Exiled

Exiled


Johnnie To

Azione, Noir, Western | Hong Kong
(2006)

Quando si parla di un film di Johnnie To si finisce per riparlare della prolificità del regista di Hong Kong, del suo talento e di come in Italia non si riesca a trovare spazio per un gigante del cinema contemporaneo – stesso discorso si potrebbe fare per altri registi, come lo stacanovista Takashi Miike. “Exiled” è la storia che si ripete: film uscito nel 2006 che assurge immediatamente allo status di cult. In Italia viene acquistato dalla Ripley ma al momento di uscire (era programmato per agosto 2009), viene rimandato a data da destinarsi. Ed ecco che un altro film (che già sarebbe uscito con tre anni di ritardo) finisce nell’oblio della distribuzione. Ma come sempre, in questi casi, è meglio parlare di cinema.

Siamo a Macao nel 1998. In un momento storico di grande incertezza (a breve Macao tornerà territorio cinese), cinque amici si ritrovano in maniera assai rocambolesca: Wo è un “rinnegato” che con la famiglia si ristabilisce in città; Blaze e Fat devono ucciderlo per conto del boss Fay, che è stato tradito da Wo anni prima; al contempo, però, Tai e Cat vogliono proteggerlo. I cinque sono amici che si conoscono sin dall’infanzia…

Johnnie To non sviscera la metafora politica contenente un chiaro rimando al trauma dell’Handover, con Macao al posto di Hong Kong nell’apprestarsi a tornare sotto la sovranità della Cina e gli intrecci tra i personaggi a raccontare la fine di un’era e il sogno infranto di una fuga impossibile. Come se l’ex colonia portoghese fosse un villaggio del Far West, le strade solitarie  e vuote e l’atmosfera sospesa reificano la provvisoria assenza di autorità posizionando i personaggi fuori dal mondo e anche fuori dal tempo.

L’incipit è in tal senso limpidissimo: i due killer, che devono uccidere il vecchio amico Wo, bussano alla porta di casa e la moglie dice loro che l’uomo non c’è. Subito dopo, si presentano Tai e Cat, ma la risposta non cambia. Fuori le strade sono deserte e i quattro si scrutano in un tripudio di movimenti di macchina nel crescendo delle musiche di Dave Klotz e Guy Zerafa. Siamo dalle parti di Sergio Leone, e, per chi non se ne fosse ancora accorto, diviene evidente poco dopo, quando Cat fa muovere una lattina a suon di pallottole, come accadeva al cappello in “Per qualche dollaro in più”.

Con “Exiled” il regista di Hong Kong chiude un cerchio: dedica una lirica elegia al gruppo di “The mission” (le facce sono le stesse, con in testa un Anthony Wong in gran spolvero) e si focalizza sui liquidi giochi cromatici e su sparatorie prolungate, costruite come coreografie, nelle quali anche gli spruzzi di sangue posseggono un loro ritmo. Un ritorno al passato che niente ha a vedere col simmetrico e astratto noir del ’99, dal momento che “Exiled” è il film degli scarti narrativi improvvisi: in una sorta di western metropolitano, chi si aspetterebbe, ad esempio, una fuga nel deserto, dove poi il gruppo si impossesserà – quasi senza volerlo – della “diligenza” che trasporta lingotti d’oro?

E se abbiamo citato l’italiano Leone (e l’Italia è omaggiata anche da un’altra simpatica gag), non si può tacere dell’altro importante referente cinematografico di questo film, ovvero Sam Peckinpah e il suo “mucchio selvaggio“, delle cui gesta gli uomini di To sembrano replicare la fatale parabola. L’elegia di “Exiled” è anche una rinnovata elegia all’amicizia virile, valore inscritto nei passaggi con una pallina di carta in “The mission”, qui descritto nella verticale discesa di una lattina lanciata in aria, la cui fine della traiettoria segna il termine dei giochi.

La levità e l’imprevedibilità sono i segni distintivi di “Exiled”. Se “The Mission” era il film che ricostruiva le fondamenta dell’action-noir di Hong Kong, con l’ennesima fatica Johnnie To decostruisce il genere e lo frantuma in una miriade di derivazioni che vanno a delineare quello che è a tutti gli effetti un compendio dell’arte del regista.

23/01/2010

Cast e credits

Titolo Originale
Fangzhu
Distribuzione
Ripley's Film
Durata
110'
Produzione
Johnnie To
Sceneggiatura
Szeto Kam-Yuen; Yau Nai-Hoi; Yip Tin-Shing
Fotografia
Cheng Siu Keung
Scenografie
Tony Yu
Montaggio
David M. Richardson
Musiche
Dave Klotz; Guy Zerafa
Costumi
Stanley Cheung

Trama

E' il 1998 e siamo a Macao, poco prima che nella colonia portoghese subentri il governo cinese. Da Hong Kong giungono due killer che dovrebbero uccidere un "rinnegato" il quale, sposato e con un bimbo appena nato, ha deciso di cambiare vita. I due si ritrovano a fare i conti con altri due ex compagni, pronti ad ostacolarli in ogni modo: dopo qualche reticenza, i quattro decidono di ribellarsi al volere del boss e aiutare il loro comune amico...
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