Lettere da Iwo Jima

Lettere da Iwo Jima


Clint Eastwood

Guerra | Usa
(2006)

Tutto cominciò con la celeberrima foto di Joe Rosenthal del 1945, che ritrae una manciata di soldati americani issare la bandiera del proprio paese sull’appena conquistato Monte Suribachi, a Iwo Jima.

Clint Eastwood partì da questo elemento, semplice e concreto, per realizzare “Flags of Our Fathers”, film che si serve della battaglia di Iwo Jima per concentrarsi su temi alti come la Storia, verità e menzogna, la morte, l’eroismo, la guerra, e quindi la politica. Era un ottimo film con tanta carne al fuoco (forse fin troppa), che probabilmente non faceva tornare tutti i nodi al pettine (ma, d’altro canto, era compito arduo).

Perché, dunque, Eastwood ha deciso di realizzare un secondo film che mette in scena la medesima battaglia vista dall’altra sponda? Proviamo a capirlo insieme.

Innanzitutto segnaliamo che il film, ispirato al libro “Picture Letters from Commander in Chief” del generale Tadamichi Kuribayashi, e sceneggiato in maniera asciutta e puntuale da Iris Yamashita con l’aiuto del fidato Paul Haggis, è stato distribuito (male) nelle sale, per volontà dello stesso regista, in lingua giapponese con sottotitoli (operazione benemerita che vorremmo vedere applicata con maggiore frequenza).

I recenti film di Clint Eastwood avevano al centro delle storie personaggi che possiamo definire “umanamente vinti”, anche quando hanno dalla loro supremazia e armi illusorie. Uomini spesso semplici, pronti ad affrontare, quotidianamente, grandi e piccole cose della vita.

Regnano le parole umiltà e sacrificio all’interno dei recenti mosaici eastwoodiani.

Ecco perché non ci stupisce affatto l’approdo di Clint in terra giapponese: i soldati di “Lettere da Iwo Jima” sono ombre e spiriti di indimenticati (anti)eroi di Kurosawa. Ad Iwo Jima c’è l’anziano funzionario di “Vivere”, il giovane poliziotto di “Cane randagio”, il samurai vagabondo di “La sfida del samurai”, il solitario cacciatore “Dersu Uzala”. Per non parlare de “I Sette Samurai”, consci fin dall’inizio della loro missione che “ancora una volta perderanno”.

Certo, è spontaneo anche pensare ai film pacifisti di Ichikawa (senza, però, il loro poeticismo), o ad alcuni cowboy fordiani, ma è bene evidenziare la spaventosa immedesimazione dello spirito giapponese da parte di un Eastwood ormai vero e proprio maestro del cinema mondiale (infallibile la direzione degli attori, cui fa capo Ken Watanabe), anche se queste parole potrebbero fare un torto al vero compito che si è prefissato il cineasta americano che, più dell’ essenza del soldato giapponese medio (che emerge grazie a meravigliosi flashback che pennellano piccoli episodi delle loro vite), situa statunitensi e giapponesi sulla stessa bilancia: non tanto per equilibrarne i punti di vista, né tantomeno per spiegare le ragioni dell’uno uno e dell’altro. Piuttosto fa un tutt’uno delle divise dei due schieramenti, e non solo ci dice che è praticamente impossibile catalogare buoni e cattivi, ma fa emergere, e infine esplodere, i cuori di entrambi, accomunati da una sensibilità che sboccia praticamente in coabitazione, come ci suggerisce, nella seconda parte del dittico, la struggente sequenza che mostra un’ultima lettera letta da commossi giapponesi a un nemico morente. Atto cardine di un’opera umanista e straziante che sa indignare e poi commuovere, evitando ricatti e retorica.

Come “Flags of Our Fathers”, più di “Flags of Our Fathers”, a “Lettere da Iwo Jima” spetta un posto di prim’ordine nell’olimpo dei film di/sulla guerra.

Le bandiere dei nostri padri sono vicine, ma sembrano lontanissime, la polvere e lo scenario opprimente assorbono i corpi vaganti, ma l’attesa del “suicidio imperiale” può essere respinta con orgoglio.

Una pellicola dalle tonalità scure, che ci indica tuttavia che la vita ha un senso.

Un film che sa essere allo stesso tempo agonia e preghiera.

01/01/1970

Cast e credits

Titolo Originale
Letters From Iwo Jima
Distribuzione
Warner Bros
Durata
127'
Produzione
Clint Eastwood, Robert Lorenz, Steven Spielberg
Sceneggiatura
Paul Haggis, Iris Yamashita
Fotografia
Tom Stern

Trama

1945. La famosa battaglia di Iwo Jima vista attraverso gli occhi delle truppe giapponesi. Tra gli altri: il generale Kuribayashi, il tenente Ito, il barone Nishi, l'ex fornaio Saigo e varia umanità, pronta a morire per la propria patria.
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