Boris il film

Boris il film


Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo

Commedia | Italia
(2011)

Il pesce d’Aprile più atteso dell’anno è Boris, il pesce rosso che il regista Renè Ferretti (Francesco Pannofino) ha sempre al suo fianco e del quale diviene il muto interlocutore tra sfoghi, richieste di consigli e crisi esistenziali. Boris resta in disparte e “capisce” i problemi e le tensioni alle quali Renè è sottoposto, il suo silenzio lo assolve dalle decisioni prese e dai compromessi accettati, diventando la coscienza pulita di un mondo impietoso. La presenza di Boris diviene ancor più necessaria quando Renè tenta il salto al grande cinema d’autore, un cinema anche “impegnato”, ormai stanco della fiction televisiva che tra raccomandati, mestieranti, incompetenti e quant’altro sia immaginabile rende impossibile fare qualcosa di nuovo. Che “un’altra televisione” non fosse possibile era già ben chiaro, ma il trovarsi a dirigere una serie sulla vita del giovane Ratzinger è davvero troppo, il doverlo riprendere al rallenty saltellante per verdi prati rappresenterebbe il grado zero dell’asservimento. Ma anche il mondo del cinema presenta rischi e insidie tanto che il pericolo di trasformare un prodotto di qualità in uno scadente cinepanettone è incombente.

Questo “Boris” è film d’attese confermate e smentite. A partire dal cast (Francesco Pannofino, Caterina Guzzanti, Carolina Crescentini, Pietro Sermonti, Alessandro Tiberi, Giorgio Tirabassi, Antonino Bruschetta, Paolo Calabresi, Antonio Catania, Roberta Fiorentini) legato da una visibile alchimia, la sua comicità o, meglio, il suo umorismo spietato e dal sapore amaro che non risparmia nessuno dei suoi personaggi e la comprensibile scelta di evitare i principali tormentoni di cui erano costellate le tre stagioni televisive (“smarmellamento” in primis) per rendere la visione fruibile anche a chi non ha ancora avuto modo di vedere la serie.

La critica di “Boris, il film” prende ad emblema del male cinematografico italiano il famigerato cinepanettone che puntualmente ogni anno ripropone una logora comicità grossolana, scegliendo sempre la soluzione più semplice e triviale. D’altro canto, i problemi del mondo del cinema italiano sono molteplici e non esclusivamente imputabili allo showbiz, infatti, bisognerebbe svolgere un’analisi che parta dal basso, ovvero dalla scarsa educazione cinematografica dello spettatore che da un film si aspetta nient’altro che un fast food di facili risate e un ginepraio d’emozioni usa e getta. Estrema conseguenza di una società dei consumi che collassa su se stessa. “Boris” offre anche questo, ma va oltre. Allora, come la serie tv analizzava impietosamente gli stilemi delle produzioni televisive nostrane rimettendone in gioco tutti gli elementi costitutivi per criticarli a un livello superiore, aprendo così uno squarcio metacinematografico e nella vertigine di questo gioco regalando un brivido di piacere sconosciuto agli amanti delle soap, anche la sua versione da grande sala ripropone questa formula elementare. Da questo punto di vista se “Boris, il film” offrisse solamente un intrattenimento per un centinaio di minuti e nulla più, andrebbe inteso come un colossale fallimento. Così non è.

Così non è perché lo sguardo cinico e disilluso dei registi e sceneggiatori Ciarrapico, Torre e Vendruscolo descrive un mondo dal quale non v’è via di fuga: la tv è come la mafia, dice il protagonista Renè Ferretti, non se ne esce se non da morti. Ed è proprio il senso tragico che assume questa cronaca dell’universo cinematografico che eleva “Boris” a bizzarra metafora del Belpaese.

È indubbio che la serie televisiva avesse qualcosa di più rispetto a questo figlio minore che possiamo apprezzare sul grande schermo, a volte si avverte qualche piccolo problema con i ritmi di più ampio respiro richiesti da un film, ma la visione risulta comunque molto piacevole.

01/04/2011

Cast e credits

Distribuzione
01 Distribution
Durata
108'
Produzione
Rai Cinema, Sky Cinema, Wildside
Sceneggiatura
Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo
Fotografia
Mauro Marchetti
Scenografie
Michele Modafferi
Montaggio
Massimiliano Feresin
Musiche
Giuliano Taviani, Carmelo Travia
Costumi
Fiorenza Cipollone

Trama

Il regista di fiction televisive Renè Ferretti si cimenta col grande cinema impegnato, ma il pericolo di scadere nel cinepanettone è dietro l'angolo. Dopo tre stagioni televisive che la hanno consacrata serie cult italiana "Boris" approda finalmente sul grande schermo.
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