Singolarità di una ragazza bionda

Singolarità di una ragazza bionda


Manoel de Oliveira

Drammatico | Francia, Portogallo, Spagna
(2011)

Cent’anni e non sentirli. Bisogna dire che il tempo con il senhor De Oliveira è stato galantuomo: classe 1908 e ancora la passione di un esordiente. Manoel de Oliveira sembra vivere una seconda (magari anche terza) giovinezza, con un film (se non due) all’anno a partire dagli anni novanta, e dopo aver attraversato otto decadi con un cinema sempre elegante, colto, raffinato, un po’ surreale, formale ma audace, di maniera ma spiazzante. Eccentrico.

Spiazzati è quello che si rimane anche di fronte a questo “Eccentricities of a blond hair girl”. Il film nasce come omaggio alla famiglia dello scrittore portoghese Eça de Queiroz – recitano i titoli di testa -, ed è tratto da un suo racconto breve, una storia d’amore d’altri tempi. “Quello che non puoi raccontare a tua moglie, quello che non puoi raccontare a un amico, raccontalo a uno sconosciuto”, dice il protagonista, Macario (Riccardo Trepa), che si trova su un treno e comincia a narrare alla donna seduta al suo fianco l’amore per la bella Lucia (Catarina Wallenstein), la ragazza bionda del titolo. La vede alla finestra del palazzo di fronte al suo ufficio, il giovane intrigante volto coperto da un ventaglio cinese, la conosce, se ne innamora, la chiede in sposa, la madre di lei consente ma lo zio dello stesso Macario si oppone, lui non ha abbastanza denaro, allora lavora per guadagnarlo, ci riesce, ma qualcosa va storto, rimedia, eccetera. Poi c’è la chiusura finale. Una rilettura della fiaba di inizio novecento del giovane povero disposto a tutto per amore della ricca fanciulla, ma con un finale inatteso, che a molti può apparire deludente o addirittura insignificante.

La storia è dichiaratamente d’altri tempi, e il fatto che i titoli dicano sia riadattata ai giorni nostri vuol dire poco, perché De Oliveira cambia i vestiti e mette un computer al posto di una macchina da scrivere, ma per il resto i personaggi chiedono il permesso di sposarsi ai genitori, scrivono lettere, sono formali, eleganti, distinti, quando baciano sollevano un piede all’indietro. Il tutto in una Lisbona raffinata e colta, immortalata da lontano di giorno e di notte per scandire il tempo che passa (in modo simile alla Parigi dello splendido “Belle toujours”), fatta di negozi eleganti, circoli letterari, ricevimenti di illustri mecenati d’arte che ospitano una arpista che esegue Debussy e un attore che recita Pessoa, tra broccati, tappeti persiani, candelabri, eleganti gentildonne impettite e gentiluomini che giocano a poker.

E’ un film che piacerà agli amanti del cinema di De Oliveira e lascerà perlomeno perplessi tutti gli altri. Si tratta di un omaggio a Eça de Queiroz, e come tale va interpretato in tutta la sua straniante ambiguità. Il dialoghi e le situazioni sono esplicitamente letterari, la recitazione è stridente, un po’ sopra le righe, la narrazione volutamente surreale, di maniera, inverosimile per i tempi moderni (pensate a chiedere in sposa una ragazza dopo che l’avete vista a una finestra e ci avete parlato assieme una volta, domandare il permesso di farlo a vostro zio, e finire a Capo Verde per guadagnare i soldi per il matrimonio). Come se un film di inizio secolo (ma col sonoro) fosse girato oggi. Ci si può chiedere perché De Oliveira abbia realizzato questo mediometraggio, che pare quasi un intermezzo tra una produzione e un’altra, se un maestro del cinema abbia completamente sbagliato la storia e si sia improvvisamente appannato, oppure se abbia voluto assemblare un divertissement cinematografico colto, magari non eccellente, non troppo brillante e ispirato, è vero, ma comunque una interessante sperimentazione di classe e stile.

Noi ovviamente propendiamo per la seconda, e auguriamo a De Oliveira altri cent’anni di queste eccentricità. Mezzo voto in più solo perché i giovani vanno incentivati.

15/08/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Singularidades de uma Rapariga Loura
Durata
64'
Produzione
Filmes do Tejo, Les Filmes d'Après-midi, Lusomundo
Sceneggiatura
Manoel de Oliveira
Fotografia
Sabine Lancelin
Montaggio
Catherine Krassovsky

Trama

Macario si innamora della bella e bionda Lucia, e la chiede in sposa. Lo zio di Macario, però, si oppone alle nozze e il giovane deve cercare di rimediare il denaro in altro modo
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