Irina Palm – Il talento di una donna inglese

Irina Palm – Il talento di una donna inglese


Sam Garbarski

Commedia, Drammatico | Belgio, Francia, Gb, Germania
(2007)

Separare, separare sempre: Marianne non è Maggie, Maggie non è Irina. Marianne interpreta Maggie, Maggie interpreta Irina. Parola d’ordine: sbarazzarsi violentemente della precedente identità. Il secondo film di Sam Garbarski si nutre di queste feroci diffrazioni, squadernando l’indicibile soddisfazione che si può ricavare smettendo i panni abituali per indossarne altri, completamente diversi dai soliti. Incompatibili. Maggie, l’ordinaria Maggie (Marianne Faithfull in un’interpretazione sontuosamente dimessa) entra nella cabina e grazie ad un talento inconsapevole, involontario e incontrollabile nella “masturbazione tramite foro” si spinge in territori temibili e inesplorati, ma paradossalmente meno crudeli e ipocriti di quelli che è solita frequentare alla luce del sole. Un’apparente discesa agli inferi in una realtà radicalmente distante dalla rispettabile (dis)umanità diurna, tuttavia meno sorda alla richiesta di aiuto di una donna/nonna disperata. Disegno semplice ma efficace, come è d’uopo dire in casi simili, anche se non privo di durezze.

Proiettato al Torino Film Festival dopo il passaggio berlinese, “Irina Palm” è una pellicola che, nonostante le dichiarate ascendenze neorealistico-felliniane (Garbarski ha citato la Gelsomina de “La strada” come figura ispiratrice), può vantare un’impeccabile concentrazione stilistica e un tratto visivo di sorvegliata asciuttezza. Una padronanza linguistica in grado di coniugare quadri di straziante drammaticità (la comunicazione del peggioramento della malattia del nipotino, il licenziamento della collega di Irina) a risvolti sentimentali di inopinata tenerezza (la riconoscenza “anticonformista” della nuora, la burbera dolcezza del rapporto tra la sciatta Maggie e il torvo Miki), passando attraverso sezioni di salace ironia (la dimostrazione in vivo della pratica masturbatoria, la rivelazione del misterioso lavoro alle rispettabili amiche). Una scrittura perfettamente modulata, valorizzata da una regia calibrata al millimetro, irrobustita da interpretazioni ineccepibili (non solo Faithfull: Miki Manojlovic incendia zolfo e compassione nello stesso braciere) e esaltata da una fotografia di dolentissima lividezza (Cristophe Beaucarne).

Ciononostante è proprio questa smaltata irreprensibilità a spingere Irina Palm verso l’eccessiva compostezza, verso un’esattezza di impaginazione (di sapore vagamente manualistico) e un’abilità narrativa (in odore di astuzia) che gettano sull’intero film la luce del compitino ben fatto e finanche un tantino ruffiano (come non rimarcare che Maggie è vedova?). Nella non entusiasmante kermesse torinese, tuttavia, è impossibile non segnalarlo tra i titoli più significativi.

(In collaborazione con Gli Spietati)

23/11/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Irina Palm
Distribuzione
Teodora
Durata
103'
Produzione
Entre chien et loup
Sceneggiatura
Philippe Blasband, Martin Herron
Fotografia
Cristophe Beaucarne
Scenografie
Véronique Sacrez
Montaggio
Ludo Troch
Musiche
Ghinzu
Costumi
Anushia Nieradzik

Trama

Maggie ha bisogno di trovare dei soldi per curare il nipotino malato. Nonostante non sia più giovane, accetta di lavorare in un night club londinese come masturbatrice misteriosa. Il suo stage name? Irina Palm
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