Femme Fatale

Femme Fatale


Brian De Palma

Thriller | Usa
(2000)

De Palma è probabilmente annoiato a tal punto che ormai con la macchina-cinema ci vuole solo giocare e non accetta pressioni di alcun tipo quando il giocattolo gli appartiene per intero e non ha da rispondere che a se stesso: “Femme Fatale”, low budget con sostanziale partecipazione transalpina – annunciato da un geniale trailer (nelle sale italiane ne circolano due versioni) che riassume tutto il film, titoli di coda compresi, in un avanti veloce da infarto (al Torino Film Fest si poteva vedere l’integrale versione con didascalie in francese) – è il solito ingegnosissimo spasso per immagini in cui il regista non teme nulla, sfrenato senza preoccupazioni narrative, e in cui si può troncare lo sviluppo tramico a tre quarti dell’opera e ricominciare daccapo, coitus interruptus con lo spettatore che cerca di individuare i livelli rappresentativi e vuol afferrare le fila della vicenda. Niente da fare, il gioco lo conduce BDP e lo conduce dove gli pare e piace (da nessuna parte?).

“Femme Fatale” è rigorosissimo catalogo depalmiano (ipotesi affascinante quella di un film point of no return e post-De Palma in cui l’autore aizza la teoria e si autocita prima ancora di citare), è cinema che svela se stesso e si mostra nudo, privo anche dei suoi paramenti mondani, intellettuali o pseudotali (la splendida sequenza nel Palais durante il Festival di Cannes, l’immagine dello schermo con il logo della rassegna, vertigine all’ennesimo grado), che non si preoccupa di rendersi interessante (è interessante in sé: per questo la scena cannense può durare anche venti minuti, perché è un quadro brillante dal quale non vogliamo distogliere lo sguardo, che ci piace per ciò che è e per come mostra le cose e non per le cose che mostra, labirinto visivo rivisitabile all’infinito). Il film prende certe strade per abbandonarle, i personaggi sembrano essere, mutano carattere e ruolo, una Femme che visse n volte, nulla è certo e nulla deve esserlo ché al centro della scena ci deve essere un’unica certezza: BDP, deus ex machina (da presa), che funamboleggia e crea Cinema Gratuito da dare in pasto all’Occhio. De Palma l’Esibizionista in FF parla di sé, dunque, e parla d’altro, manipola i classici (sui titoli di testa: “La Fiamma del Peccato” e la dark lady Stanwick in video, il suo riflesso – della femme fatale Romijn-Stamos – sul vetro dello schermo) come fa Sakamoto con la musica (il Bolero di Ravel revisited che accompagna tutta la lunga sequenza del furto), non teme la svolta onirica con i suoi risvolti metafisici (è dunque “Femme Fatale” il “Mulholland Drive” del regista?) e la risolve a modo suo, mescola destino e premonizioni, possibilità di vita e di morte che sono distinte ipotesi narrative (una Brian ce la mostra e la butta nel cestino all’improvviso); tra le consuete ossessioni scopiche e i travestimenti hitchcockiani, l’autore frammenta ogni evento e raccoglie i pezzi ricomponendoli in un finale che è immagine – puzzle ricostruito nel quale converge ciò che è stato: eccolo il cinema “volgare” ed “esteriore” di un cineasta che pone tutto davanti agli occhi, che non nasconde nulla, in cui niente è da leggere tra le righe, tutto è spudorato e finto-senza-infingimenti.

Sarà snobbato questo “Femme Fatale”? E’ probabile, a De Palma succede spesso (si pensi al capolavoro “Raising Cain”), soprattutto se, come stavolta, nella sua spirale stilizzata il Nostro non mente nemmeno verosimiglianza, (in)credibile essendo solo il suo grandissimo Cinema (“manierato” è un termine che si sprecherà). Si dirà che ci si trova di fronte a un esercizio infecondo e arbitrario? Di sicuro: quasi tutti hanno bisogno che un film dica qualcosa, anche semplicemente che la vita può essere bella (o brutta), che l’amore può rendere felici (o infelici), che il cattivo può essere punito (o farla franca). Peggio per loro: quando ho a disposizione una dose di BDP puro io non sento il bisogno di nient’altro.

(in collaborazione con Gli Spietati)

07/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Femme Fatale
Durata
110'
Produzione
Chris Soldo, Marina Gefter, Mark Lombardo, Tarak Ben Ammar
Sceneggiatura
Brian De Palma
Fotografia
Thierry Arbogast

Trama

La "Femme Fatale" è Laura Ash, un'affascinante ladra che, dopo un furto di gioielli durante il Festival di Cannes, cambia vita e identità. Ma il passato torna...
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