Crazy, Stupid, Love

Crazy, Stupid, Love


John Requa, Glen Ficarra

Commedia Romantica | Usa
(2011)
John Requa e Glen Ficarra ormai sono due cattivoni in disarmo. Dopo aver pennellato con cattiveria e cinismo il Billy Bob Thornton di “Babbo bastardo” e “Bad News Bears” (di cui avevano firmato gli script), hanno deciso di convertirsi ai buoni sentimenti, prima con l’ambizioso, ma sgangherato “Colpo di fulmine“, e ora con “Crazy, Stupid, Love”. E, ai tempi delle commedie neovolgari e ambiguamente conservatrici sfornate dalla factory di Judd Apatow, hanno il “coraggio” di portare al cinema una sceneggiatura ultra classica firmata da Dan Fogelman (autore, non a caso, del Pixar più “classico” e metacinematografico di sempre, ovvero “Cars“).

Intrecci amorosi in una non meglio precisata cittadina californiana: il pacato quarantenne Cal Weaver viene tradito dall’annoiata moglie, che chiede pure il divorzio. Ma anche il figlioletto tredicenne Robbie scalpita d’amore per la babysitter poco più grande Jessica, innamorata segretamente del pater familias Cal. Nel tentativo di dimenticare la moglie, Cal viene aiutato dal disilluso dongiovanni macho Jacob, che però perde la testa, e cambia il proprio stile di vita, per la giovane e simpatica Hannah. E, se si è disposti a chiudere un occhio su certe forzature di sceneggiatura, il finale riserva una bella sorpresa per tutti i protagonisti. Il meccanismo narrativo più che agli affreschi Altmaniani o a “Magnolia” riporta alla mente quello di “Love Actually”, ma il film possiede un garbo e una leggerezza di tocco inusuale al mainstream contemporaneo, che lo avvicina maggiormente all’operazione retrò tentata da Nora Ephron con il suo “L’amore non va in vacanza”.

 

La pellicola di Requa-Ficarra, orgogliosamente scevra delle trivialità di recenti commedie americane, almeno nella prima parte riesce ad inquadrare, e a ironizzare, con precisione, sulla crisi dei rapporti amorosi nel nuovo millennio (nell’ufficio dove lavora Cal la sua depressione è addebitata ad una presunta malattia incurabile, ma una volta a conoscenza della verità il suo capo lo consola “ma allora è solo un divorzio!”), con un ensemble di personaggi che vedono i propri desideri e la propria sessualità continuamente frustrati, e in cui l’unico viatico per la felicità pare essere legato a doppio filo ai rapporti occasionali e alla solitudine: Jacob è per Cal una sorta di “Hitch”, un maestro di vita e d’amore degno dei nostri tempi, un Cyrano de Bergerac che non crede più nell’amore, e aiuta il protagonista a ritrovare la propria virilità cambiando la sua immagine esteriore (il primo passo compiuto da Cal sotto consiglio di Jacob è rinnovare il proprio look e il proprio abbigliamento, considerato antiquato) seguendo coerentemente le regole di un Sistema che ormai pone al di sopra di ogni cosa l’apparenza. In questo universo di adulti emotivamente instabili e insicuri, l’unico vero insegnamento maturo viene impartito da Robbie, il figlio di Cal, che innocentemente incalza il padre a combattere per l'”anima gemella”, e a non smettere di credere nell’amore. E, difatti, nel finale, tutto, più o meno, si ricomporrà in un quadro idilliaco e pacificatorio. La commedia di Requa-Ficarra scorre bene per gran parte della sua durata, tra qualche sbandata e calo di ritmo, ma anche parecchi momenti divertenti (su tutti Cal che flirta con l’insegnante assatanata interpretata da Marisa Tomei, o la notte d’amore “mancato” tra Gosling e la Stone) e vari rimandi al cinema degli Ottanta (il riferimento a “Dirty Dancing”, lo stile Armani di Ryan Gosling che richiama quello di Richard Gere in “American Gigolo”), sino ad incappare in un finale che sconta troppe lungaggini e riappacificazioni.

 

Se il film è godibile gran parte del merito va però all’ottimo ed eterogeneo cast: Steve Carrell (anche produttore) conferma una volta di più d’ essere più convincente nel registro drammatico che in quello demenziale (vedi “L’amore secondo Dan”), Ryan Gosling alle prese con il primo ruolo brillante della sua carriera se la cava egregiamente e decreta definitivamente la sua affermazione al rango di Star, al pari della bella e simpatica Emma Stone, ma pure Kevin Bacon e Marisa Tomei, per quanto relegati al ruolo di caratteristi di lusso, sono in forma smagliante e paiono divertirsi parecchio.

19/09/2011

Cast e credits

Distribuzione
Warner Bros Italia
Durata
118'
Sceneggiatura
Dan Fogelman
Fotografia
Andrew Dunn
Scenografie
William Arnold
Montaggio
Lee Haxall
Musiche
Christophe Beck, Nick Urata
Costumi
Dayna Pink

Trama

Cal Weaver, dopo aver scoperto che la moglie l'ha tradito, si ritrova single e depresso. Lo aiuterà a rifarsi una vita un dongiovanni impenitente e cinico, che finirà per innamorarsi lui pure.
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