VENEZIA 83 - Nonostante qualche tocco di colore resta un film stanco, che coinvolge solo quando si ritorna agli stilemi che hanno reso Moretti famoso. Per il resto si sguazza nei cliché di un dramma borghese