Ondacinema

recensione di Carlo Cerofolini
7.5/10

Prima o poi doveva succedere. Il riferimento a "Filmlovers!" (Spectateurs!) nuovo film di Arnaud Desplechin - in realtà è il penultimo se si considera l'inedito "Deux pianos" presentato in anteprima nella cornice della 20esima edizione della Festa del Cinema di Roma - rende giustizia ad alcune delle componenti più esplicite della sua cinematografia. Se i primissimi lavori avevano reso esplicito l'amore nei confronti della nouvelle vague, in particolare per François Truffaut, omaggiato a cominciare dalla presenza di un personaggio guida come Paul Dedalus chiamato, alla maniera di Antoine Doinel, a fare da trait d'union sentimentale tra i vari lungometraggi del nostro autore, nel corso del tempo sono emersi con sempre maggior forza alcuni degli aspetti che di fatto costituiscono il cardine portante di questo film. L'elemento autobiografico è rappresentato all'interno delle storie che compongono "Filmlovers!" da precisi rimandi alla persona del regista, non solo quello di Paul Dedalus, dietro il quale Desplechin si nasconde, ma anche i riferimenti alla città natale e all'ambiente familiare richiamati in maniera scoperta sopratutto ne "I miei giorni più belli" e "Roubaix, una luce nell'ombra"; e ancora la passione viscerale del regista-spettatore non solo verso i grandi classici ma anche nei riguardi del cinema di più largo consumo qui celebrato con scene tratte da blockbuster del cinema d'azione ("Die Hard" di John McTiernan, "Face Off" di John Woo) e campioni della commedia romantica ("Notting Hill" di Roger Michell).

Aspetti, quelli appena elencati, che "Filmlovers!" sintetizza nella sovrapposizione di sguardi con cui la figura dello spettatore e quella di Desplechin si fondono e si confondono per tutta la durata del film. Favorito dalla scelta di una struttura narrativa come quella del diario, volta a privilegiare l'intimità del rapporto tra le parti, Desplechin in persona ci porta per la prima volta e senza infingimenti all'interno del suo universo andando alle sorgenti della sua ispirazione.

In questo senso "Filmlovers!" potrebbe essere una sorta di racconto di formazione nel quale, accanto alle tappe che hanno visto Desplechin passare dall'essere un entusiasta spettatore a diventare parte in causa dell'oggetto amato, si fa strada l'elemento più propriamente teorico, costituito dalla riflessione sulle basi ontologiche del cinema enunciate da André Bazin e Stanley Cavell che analizzano il rapporto tra immagine filmica, fotografia e realtà. A partire da questo nucleo narrativo infatti "Filmlovers" prende forma articolando il discorso con un dispositivo cangiante in cui la finzione si alterna con il documento e i materiali d'archivio e dove la figura del regista, presente non solo dietro la macchina da presa ma talvolta anche davanti, si mescola con quella degli spettatori campione, invitati a partecipare alla "festa" nel tentativo di trovare la risposta all'interrogativo sollevato da "Filmlovers!", ovvero su cosa succede quando la realtà viene proiettata sullo schermo.

Conscio di non avere la soluzione definitiva, "Filmlovers!" prova a fare delle ipotesi attraverso l'esperienza del regista e dello stesso spettatore formulando una diversità di punti di vista corrispondenti all'unicità dello sguardo con cui guardiamo le immagini proiettate sullo schermo. Desplechin ci dice che, al di là dell'esperienza contingente, i film sono destinati a entrare nella nostra vita producendo reazioni che indirizzano l'esistenza e persino - come mostrato in uno dei capitoli in cui è diviso il film - gli amori, nell'impossibilità di rimanere indifferenti rispetto all'esperienza della prima volta al cinema (quella del piccolo Paul Dedalus è allo stesso tempo magica ed esilarante) così come a quella che di volta in volta caratterizza la scoperta dei vari registi (decisiva quella di Claude Lanzmann, autore di "Shoah", uno dei film spartiacque per Desplechin). In "Filmlovers!" c'è la meraviglia del desiderio di fronte alle magie del cinema come lo è quella di decuplicare il volto dell'attrice di turno (nel caso specifico quello di Liv Ulmann in "Sussurri e grida") o immergerci nella wilderness del paesaggio americano immortalato da Michael Cimino ne "Il cacciatore"; e ancora di immaginarci al posto di Hugh Grant nella scena in cui William Thacker ha la possibilità di contemplare la nudità di Anna Scott, la star hollywoodiana interpretata da Julia Roberts in "Notting Hill". 

Ma il vero segreto che ci comunica "Filmlovers!" è quello di lasciare da parte il ragionamento per abbandonarci alla bellezza dei film. "Filmlovers!" ce lo dice in due scene esemplari. La prima dove alla domanda del piccolo Dedalus sul perchè quello che stanno vedendo sia il regista più grande del mondo il padre risponde emblematicamente: "Non lo so. Guarda". La seconda, invece, posta come conclusione sembra quasi il manifesto di "Filmlovers!", poiché Desplechin, attraverso l'ennesima trasfigurazione della sua persona, ci invita a superare la tecnica e la teoria per abbandonarci alla forza delle immagini, memore dell'urgenza della carrellata iniziale de "I 400 colpi" in cui l'epifania della Tour Eiffel - dapprima scorta attraverso i palazzi e poi inquadrata nella sua totalità -   fu sufficiente per fargli capire cosa avrebbe fatto per il resto della vita.

Presentato come evento speciale al Festival di Cannes del 2024 "Filmlovers!" è un atto d'amore verso il cinema e insieme il viaggio sentimentale di un cineasta che non ha mai smesso di amare quest'arte.


13/01/2026

Cast e credits

cast:
Sandra Laugier, Kent Jones, Louis Birman, Shoshana Felman, Françoise Lebrun, Dominique Paini, Arnaud Desplechin, Milo Machado Graner, Mathieu Amalric


regia:
Arnaud Desplechin


titolo originale:
Spectateurs!


distribuzione:
Academy Two


durata:
88'


produzione:
CG Cinema, Scala Film, Arte France Cinema


sceneggiatura:
Arnaud Desplechin


fotografia:
Noe Bach


montaggio:
Laurence Briaud


costumi:
Judith De Luze


musiche:
Gregoire Hetzel


Trama
Il diario intimo di un regista che si sente prima di tutto uno spettatore di cinema innamorato della settima arte